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Come ho capito la globalizzazione con la Nutella

Secondo l'OCSE, la Nutella rappresenta la globalizzazione in un barattolo.
18.12.14
via Flickr

Non solo la Nutella è venduta quasi in tutto il mondo—ne vengono vendute 250.000 tonnellate in 75 paesi ogni anno—ma i suoi ingredienti provengono praticamente da tutto il mondo. È la globalizzazione in un barattolo, ed è ciò che ha ispirato l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) a usare la squisita crema alla nocciola come caso di studio per le "catene globali del valore".

Il report rivela quanto strettamente connesso e piccolo sia diventato il mondo. Nonostante Ferrero, che introdusse la Nutella nel 1964, abbia ancora il quartier generale in Italia, la mappa elaborata dall'OCSE mostra un vero e proprio mix internazionale, con stabilimenti in Europa, Russia, Nord e Sud America. Alcuni ingredienti sono locali, come il latte e i materiali d'imballaggio, ma gli ingredienti principali provengono da tutto il mondo. Le nocciole prodotte in Turchia, mentre il cacao proviene dalla Nigeria. Lo zucchero viene fatto arrivare dal Brasile, l'olio di palma e la vaniglia sono prodotti malesi e francesi.

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Ogni cucchiaio di Nutella è il risultato di un'impresa commerciale globale. A questo si riferisce l'OCSE quando parla di catene di valore globale in cui, afferma il report "il commercio mondiale e la produzione sono sempre più strutturati in concomitanza." Un altro esempio è l'iPhone, progettato in California, i cui chip vengono fabbricati a Taiwan, tra gli altri paesi, ed è assemblato in Cina. Questo è uno dei motivi per cui slogan come "Made in USA" non solo diventano sempre più irrilevanti ma anche privi di significato.

Questa è l'essenza del nostro mondo globalizzato, dove i prodotti vengono messi assieme in un posto diverso rispetto a dove vengono fabbricati, in un mondo dove i confini si fanno sempre meno definiti e dove qualcosa come la Nutella essere accessibile a chiunque voglia l'incredibile crema alla nocciola e cioccolato. E spiega anche perché ogni 5 febbraio si festeggia il giorno dedicato alla Nutella. Se volessi potrei uscire e andare al minimarket a due minuti da qui e comprarne un barattolo.

Qualsiasi testo di economia vi dirà che il mercato libero è in generale un fatto positivo, e che teoricamente costituisce una rete con effetti positivi sulla società. Un report della Società Finanziaria Internazionale ha scoperto che, rispetto al 1981, nel 2010 c'erano 721 milioni di persone in meno in condizioni di estrema povertà—ovvero persone che vivono con meno di 1 euro al giorno.

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Ma la realtà è un po' più complicata, fondamentalmente perché, anche se i confini nazionali diventano economicamente meno definiti, sono ancora ben presenti nella realtà sociale e politica.

Impiegati della United Fruit Company che caricano banane che verranno portate in America. Via Smithsonian Institution Archives

Per le nazioni in via di sviluppo, una specializzazione troppo accentuata può essere dannosa. "Banana Republic" non è soltanto un negozio che vende abiti Gap a un prezzo più alto, ma è anche un termine (in italiano "repubblica delle banane") che descrive paesi politicamente instabili le cui economie dipendono dall'esportazione di un unico prodotto, come le banane. A questo proposito, sono molto chiare ed esaustive le parole dell'Economist:

Con "Repubblica delle Banane" si fa riferimento alla situazione in cui le aziende della frutta statunitensi hanno iniziato a esercitare una straordinaria influenza sulla politica dell'Honduras e dei paesi vicini. Verso la fine del diciannovesimo secolo, gli americani si erano stufati di cercare di far crescere la frutta nel proprio paese, troppo freddo per lo scopo. Era decisamente più conveniente importarla dai climi più miti dell'America Centrale, dove le banane e altri frutti crescono velocemente. Giganti come la United Fruit Company (antenato della Chiquita) si trasferirono in loco e costruirono strade, porti e ferrovie in cambio di terreni. Nel 1911 la Cuyamel Fruit Company, un'altra azienda americana (che venne poi acquisita dalla United), fornì le armi per un colpo di stato contro il governo dell'Honduras e prosperò sotto il nuovo presidente. Nel 1954, la CIA sostenne un colpo di stato contro il governo del Guatemala, che aveva minacciato gli interessi commerciali statunitensi. (Gli storici discutono ancora se la CIA lo fece per proteggere la United o, come molti credono ora, per stroncare il comunismo sul nascere.) Dunque il vero significato di "Repubblica delle Banane" è: un paese in cui le imprese straniere fanno saltare i governi.

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Dovrebbe essere ovvio il motivo per cui le repubbliche delle banane non sono auspicabili quando si prendono in considerazione gli interessi del paese e dei lavoratori, e sono inevitabili i risultati molto negativi quando l'economia di un paese viene determinata dagli interessi delle corporazioni straniere, che manipolano quella che ormai si tramuta in una plutocrazia. Un'economia avvelenata è difficile da debellare. Per certi aspetti, i problemi strutturali dell'Honduras sono rimasti invariati, anche un secolo dopo.

L'inquinamento segue la Muraglia Cinese nelle creazioni umane visibili dallo spazio. Via NASA

Anche la Cina, il più grande benefattore del mercato libero, responsabile del declino della povertà globale negli ultimi trent'anni, deve affrontare le conseguenze dell'atteggiamento del laissez faire, per cui in certe zone del paese anche solo respirare può ucciderti. A novembre è stato diagnosticato un cancro ai polmoni a una bambina di 8 anni e il triste risultato di un inquinamento incontrollato è ora visibile anche dallo spazio. Le emissioni di carbone sono state responsabili di 250.000 morti premature nel 2011, secondo un'analisi di Greenpeace.

Non intendo sostenere che un'economia più integrata a livello globale sia un fattore negativo: non lo è. Ma ci sono sempre infinite variabili da considerare e trovare il giusto equilibrio non è mai facile. Recentemente l'Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) ha approvato quella che il primo ministro del Regno Unito David Cameron ha descritto come un evento "storico" che fornirà "un'ancora di salvezza" alle persone che vivono in estrema povertà.

"Per la prima volta nella storia, la WTO ha davvero fatto qualcosa di grande," ha affermato Robert Azevedo, direttore della WTO, parlando del primo accordo da quando l'organizzazione è stata fondata nel 1995, un accordo che ha aggiunto un trilione di dollari nel commercio globale e 20 milioni di nuovi posti di lavoro nell'economia globale. A quanto pare produrre cose come la Nutella è utile. E nel futuro tutto ciò che consumeremo seguirà probabilmente la stessa formula.

Non ci sono ancora stabilimenti Ferrero in Asia, ma non per mancanza di risorse, secondo gli autori del report Koen Backer e Sébastien Miroudot: i prodotti alimentari prodotti globalmente come la Nutella possiedono un tipo di gusto che deve essere acquisito nel tempo, e che i cinesi e gli abitanti dei paesi vicini devono ancora imparare ad apprezzare. Ma non c'è niente che una buona campagna di marketing non possa fare: se la fama del McDonald's, della Coca Cola e addirittura dello spam ci insegnano qualcosa, è che è solo una questione di tempo prima che tutto il mondo partecipi all'amore per la Nutella.

@sfnuop