La trap italiana, quella più vera e oscura, è ancora viva in Joe Scacchi

Abbiamo incontrato uno di quegli artisti che hanno ancora nel cuore Full Metal Dark: “In musica c’è sempre ’sta cosa che non si può dire questo e non si può dire quello, e a me non è mai piaciuto.”
Simone Zagari
Milan, IT
26.11.19
joe scacchi
Fotografia di Beatrice Chima

Mentre gli parlo di come fa rap—scuro e street, come quello della prima ondata del 2015, quella di XDVR e Full Metal Dark—Joe Scacchi mi cita Noyz Narcos. "La gente vuole il sangue come nello schermo. In musica c’è sempre ‘sta cosa che non si può dire questo e non si può dire quello, e a me non è mai piaciuto."

È che lui, insieme al suo amico Tommy Toxxic aka Goya e a un producer chiamato NIKENINJA, non hanno mai smesso di fare narrazione cruda e cupa. Insieme si chiamano Wing Klan. Se Goya è l’introspezione cloud, Joe è rime stradaiole e abrasive: "La notte mi sogno morto poi mi sveglio la mattina / EuroJoe Totò Riina", "Oro bianco, no talco / Canto e sbratto sul palco".

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"Quando i pittori dipingono, i registi girano un film, gli scrittori scrivono un libro, hanno tutti massima libertà espressiva e possono raccontare ciò che vogliono", mi spiega Joe mentre parliamo delle sue rime, "e io voglio lo stesso per me e la mia musica. L’immaginario deve essere a completa disposizione dell’artista."

"In musica c’è sempre ‘sta cosa che non si può dire questo e non si può dire quello, e a me non è mai piaciuto."

Siamo in un momento storico per cui "il rap è il nuovo pop" è già una frase stantia. E così molto meno stantio suona il lavoro del Wing Klan,di Joe e Tommy, che fanno trap come se Trap Lovers non fosse mai uscito. Classe 1995, amici da una vita e fratelli della 126, i due hanno iniziato a farsi conoscere come un piccolo fenomeno di culto. Dopo il tape I CAN FLY, quest'anno sono arrivati due lavori solisti: Ghost di Tommy e Marketing di Joe.

Con Joe parlo a Milano, a novembre. È la Music Week e lui deve presentare il disco dal vivo per la prima volta in Santeria Social Club. A rispondere alle mie domande ho trovato un ragazzo determinato, certo, ma con un’etica del lavoro e una maturità tanto artistica quanto umana rare: “Non me ne faccio niente di quindici minuti di fama, io voglio i soldi e il rispetto duraturi, e penso che si possano ottenere solo rimanendo se stessi. A me interessa che la gente venga ai miei live, che il mio pubblico si espanda sempre di più e che le emozioni che voglio trasmettere vengano recepite”.

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Dopo più di mezz’ora trascorsa a parlare di problemi generazionali, rispetto e masturbazione ci siamo salutati, e io gli ho fatto l’in bocca al lupo per il live che si sarebbe tenuto dopo qualche ora. È andata così.

joe scacchi marketing

La copertina di Marketing di Joe Scacchi, cliccaci sopra per ascoltarlo su Spotify

Noisey: Fa un po’ strano, nasci e cresci a Roma, sia fisicamente che artisticamente, ma la presentazione del disco la fai a Milano.
Joe Scacchi: In “METAL” Tommy dice “Prendere Roma, poi dopo Milano”: è proprio questo l’obiettivo. A Roma ci siamo mossi un bel po’, abbiamo fatto tanti live, il Rock In Roma. Ora è il momento di Milano, domani sarà il turno di qualche altra città. Vogliamo espanderci il più possibile.

Spesso alle serate di Milano mi capita di vedere molti volti della scena romana.
Siamo un gruppo che si conosce da una vita, andavamo al liceo Virgilio a Roma con Ketama, Side, la Tauro. Poi però col passare del tempo la musica, pur rimanendo uno sfogo e un bisogno di espressione, ha iniziato a diventare un business e non solo un passatempo, e qui sono usciti i problemi di Roma. Lì ci sono tutte le vibe, quella cosa che ti fa venire voglia di fare musica; però è una città ferma e questo si nota nel momento in cui devi andare a droppare il disco da qualche parte, non c’è situazione. A Milano c’è fermento. A proposito di amici, in Marketing c’è quasi tutta la 126 ed è ormai palese la vostra fratellanza. È bello vedere un po’ di rapporti genuini in un’industria spesso pronta a scannarsi.
Penso che questo sia quello che ci contraddistingue. Con quelli della 126 mi vedevo e mi vedo praticamente tutti i giorni a Trastevere, e sono stati proprio loro a darmi una mano e a spingere per questo lavoro, a gasarsi per fare le tracce insieme. Siamo riusciti a starci tutti per bene poi, ogni collaborazione ha un senso. Marketing è molto cupo e la 126 ci calza a pennello, sia quando parla di strada che quando parla di sentimenti, le mie due essenze.

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Si vede e si sente che vi conoscete.
Guarda, i featuring a tavolino con persone che nemmeno mi conoscono né rispettano non li farei. Sono convinto che fare mosse casuali giusto per creare un po’ di hype non funzioni.

"In questo mondo tutti provano a fare più cloud possibile, mille post, hype, ma a me pare che si stiano tutti dimenticando che il fulcro della questione qui è la musica."

Mi stai dando conferma di ciò che pensavo, cioè che il titolo Marketing sia un doppio senso ironico, una presa per il culo.
Esattamente. In questo mondo tutti provano a fare più cloud possibile, mille post, hype, ma a me pare che si stiano tutti dimenticando che il fulcro della questione qui è la musica. Gli artisti che rimangono al top nel tempo, che dalla musica ci guadagnano, sono quelli che mettono al centro di tutto, sempre e comunque, la musica. Poi è chiaro che anche io ho promosso il disco, ho fatto delle mosse, ma è stato tutto naturale e bilanciato, senza strafare. Ho fatto la mia musica, senza scendere a compromessi, vi ho mostrato la mia faccia e ora vi presento il disco che si chiama Marketing, ma che è solo musica.

Di pari passo col concetto di marketing, c’è quello di successo. Il tema dei soldi torna parecchio nei tuoi testi.
È una sorta di vendetta per me, di rivalsa. Tanti credono che con il rap i soldi si facciano facilmente, ma non è così. Bisogna sudarseli e noi ce li stiamo sudando, stiamo provando a cambiare le nostre vite e questo per me, che vengo da una famiglia umile, è un obiettivo importante. Non so se mi sono spiegato…

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Ti sei spiegato benissimo, e anzi hai toccato tantissimi argomenti di cui ho discusso qualche giorno fa con uno psicologo per musicisti. Ti cito un paio di passaggi per farti capire: “Mi sembra che tutti desiderino ardentemente questa fama, perdendo però di vista il tramite con cui si cerca di raggiungerla, ossia la musica” e “la gavetta […] sembra ormai scomparsa dalle narrazioni, ma in realtà esiste ancora”.
Penso sia un discorso generazionale, non solo legato al rap. Anche io faccio parte di questa cosa, ma essendo del 1995 sono un po’ a cavallo tra Millenial e Gen Z. Oggi vedo tantissima emulazione, nei canoni di bellezza, di vestiario, e anche nella musica ovviamente. Ma se continuiamo a copiare quel rapper e se le ragazze provano ad assomigliare a quella modella poi è tutto uguale, piatto, noioso. Si emula per cercare di avere lo stesso successo di chi ce l’ha fatta prima di noi. Io sono l’esatto opposto, sono un outsider, ma nonostante questo grazie al disco stanno arrivando solo amore e rispetto e ne sono felicissimo.

joe scacchi

Fotografia di Melania Andronic

Tornando un attimo al concetto di outsider. Tu fai un rap scuro e street, che ricorda la prima ondata del 2015, quella di XDVR e Full Metal Dark. Quel sound si è un po’ perso per strada, ma tu ci sei rimasto fedele.
Ho notato che spesso l’oscurità dei miei testi non viene molto calcolata: droga, ragazzi che perdono le prospettive per il futuro, desideri infranti, questa pseudo-depressione generazionale. Io ‘sta roba la voglio nei testi perché è la mia vita, è quello che ho attorno. Non può essere tutto rose e fiori, e se il disco viene apprezzato significa che c’è bisogno anche di roba cupa, di uno sfogo… vedo tristezza nella gente.

Come mai sia tu che Tommy avete deciso di fare dischi solisti quest’anno? Comunque nell’intro dici che “il Wing Klan è ancora in piedi”.
Già da due anni facciamo canzoni soliste, è un bisogno artistico; prima di essere un duo siamo persone diverse. Calcola poi che in questo modo abbiamo tre progetti: c’è il mio, più scuro, il suo, più introspettivo, e il progetto comune che racchiude un po’ il tutto, ma in uno stile diverso. Nei prossimi mesi riporteremo al centro il Wing Klan, con un disco che faccia salire il livello.

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Mi sembra anche un processo molto utile per non ripetersi e per sperimentare.
Assolutamente, e poi c’è anche la competizione naturale. Ci si sprona a vicenda. Io e Tommy ci conosciamo da quando abbiamo quindici anni, ci vogliamo un bene della madonna.

"Droga, ragazzi che perdono le prospettive per il futuro, desideri infranti, questa pseudo-depressione generazionale. Io ‘sta roba la voglio nei testi perché è la mia vita, è quello che ho attorno."

Il tuo rap è molto cinematico: le immagini sono molto forti, oscure, proprio come l’artwork del disco. Tra l’altro mi è piaciuto un sacco quel verso dove dici “non sto facendo rime sto facendo un quadro”, perché è proprio vero.
Ti cito Noyz Narcos: “La gente vuole il sangue come nello schermo”. In musica c’è sempre ‘sta cosa che non si può dire questo e non si può dire quello, e a me non è mai piaciuto. Quando i pittori dipingono, i registi girano un film, gli scrittori scrivono un libro, hanno tutti massima libertà espressiva e possono raccontare ciò che vogliono. E io voglio lo stesso per me e la mia musica. L’immaginario deve essere a completa disposizione dell’artista.

Come scrivi i tuoi testi?
Inizialmente mi muovevo in maniera abbastanza casuale, mi beccavo con gli altri e scrivevamo insieme, a volte partendo da una base o da un concetto, ma spesso veniva tutto fuori sul momento. Per Marketing volevo fare una cosa un po’ più ragionata. In “Billy” per esempio mi sono paragonato a Billy The Kid, come una persona che sta rubando ma che sta restituendo il bottino sotto forma di musica.

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A livello musicale NIKENINJA ha fatto un gran lavoro. Marketing spacca perché ha un sound ben definito, coeso, ma ogni traccia è diversa dall’altra.
NINJA riesce sempre a capire cosa vogliamo io e Tommy, insieme e separati. Considera che io e lui abbiamo lavorato un annetto all’album, ma sempre a casa sua. Avevamo anche iniziato a mixarlo con una produzione da cameretta. Poi però è subentrato Crookers che ci ha dato una mano pazzesca.

wing klan

Tommy Toxxic aka Goya e Joe Scacchi, fotografia di Melania Andronic

E infatti volevo proprio chiedertelo. Phra e Nic Sarno hanno fatto solo una base nel disco (“Adrenalina”), ma ho visto che hai ringraziato Phra pubblicamente su Instagram.
Sì ci siamo conosciuti e si sono presi subito bene per il progetto, si sono fomentati tanto che quel giorno stesso abbiamo fatto “Adrenalina”. Poi hanno deciso di aiutarci nel mix e nel master, per far uscire il disco dalla cameretta e farlo suonare forte, ancora più duro.

Nei tuoi pezzi parli spesso di sostanze, ma dici anche che la droga fa schifo e che non rende l’uomo migliore. È un argomento che tiene spesso banco nella narrazione mediatica, spiegami un po’ meglio cosa ne pensi tu.
Ti dico che personalmente è anche grazie al rap se sono riuscito ad analizzare determinate situazioni della mia vita, e a capire che non era aria. Sono sempre riuscito a stare fuori da questo problema dell’utilizzo di sostanze che definirei generazionale… sai, tipo la moda degli psicofarmaci o l’abuso fatto per noia. È una merda. Pensa agli anni Settanta, in cui comunque c’era meno informazione: la gente andava a sentirsi Jimi Hendrix e si prendeva gli psichedelici anche per ribellarsi allo stato, mettendo insieme rivoluzione e spirito ricreativo. Adesso invece non ci sono né rivoluzione né divertimento, sembra che tutti vogliano assopirsi, svuotarsi. Poi oh, io semplicemente racconto quello che vedo, canto quello che mi sta attorno. Gli insegnamenti veri arrivano, o dovrebbero arrivare, dalla famiglia. Chi dice che i ragazzi si drogano perché ascoltano rap sa benissimo che sta dicendo una gigantesca cazzata.

E la fissa per i porno invece? Nomini un botto di siti nel disco…
Ha! Le tipe mi scrivono tante volte in DM per dirmi di fare un porno, ci ho scherzato un po’ su. E poi basta anche con questo perbenismo tipicamente italiano e cattolico. Basta demonizzare la sessualità, basta con i pregiudizi. Viva la sessualità libera, viva la masturbazione! Simone è su Instagram. Segui Noisey su Instagram, Twitter e Facebook.