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L'esercito giapponese sta diventando sempre più tenero e grazioso

L'inusuale strategia utilizzata dal Primo Ministro Shinzo Abe per espandere il ruolo delle Forze di Autodifesa giapponesi potrebbe resuscitare il militarismo del paese.
21.4.16
Photo via Flickr

Il Ministero della Difesa giapponese ha realizzato un cartone animato di 20 minuti per spiegare alla popolazione come funziona il suo esercito. Può sembrare strano, ma bisogna tenere in mente che il paese asiatico si trova in una situazione unica al mondo: in realtà non dovrebbe nemmeno averlo, un esercito.

In Giappone esistono invece delle Forze di Autodifesa (JSDF), le quali pur presentando tutte le caratteristiche di un esercito normale - come l'Aeronautica e la Marina - non sono autorizzate a operare in territorio straniero.

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L'articolo 9 della costituzione giapponese, inserito dagli americani dopo la Seconda Guerra Mondiale, obbliga il paese a rinunciare "per sempre" alla guerra e alla minaccia o all'uso della forza. Tuttavia, nel 1950, tre anni dopo l'introduzione della costituzione, le truppe americane abbandonarono il Giappone per combattere le guerra di Corea, lasciando il paese senza difesa contro le invasioni straniere.

Per risolvere il problema le riserve della Polizia Nazionale furono dotate dell'equipaggiamento dell'esercito americano. Così quattro anni più tardi sono sorte le forze di autodifesa.

Anche se l'articolo 9 vieta l'impiego della forza militare, si è sempre pensato che garantisse comunque al Giappone il diritto alla difesa interna. Ma anche su questo punto non sono mai mancate le polemiche. Alcuni partiti politici hanno sempre ritenuto incostituzionale l'esistenza delle JSDF, rendendo impossibile l'approvazione di un emendamento alla costituzione per rimuovere le limitazioni imposte nei confronti delle forze di difesa.

Il partito Liberal-Democratico del Primo Ministro Shinzo Abe si è battuto per estendere i poteri delle forze di autodifesa. Nel luglio 2014 il suo governo ha reinterpretato l'articolo 9 includendo la possibilità di "un'autodifesa collettiva" e permettendo alle forze di aiutare gli alleati sotto attacco in caso di minaccia agli interessi del Giappone. L'opposizione ha denunciato la manovra come un raggiro della democrazia.

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In risposta alla crescente pressione, Abe ha giurato di non usare la parola "esercito" per descrivere le forze di autodifesa giapponesi.

Ma mentre i gruppi politici si impegnano a bloccare qualsiasi estensione delle JSDF, la sicurezza nella regione continua a peggiorare.

Da una parte c'è la Cina che, oltre a rafforzare costantemente il suo esercito, rivendica la sovranità di alcuni territori nel Mar Cinese Meridionale. Dall'altra, invece, la Corea del Nord continua a sviluppare il suo programma missilistico nucleare.

Quali giustificazioni può trovare il Giappone per potenziare il suo esercito di fronte a queste minacce?

Le JSDF hanno pensato a una risposta innovativa: far diventare l'esercito carino e grazioso.

Il cartone animato pubblicato dal Ministero della Difesa rientra in questa strategia. La star del programma è un uccello parlante chiamato Bo-Emon che illustra la funzione delle JSDF a tre bambini, il cui padre è un pilota di jet F-15 dell'aeronautica. Il pennuto spiega che le JSDF servono a prevenire le aggressioni e garantire la stabilità globale, e non ad attaccare altre nazioni.

Nella scena finale del cartone si vede l'F-15 del padre mentre lavora per intercettare due aerei fantasma che assomigliano molto al Su-35, un intercettatore russo che la Cina sarebbe realmente interessata a comprare.

Adesso le JSDF stanno alzando il tiro cercando di imitare il moe, uno stile molto in voga negli anime giapponesi che solitamente raffigura personaggi femminili carini e graziosi.

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L'uso del moe da parte delle JSDF è stato notato per la prima volta nel 2011, quando il Quarto Raggruppamento Aereo anti-carro ha dipinto su uno dei suoi elicotteri d'attacco l'immagine in stile moe di una ragazza chiamata Aoi-chan.

L'anno successivo altre tre velivoli d'attacco raffiguravano ragazze moe sulla livrea. Le 'sorelle' moe hanno creato così tanto scalpore che le donne del raggruppamento hanno iniziato a travestirsi come i personaggi in occasione degli show aerei o di altri eventi pubblicitari.

Le sorelle sono scomparse nel 2013 — pare che qualche ufficiale abbia capito che la faccenda stava sfuggendo di mano. Tuttavia, l'idea è stata adottata da altre sezioni delle JSDF, diventando popolare soprattutto tra i reclutatori.

Il quartier generale di Tokushima, per esempio, pubblica ogni anno un poster pubblicitario con un'immagine in stile moe. Il Centro di Reclutamento Provinciale di Okayama ha visto arrivare il 20 per cento di volontari in più da quando ha lanciato le sue tre mascotte.

Uffici regionali in tutto il Giappone hanno seguito la stessa linea.

Leggi anche: Il declino della yakuza, la mafia giapponese, ha dato vita a una sanguinosa guerra tra clan

La percezione che una società ha di sé e del suo esercito si riflette nella produzione artistica e cinematografica.

Non a caso negli ultimi tempi gli anime che parlano delle forze militari giapponesi presentano uno stile moe.

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Anche se le JSDF sono da sempre raffigurate nei manga e negli anime, la dicotomia tra la graziosità dei moe e l'esercito è qualcosa che si vede solo in Giappone.

Se nel resto del mondo gli eserciti sono ritratti come qualcosa di figo, sexy e pericoloso, per il Giappone il discorso è diverso.

Le caratteristiche variano, ma è facile identificare dei filoni comuni. Si va dalle ragazzine dai poteri magici in minigonna che combattono gli alieni in Strike Witches, ai teenager che guidano carri armati come attività del doposcuola in Girl und Panzer.

Il filo conduttore però è sempre lo stesso: l'esercito è docile, divertente, e soprattutto grazioso.

La versione 2015 di Kantai Collection, un videogioco anime, fonda la graziosità e la guerra in modo revisionista. Lo show noto con il nome di KanColle include delle "ragazze-nave" che sarebbero le reincarnazioni delle navi da guerra giapponesi affondate nella Seconda Guerra Mondiale.

In questo caso, però, la Marina Imperiale Giapponese esce vittoriosa dal conflitto. La stagione (spoiler alert) si chiude con le protagonista che vincono la Battaglia delle Midway, lo scontro navale decisivo che storicamente ha segnato un punto di svolta favorevole per gli americani nella guerra del Pacifico.

Abe è stato spesso criticato per aver cercato di manipolare gli eventi della Seconda guerra mondiale e di aver fatto pressioni per espandere l'influenza delle JSDF. Le radici del pacifismo giapponese affondano nelle dure lezioni impartite dalla conflitto. Ma un interesse per la rinascita del militarismo potrebbe indicare che le regole stanno cambiando.

Sono in corso dibattiti volti a ridurre le limitazioni all'attività delle JSDF. Se Abe riuscisse a capitalizzare sul modo in cui le persone vedono l'esercito - grazioso e non minaccioso - allora potrebbe veramente spostare l'attenzione dalla storica aggressività delle truppe giapponesi all'incarnazione attuale di difensori della pace.


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