Cozze bruxelles
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Le cozze crude sono il simbolo della Bruxelles popolare

Una città conosciuta per patatine e maionese, ma in realtà ha in comune con il Sud Italia il fatto di mangiare cozze crude buonissime.

In Belgio le cozze crude sono considerate roba per veri intenditori, insomma uno di quei piatti leggendari apprezzati solo dagli anziani. Secondo quanto giunto fino a noi dalla tradizione, queste “ostriche per i poveri” erano inizialmente il piatto più popolare di Marolles, il quartiere di Bruxelles abitato dalla popolazione meno abbiente, prima di evolversi in “pietanza borghese.”

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All'epoca le moules parquées, "cozze parcheggiate" (così chiamate per come venivano impiattate e disposte una accanto all'altra come in un parcheggio, e anche un po’ per il fatto che fosse necessario confinarle in una cisterna apposita per lavarle, liberandole dalle impurità), venivano vendute subito dopo essere state raccolte dal mare.

cozze bruxelles

Stéphane dietro al suo chioschetto leggendario.

cozze crude

Cozze nel frigo.

Nel giro di breve tempo, quindi, diventarono una sorta di simbolo della città. Sono infatti un piatto molto economico, facile da trovare e dalla preparazione veloce e semplice. Basta aprirle, lavarle e mangiarle.

Oggi come oggi, è ancora possibile gustare cozze crude a Bruxelles. Mercatini di strada e fiere l'habitat naturale dei mercanti di cozze, forse perché di solito lo spirito festivo è sinonimo di ingordigia.

La figlia di Stéphan al lavoro.

cozze bruxelles

Preparazione di un piatto.

E in ogni caso, le fiere e i mercatini di strada sono l’unico posto in cui è possibile vivere questa tipica atmosfera belga. È lì, infatti, che l’odore dei fucili giocattolo permea l’aria assieme a quello delle patatine fritte e dello zucchero filato, e dove tutto assume caratteristiche ancora più folcloristiche grazie alla presenza dell’accento fiammingo.

Stéphane de Rayemaeker è un commerciante specializzato nella vendita di cozze crude “Le chiamiamo moules parquées perché sono parcheggiate una vicina all'altra, come in un garage!”. La sua è un’attività multigenerazionale.

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La famosa pentola con escargots e brodo.

“La storia della nostra bancarella è vecchia di 55 anni. È iniziato tutto grazie alla bisnonna di mia moglie, che aveva imparato il mestiere da un altro commerciante della fiera. Cinque o sei anni dopo è subentrata la nonna di mia moglie, che aveva iniziato aiutando prima la madre e poi aprendo una propria attività. Ora è il nostro turno, di mia moglie e io. Persino i nostri figli collaborano e si sporcano le mani, quando è necessario,” racconta Rayemaeker.

Un tuffo nella salsa migeole fieu.

Quello della famiglia Rayemaeker è un chiosco ambulante molto noto a livello locale, soprattutto per la varietà di cibo presentata e per i decori tipici della zona della città in cui si trova. “Un giorno la nonna di mia moglie ha preso a pugni un tizio che aveva parcheggiato davanti al suo carretto.” Qui l’accento di Bruxelles regna, e il suono delle cozze che si aprono è musica per le orecchie.

Le cozze crude non sono esattamente un cibo per turisti, perché non hanno mai varcato i confini internazionali tanto quanto quelle cotte. Talvolta, però, Stéphane entra a contatto con gente curiosa.

“Quest’anno è passata una famiglia che non aveva mai sentito parlare di cozze crude. Loro non parlavano francese e io non parlo inglese, quindi le ho descritte come una sorta di sushi made in Bruxelles. Hanno speso 10 euro alla fine.”

Facile. Andate e prendere delle cozze fresche e belle carnose, e servitele poi con della salsa alla senape. Oh, e soprattutto, dimenticatevi delle patatine.


Potete trovare Stéphane e il suo chiosco alla Foire du Midi da luglio ad agosto, alla boulevard du Midi, Bruxelles, Belgio