MC Bin Laden, funk kamikaze

MC Bin Laden, funk kamikaze

L'eroe del funk paulista è arrivato a Milano da São Paulo, gli abbiamo fatto delle foto prima del suo concerto tra una chiaccherata in portoghese e un buffet.
29.11.17

Come scrivevamo nell’articolo di presentazione, Linecheck, il festival che la scorsa settimana ha dato fuoco a Milano, è stato “inclusivo, ibrido e transnazionale”: motivo per cui nella serata apicale della rassegna mi sono trovata a tradurre in inglese per amici venuti da lontano quello che un membro dello staff del festival traduceva simultaneamente in italiano dal portoghese bleso di MC Bin Laden.

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Infatti sabato alle 20 era in svolgimento un panel dedicato proprio al fenomeno del funk paulista Jefferson Cristian dos Santos Lima aka MC Bin Laden, condotto da Simone Bertuzzi aka Palm Wine, giornalista e membro di Invernomuto. Le possibilità di riuscire a parlare con MC BL, nonostante gli infiniti tentativi di organizzare da parte dei ragazzi del festival, continuavano a essere basse e sarebbero infine collassate nel suo desiderio di rilassarsi prima della gig e nelle barriere linguistiche. Non so se, a questo proposito, vi ho già detto che l’unico modo per comunicare con Jefferson Cristian dos Santos Lima è scrivere un whatsapp al suo manager.

Quindi ho fatto quello che avrebbe fatto Larry King e ho preso appunti sulla conversazione in corso, per tramandarne ai lettori di Noisey i concetti più importanti.

mc bin laden

Che poi alla fine MC Bin Laden è un tizio panciuto di 23 anni che è nato con il funk, è cresciuto con il funk e poi ha continuato a fare il funk: non c’è niente che la mia capacità di ragionamento e analisi avrebbero potuto aggiungere a questi punti fondamentali:

—MC Bin Laden ha cominciato il suo percorso musicale facendo piccoli concerti nella favela dove viveva, e nonostante la gente non sempre credesse in lui, lui ce l’ha fatta.
—All’inizio aveva un altro moniker, che però non rispecchiava la potenza del suo progetto. Allora ha deciso di cambiare nome e chiamarsi così per fare qualcosa di originale: Bin Laden non è morto, ma si nasconde nelle favelas.
—Perché i video di MC Bin Laden non rispecchiano quella tendenza a ostentare i dané tipica del favela funk? Un piccolo aneddoto, anzitutto: all’inizio delle riprese, la produzione voleva cancellare lo shoot di “Bololo Haha” perché pioveva, ma MC Bin Laden non voleva perché aveva invitato un sacco di persone, che si erano tinte i capelli apposta. Ma soprattutto, a MC BL interessa mantenere il vero spirito del favela funk, che è fatto in una favela, dove è molto più facile trovare un bus che una Lamborghini. A MC BL non interessano grosse produzioni con script complessi, gli interessa che quello che si vede nei suoi video rispecchi la realtà che lo circonda, che ci sia una realtà insita nell’immaginario che propone.
—Anche i suoi testi parlano di cose familiari, parte del suo mondo: “Bololo Haha” prende ispirazione dal rumore dei motorini che un giorno alcuni ragazzi intorno a lui facevano sgasare.

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Alla fine del panel, dopo una sessione di foto con i fan, abbiamo seguito MC Bin Laden e il suo entourage nel backstage, dove l’abbiamo visto affrontare un buffet significativo e lasciarsi fotografare di buon grado, mentre a qualche metro Thundercat chiamava su Facetime, per nulla interessato a prendere parte al rinfresco e al photocall (però che concerto! che ha fatto dopo). Qualche ora dopo, MC Bin Laden ha spaccato tutto sul palco. Ovviamente Young Goats ha fatto una foto di nascosto a Thundercat, ma temo che non la vedrete mai perché non voglio che mi denunci. ¯\_(ツ)_/¯

mc bin laden
mc bin laden milano interview
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