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Cosa sta succedendo a Charlotte, dov'è stato dichiarato lo stato d'emergenza

Una persona è stata raggiunta da colpi d'arma da fuoco e le proteste stanno divampando da ore, dopo che la polizia ha ucciso un uomo di colore pochi giorni fa.

di VICE News Italia
22 settembre 2016, 2:55pm

Photo by Jeff Siner/The Charlotte Observer/AP)

Il 20 settembre scorso Charlotte (North Carolina) è stata teatro dell'ennesima uccisione di un afroamericano da parte della polizia.

L'uomo si chiamava Keith Lamont Scott, aveva 43 anni ed era padre di sette figli. Secondo quanto affermato dalla famiglia, l'uomo era disarmato e stava aspettando uno dei figli nella propria auto; secondo la versione della polizia, invece, Lamont Scott avrebbe avuto con sé una pistola, costituendo una seria minaccia per Brentley Vinson — l'agente ventiseienne, anche lui afroamericano, che lo ha ucciso.

Benché la dinamica della morte di Lamont Scott sia ancora da chiarire, centinaia di manifestanti si sono riversati in strada da mercoledì al grido di "Mani in alto; non sparate" e "Black lives matter," alcuni di questi caricando contro le auto della polizia e lanciando pietre all'indirizzo degli agenti.

Dopo la terza notte consecutiva di scontri, venerdì mattina il sindaco di Charlotte, Jennifer Roberts, ha imposto un coprifuoco che scatterà a mezzanotte.

Attualmente, una persona è stata raggiunta da una pallottola e versa in gravi condizioni in ospedale, mentre quattro poliziotti sono stati feriti. La polizia avrebbe risposto con proiettili di gomma, spray al peperoncino, granate accecanti e gas lacrimogeni.

Poco prima di mezzanotte - ora locale - il governatore del North Carolina, Pat McCrory, ha dichiarato lo stato d'emergenza cittadino, e annunciato di aver iniziato la procedura per schierare la Guardia Nazionale e la Polizia Stradale come rinforzo per le forze di polizia locali.

Alcuni organi di stampa locali hanno raccontato che almeno quattro giornalisti sono rimasti feriti durante i disordini. WLTX in Columbia ha riferito che un loro fotografo e un loro reporter sarebbero stati attaccati dai manifestanti.

Secondo Agence France-Presse, a un certo punto i poliziotti erano in tale minoranza rispetto ai manifestanti che sono stati costretti a ritirarsi nella hall di un Omni Hotel. I manifestanti avrebbero provato a forzare le porte per farsi strada nella struttura, il cui ingresso era stato bloccato dalla polizia.

Attorno alle 20.30 locali gli scontri sono stati interrotti da un fragoroso colpo d'arma da fuoco. La polizia ha risposto trovato una persona colpita, subito trasportata all'ospedale più vicino.

"Il colpo mortale esploso nella parte nord della città era di un civile contro un civile," ha poi twittato l'account del comune di Charlotte. "La polizia di Charlotte non ha sparato." Successivamente, l'account si è corretto e ha specificato che la vittima era attaccata ai macchinari, in condizioni critiche.

Non tutti i manifestanti di Charlotte, comunque, hanno agito in modo violento. Gli studenti della University of North Carolina hanno messo in scena un "die-in" per protestare contro la violenza della polizia.

Tuttavia, i manifestanti non credono alla versione ufficiale che i poliziotti locali stanno fornendo per spiegare la sequenza di avvenimenti che hanno portato alla morte di Keith Lamont Scott, a cui le autorità hanno sparato mentre era alla ricerca di un'altra persona.

Il poliziotto coinvolto nella sparatoria ha detto che Scott era armato e costituiva una minaccia; un testimone riferisce invece che quello che Scott aveva in mano era in realtà un libro.

Durante una conferenza stampa tenutasi mercoledì, il capo della polizia di Charlotte-Mecklenburg, Kerr Putney, ha riferito che un'arma da fuoco sarebbe stata ritrovata sul luogo del delitto, e che il video non verrà reso pubblico finché l'indagine è in corso —aggiungendo che il poliziotto che ha sparato a Scott non indossava una telecamera, al contrario di altri poliziotti presenti.

John Barnett, capo di un gruppo per i diritti civili intitolato True Healing Under God - o THUG - ha spiegato ad Associated Press che la diffusione del video sarebbe l'unico modo che la polizia avrebbe di riconquistare la fiducia della comunità. "Dirci che le indagini sono ancora in corso non è abbastanza, per le vetrine del Wal-Mart."

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La National Association for the Advancement of Colored People mercoledì ha emesso un comunicato in cui ha espresso la propria solidarietà nei confronti di "coloro che sono in lutto nella città di Charlotte," e ha invocato la diffusione del video.

"Chiediamo la diffusione integrale di tutte le prove disponibili," ha scritto la NAACP, "e che la città di Charlotte sia trasparente in merito a qualsiasi video e a ogni altro tipo di informazione supplementare di cui sia in possesso, così da far luce sulla tragica morte del signor Keith Lamont Scott." La American Civil Liberties Union ha emesso un comunicato simile.


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