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La moglie di un ex narcos messicano stava cercando di ricostruire il suo cartello

"La Señora" stava cercando di ricostruire il cartello di suo marito, "El H". Al momento della cattura aveva con sé due chili di cocaina e varie armi da fuoco.
14.9.16
Photo de Margarito Perez/Reuters

La moglie del barone messicano della droga Hector Beltràn Leyva è stata arrestata martedì scorso. La donna cercava da tempo di riportare in vita il cartello Beltràn Leyva, di cui il marito era a capo.

Clara Elena Laborìn Archuleta è stata catturata nella città di Hermosillo, nel nord del Paese. Secondo quanto riportato, Laborìn Archuleta - nota come La Señora - stava organizzando un'incursione ad Acapulco, un tempo territorio sotto il controllo del cartello Beltràn Leyva.

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Nel corso dell'ultimo anno, il suo nome è comparso in dozzine di narco banners (i manifesti affissi dai cartelli per autopromuoversi o per minacciare gruppi rivali) e messaggi lasciati in giro per la città turistica. Il tasso di omicidi della città intanto è aumentato vertiginosamente, facendo di Acapulco il comune più pericoloso di tutto il Messico nel 2016.

Secondo quanto raccontato da una fonte vicina al Cartello Indipendente di Acapulco - gruppo che negli ultimi anni ha esercitato la maggiore influenza nella città - La Señora sarebbe stata sostenuta dall'alleanza con il cartello emergente Jalisco New Generation.

La guerra per il controllo del territorio - spiega la stessa fonte - è cominciata quando La Señora ha tentato, senza successo, di prendere il potere durante una visita ad Acapulco, protetta da una squadra di sicari di Jalisco noti con il nome di Los Rusos.

Clara Elena Laborín Archuleta. (Foto via Mexican National Security Commission.)

Secondo quanto riportato dal comunicato della polizia, al momento della cattura Laborìn Archuleta aveva con sé due chili di cocaina e armi da fuoco. Il suo arresto è arrivato poco meno di due anni dopo quello del marito, conosciuto come El H, provvedimento che era stato ampiamente considerato il colpo di grazia per il cartello.

El H e i suoi tre fratelli - Arturo, Alfredo, e Carlos - appartengono alla generazione di narcotrafficanti provenienti da Sinaloa, salita al potere negli anni Ottanta. I quattro fratelli hanno lavorato a stretto contatto con il cugino - il famigerato Joaquín "El Chapo" Guzmán - fino al 2008, quando Alfredo fu arrestato e i fratelli incolparono El Chapo. La controversia scatenò una guerra nella quale anche uno dei figli di Guzmàn trovò la morte.

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Carlos Beltrán Leyva fu arrestato nel dicembre del 2009. Arturo, considerato il capofamiglia, morì in una sparatoria in stile Scarface con le forze speciali navali solo qualche giorno dopo. Il caos seguente portò a una frattura nel cartello, che sembrava ormai destinato ad avere un ruolo di secondo piano quando nel 2014 Hector fu arrestato in un ristorante di pesce nella cittadina turistica di San Miguel de Allende.

La notizia di un ritorno del cartello ha preso corpo nell'ultimo anno, specie dopo la cattura di El Chapo in gennaio, e alcuni gruppi discendenti da Beltràn Leyva hanno cercato di vendicarsi dell'organizzazione di El Chapo mentre attendeva l'estradizione negli Stati Uniti.

Uno dei figli di Alfredo è stato coinvolto in alcuni scontri avvenuti a giugno vicino al villaggio di Sinaloa, dove El Chapo aveva costruito una casa per la madre e dove anche i Beltràn Leyvas sono cresciuti.

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