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I proiettili autoguidati sono una realtà

Avete presente Wanted? Oppure Runaway? Non è più fantascienza.
16.12.14
​Immagine: Wikimedia

Cliccate su questo link. È un'immagine, tranquilli; è un'immagine di due proiettili. Sono dei calibro 50. Imponenti, vero? Immaginate uno di questi, non dico in testa—diciamo su un fianco. Vi si è stretto lo stomaco, lo so.

Ora pensate a queste due sequoie metalliche che vengono sparate proprio addosso a voi attraverso un sistema automatico di guida della rotta del proiettile. Prima di continuare guardiamo il filmato. La linea bianca è uno di questi proiettili calibro 50: il fuciliere spara, il bersaglio è da un'altra parte, il proiettile non si scoraggia e modifica automaticamente la propria direzione per centrare il bersaglio. Agganciare, virare, morto.

Il ​DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency, USA) sta portando avanti un progetto chiamato ​EXACT (Extreme Accuracy Tasked Ordinance—sì, gli americani hanno gran gusto per gli acronimi): l'obiettivo è quello di sviluppare armamenti più efficaci, più precisi e più autonomi che possano permettere ai soldati di massimizzare la letalità minimizzando i rischi.

L'ultima creatura del DARPA è proprio questo nuovo modello di proiettile: munito di una microcamera sul muso, dopo essere stato sparato comincia a raccogliere informazioni sulla posizione dell'obiettivo e sull'ambiente che lo circonda e, dopo aver calcolato la traiettoria ottimale, attiva un sistema di "pinne" che gli permette di cambiare direzione a mezz'aria. Presente Wanted? Oppure Runaway? Non è più fantascienza.

Il proiettile del progetto EXACTO si rivela letale in due sensi. Il primo è quello ovvio: un calibro 50 a ricerca potrebbe essere incluso nelle dieci piaghe d'Egitto. L'altro senso è più laterale: in genere, ogni colpo esploso da un lato corrisponde ad una reazione, ovvero alla generazione di una possibilità di essere localizzato per il tiratore. Un proiettile che curva la propria traiettoria in maniera interattiva rende qualunque tentativo di applicazione di concetti balistici per individuare il mittente del colpo inutile. Il proiettile rende quindi, potenzialmente, invisibile il cecchino.

Nello specifico il sistema si compone di un sensore ottico posto sul muso del proiettile, che intercetta un segnale laser puntato sul bersaglio: il risultato è la possibilità, da parte del proiettile, di modificare fino a trenta volte al secondo la propria traiettoria, garantendo così una precisione pressoché perfetta.

Non sappiamo quali siano i costi di costruzione del proiettile del DARPA, né tantomeno quali siano le prospettive di utilizzo. Cosa è certo è che una tecnologia del genere cambia le carte in tavola rispetto a qualunque tipo di rapporto bellico.

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