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Tecnologia

Helperbit, la piattaforma italiana che traccia gli aiuti umanitari in Bitcoin

Tra i vantaggi della trasparenza di Blockchain può esserci anche la tracciabilità delle donazioni a fondo perduto.
Immagine via Helperbit

In situazioni di emergenza, legate a calamità naturali e non, l'enorme macchina degli aiuti umanitari prende piede puntualmente da ogni parte del mondo. ONG, Fondazioni, e persino mass media attivano campagne di aiuto per le persone che si trovano sui territori colpiti tramite SMS da mandare al numero x e versamenti da effettuare sul conto y. Tutto molto nobile, sia da parte di chi dona che da parte di chi si trova poi a gestire enormi somme di denaro da distribuire a chi ne ha bisogno. Il problema, però, è che può capitare che il suddetto denaro si perda tra le trafile burocratiche e le tasche dei meno onesti, soprattutto quando se ne perdono le tracce.

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Helperbit, una piattaforma italiana lanciata esattamente un anno fa a pochi giorni dal terremoto in Nepal, si propone di risolvere proprio questo problema. Si tratta di un sistema peer-to-peer, basato sulla tecnologia Blockchain di Bitcoin, che ha il fine di monitorare il flusso degli aiuti umanitari in tutto il mondo rendendo trasparenti le singole transazioni in criptovaluta.

"Quando sono venuto a conoscenza dell'esistenza della Blockchain mi sono reso conto delle sue potenzialità. Alla luce dei fatti de L'Aquila e della dispersione di fondi che si è verificata negli anni successivi, ho capito quanto potesse essere essenziale un servizio di questo tipo" mi spiega il CEO della startup Guido Baroncini Turicchia al telefono. "Nel campo delle ONG e in campo umanitario in generale, questa problematica è piuttosto seria: molti utenti non si fidano, essenzialmente perché non hanno idea di dove vadano a finire i loro soldi."

La piattaforma, di cui sta per partire la fase beta, mette in connessione peer-to-peer donatori da una parte, ONG e persone che vivono in territori colpiti da calamità naturali dall'altra. Chi vuole effettuare donazioni si iscrive e sceglie se versare una somma di denaro a un'organizzazione umanitaria o ai singoli utenti danneggiati. Attraverso una serie di servizi di analisi a vari livelli, come grafi e geolocalizzazioni, sul sito sarà possibile vedere precisamente come vengono allocati i soldi.

Se succede qualcosa nel tuo territorio e, sei iscritto alla piattaforma, la tua posizione viene rilevata da tutti.

"Utilizziamo solo portafogli in multisignature, quindi non tocchiamo i fondi degli utenti. Se la piattaforma dovesse scomparire, insomma, tutti potrebbero reclamare i loro soldi senza alcun problema. È un sistema studiato per essere resiliente e sicuro: in questo modo incrementiamo la fiducia, e di conseguenza i contributi" continua il CEO. "Siamo soltanto uno strato informativo. Gli utenti creano dei portafogli che possono utilizzare un po' ovunque, e noi diamo informazioni di modo che possano operare in maniera positiva e utilizzare la blockchain in maniera veloce e trasparente."

Gli utilizzatori ideali di Helperbit non sono soltanto i donatori privati e le aziende interessate a spendere la loro ragione sociale, ma anche le compagnie assicurative e le stesse ONG. "Immagina che un'assicurazione voglia rendersi più trasparente: oltre a coprire la casa e i danni, permette all'utente di monitorare esattamente il flusso di denaro e di sapere quando e come riceverà il rimborso" mi spiega Guido Baroncini Turicchia. "Le ONG, invece, possono usare la piattaforma in maniera gratuita, ma possono anche pagare per mettersi in evidenza sulla home e ottenere più visibilità oppure per ricevere un training da noi sulla tracciabilità delle transazioni in Blockchain. L'utente singolo, invece, paga una fee d'ingresso se vuole aderire a un servizio assicurativo—se succede qualcosa nel tuo territorio e, sei iscritto alla piattaforma, la tua posizione viene rilevata da tutti—altrimenti può anche iscriversi semplicemente per donare o ricevere donazioni."

Helperbit verrà presentato, insieme a molti altri progetti, a Data Driven Innovation | Rome 2016 Open Summit, una conferenza che si terrà a Roma dal 20 al 22 maggio, dedicata all'innovazione e alle sfide tecnologiche, economiche e sociali legate ai Dati.
L'evento è gratuito, iscrivetevi qui.