Sette metallari di cui dovreste davvero avere paura

Perché al confronto Marilyn Manson è un patatone.

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20 luglio 2017, 7:49am

Nella foto: Kristian Espedal dei Gorgoroth, in arte Gaahl.

Tra pochi giorni il caro Mariolino Manson tornerà a scaldare il pubblico della Penisola con le sue hit scomode e il suo trucco imbarazzante da goth novantiano a Roma e Villafranca, in provincia di Verona. Se le città nel 2017 sono più o meno aperte alle prediche dell'Antichrist Superstar, lo stesso non si può dire per la meno avvezza popolazione veronese: come da copione i sit-in di preghiera e le proteste si sprecano, così come le petizioni per boicottare l'evento. D'altronde è noto che ascoltare il Reverendo significa flirtare col demonio, e i buoni cristiani vogliono evitare a tutti i costi il rischio che dal parco dello Scaligero oltre alle note di "Coma White" si levi il fiato di Satana stesso—che se poi parte il lavaggio del cervello collettivo e ci si ritrova tutti ad adorare il Diavolo nei boschi del Garda orientale è un casino.

Siccome Noisey non vuole discriminare nessuno, nemmeno la gente che va a messa, se volete firmare la petizione per impedire il concerto di Brian Warner fatelo qui, poi tornate a leggere. Perché la verità è che Warner, al netto della sua bruttezza, non è nemmeno lontanamente la peggiore influenza che i vostri figli potranno subire. Anzi, dovessero mai avvicinarsi al metal, con tutta probabilità l'autore di Mechanical Animals sarebbe il male minore. E non solo perché Manson non suona nemmeno metal, ma una sorta di industrial rock con le chitarre un po' più spesse; no, Marilyn Manson è il male minore perché in fin dei conti è una rockstar buontempona che riempie gli stadi, mentre quelli davvero cattivi non escono dal circuito più strettamente underground.

Segue una galleria assolutamente non esaustiva di personaggi più o meno mentalmente debilitati la cui fedina penale è lunga all'incirca quanto il ricettario del loro psichiatra, se non di più. Alcuni di questi hanno scritto, suonato e registrato musica di una qualità ancora oggi insuperata, a ulteriore testimonianza dell'inestricabilità di genio e sregolatezza, che nel caso dei metallari raggiunge spesso e volentieri vertici e abissi unici.

Premessa doverosa: raccogliere tutti i disturbati che girano nel sottobosco del metal estremo è impensabile (e ci sono diversi articoli in inglese scritti nell'arco degli anni che si cimentano nell'impresa con maggiore sistematicità), per cui qui troverete solo alcuni pezzi da novanta; allo stesso tempo non abbiamo incluso i nomi di coloro che, più che al metal estremo, sono vicini agli ambienti neonazisti e neofascisti e fanno parte della "corrente" NSBM. Quindi qui non ci dilungheremo, per esempio, sulla questione del "negligent rape" (tecnicamente "stupro colposo") che costò a Roger "Infernus" Tiegs svariati mesi di galera, sulle violenze che Jef "Wrest" Whitehead è stato accusato di aver inferto alla sua ragazza con i suoi strumenti da tatuatore, e nemmeno su Hendrik Möbus e i suoi Absurd; nonostante ciò, gli aneddoti folli non mancano.

Niklas Kvarforth (Shining)

Fotografia via Wikimedia Commons.

A dodici anni decise di dar vita agli Shining, e oggi, a trentatré, si vanta di aver portato diverse anime perse al suicidio attraverso la sua musica—o quantomeno dice che almeno due persone si sono impiccate ascoltando i suoi dischi. Che sia vero oppure no non è dato saperlo, certo è che chiunque si sia trovato faccia a faccia con lo Svedese ne è uscito turbato: interviste al limite della schizofrenia in cui la coerenza è un sogno lontano (e la cocaina una riga molto vicina), esibizioni dal vivo in cui vengono distribuite lamette al pubblico e l'autolesione sul palco arriva a livelli estremi, per non parlare dei trailer video prima dell'uscita di un nuovo disco. O del suo libro di versi, When Prozac No Longer Helps, in cui ha pubblicato tutti i testi delle sue canzoni in inglese e svedese: la prima edizione era numerata a mano. Con il suo sangue. Poi ci sono tutte le accuse che spuntano regolarmente: offese verbali, molestie, commenti razzisti e omofobi, e pare anche che sostanze stupefacenti ogni tanto gli caschino di mano per finire nel bicchiere di qualche avventrice. Pur se drogato fino al buco del culo, Kvarforth è comunque uno dei meno pericolosi: pubblica dischi, li porta in tour, si taglia le braccia durante i concerti, ma finora non ha mai ammazzato nessuno, quantomeno direttamente. Ancora non è arrivato a cacare sul palco come GG Allin, ma molti pensano sia solo questione di tempo.

Kristian "Gaahl" Espedal (Trelldom, Gorgoroth)

Foto via Wikimedia Commons.

Personaggio bizzarro, il buon Gaahl: blackster della prima ora o quasi, cominciò la sua carriera all'inizio degli anni Novanta con i Trelldom, prima di essere reclutato tra le fila dei più celebri Gorgoroth, dove rimase per un decennio. Durante questo periodo, oltre a scandalizzare la Polonia con messe nere a base di sangue di pecora e ragazze crocifisse e mettere il tutto su DVD, Gaahl è stato anche al centro di alcune... controversie. Nello specifico, si è fatto due anni di galera per assalto e tortura. La prima volta, nel 2001, si fece un anno per aver aggredito un uomo in modo estremamente violento; la seconda, nel 2005, se ne fece un altro per aver trattenuto contro la sua volontà un malcapitato, averlo malmenato, averne raccolto il sangue in una tazza e aver detto: "Ti sacrificherò e berrò il tuo sangue". O almeno così ha sempre raccontato la vittima, un uomo conosciuto per caso in un ristorante.

Dal canto suo, Gaahl ha assicurato di aver agito per legittima difesa, è un vegetariano convinto, e sua madre ha dichiarato che un'accusa simile è molto difficile da prendere sul serio, visto che il figlio è "sempre stato molto schizzinoso sul cibo". Come se non bastasse, ad una convinta visione neopagana l'allampanato Norvegese ha in gioventù affiancato un'ammirazione per figure politiche totalitarie e imperialiste, e nel 2007 proprio ai microfoni di VICE ha espresso la convinzione che il Cristianesimo debba essere annientato (salvo poi aver successivamente dichiarato che alcune sue asserzioni sono state decontestualizzate). Nell'ultimo decennio, comunque, Kristian sembra aver trovato un po' di quiete interiore: la sua strada e quella dei Gorgoroth si sono separate, e da interviste in cui loda il maligno è passato alla creazione di una linea di moda. Soprattutto, però, ha fatto outing, e nel 2011, nella sua Bergen, è stato nominato persona gay dell'anno. Difficile dire, nel caso di Kristian Espedal, dove finisca il personaggio ferocemente provocatore e dove inizi l'uomo; di sicuro negli anni Gaahl e i Gorgoroth hanno fornito parecchio materiale con cui riempire i rotocalchi, anche di VICE.

Kurt Struebing (NME)

"Lethal Dose" dei NME, dal loro Unholy Death , uscito nel 1986.

Il frontman dei No Mental Effort (il cui acronimo si pronuncia però enemy) è uno dei pochi non scandinavi di questa lista, ma sicuramente un antesignano del disagio messo in musica. Correva l'anno 1986, il debutto degli NME, Unholy Death, era appena sbarcato nei negozi di dischi con il suo carico black/thrash, quando il ventenne cantante e chitarrista si sparò in corpo un tale quantitativo di stupefacenti da arrivare a credersi un robot. Con un'accetta e un paio di forbici volle scoprire se anche la sua matrigna era un robot, e la fece a pezzi per controllare. Manco a dirlo, non lo era, e Kurt finì al gabbio per i successivi dodici anni per omicidio di secondo grado. Forse anche questa storia ebbe una parte nel far sì che Euronymous dei Mayhem diventasse un grande fan della band statunitense. Una volta uscito, riprese la chitarra in mano e gli NME tornarono a infiammare i palchi, ma qualcosa in lui doveva essere cambiato. Dedicatosi ad attività caritatevoli e benefiche, Struebing veniva ormai descritto come una persona piacevole e brillante, che si era lasciato alle spalle i disastri della gioventù, e nessuno si aspettava che da un giorno all'altro abbandonasse la moglie e il figlio di cinque anni lanciandosi con l'auto da un ponte levatoio alzato.

Jon Nödtveidt (Dissection)

Anche lui affascinato dal male del mondo in tenera età, per i suoi Dissection a diciassette anni componeva The Somberlain e a diciannove Storm of the Light's Bane, due album che a quasi un quarto di secolo di distanza vengono ancora insegnati in qualsiasi parrocchia del metallo. Problema: già all'epoca il caro Jon era un pazzo furioso. Reo confesso dell'omicidio di Keillers Park, Nödtveidt ha passato sette anni in carcere per aver sparato ad un omosessuale nel parco di Göteborg nel luglio del 1997, e la polizia non è mai riuscita a capire se il delitto fosse ascrivibile ad un tipico "hate crime" o, diversamente, andasse ricollegato alle credenze sataniste dell'allora ventiduenne svedese. Nödtveidt era infatti membro del Misanthropic Luciferian Order, una più o meno organizzata congrega satanista svedese che oggi sopravvive con il nome di Temple of the Black Light, e pare che il tema della discussione tra Nödtveidt, il suo compare e co-esecutore dell'omicidio Vlad e la vittima, che nel giro di poche ore portò al sanguinoso epilogo, fosse proprio il satanismo.

Dopo la vicenda Jon rimase in carcere fino al 2004, quando uscì e riprese a lavorare alla sua creatura musicale. Il terzo disco, Reinkaos, vide la luce nel 2006 e venne scritto a partire dai sermoni del MLO. Purtroppo fu anche una schifezza insalvabile, eccessivamente deviato dalle opinioni spirituali del suo creatore. Le mamme del mondo tuttavia non dovranno mai più preoccuparsi dell'influenza che il comportamento deviato di Nödtveidt potrà avere sui loro giovani virgulti: coerentemente con le proprie credenze ("Il Satanista decide della propria vita e della propria morte…"), pochi mesi dopo l'uscita di Reinkaos, a trentun anni compiuti da poco, il musicista svedese si è puntato una pistola alla testa e ha premuto il grilletto. Il suo cadavere è stato trovato riverso all'interno di un cerchio di candele la cui fiamma era ormai estinta, con accanto un grimorio dell'MLO chiamato Liber Azerate (di cui esiste online una pessima versione inglese, tradotta dal russo, a sua volta tradotta dall'originale svedese).

Bård "Faust" Eithun (Emperor)

Fresco diciottenne, nel '92 l'allora batterista degli Emperor andò a trovare i genitori a Lillehammer, in Norvegia. La sera, di rientro dal pub dove non aveva gradito l'atmosfera, venne abbordato da un omosessuale ubriaco e, con fredda naturalezza, lo uccise con trentasette coltellate nell'area dell'Olympic Park allora in costruzione, dove nel 1994 si sarebbero tenuti i giochi olimpici invernali. La cosa più surreale fu che, vista l'assoluta mancanza di movente e la totale casualità del fatto, le forze dell'ordine brancolarono nel buio per oltre un anno, finché per ragioni totalmente diverse e scollegate non furono gli stessi compagni di merende di Eithun cui questi aveva raccontato del delitto, tra cui Varg Vikernes aka Burzum, a farne pubblica menzione e portare così indirettamente al suo arresto.

Nonostante i nove anni e oltre di carcere, Faust è sempre stato molto coerente: come non provava rimorso per quanto aveva fatto nel 1998, così non lo ha mai provato successivamente. Ihsahn, storico frontman degli Emperor, anni dopo avrebbe dichiarato sull'onnipresente libro Lords of Chaos che il batterista aveva sempre avuto grande fascinazione per i serial killer, e che non era stupito del fatto che avesse voluto scoprire cosa si provasse ad uccidere qualcuno. Il fatto che la vittima fosse omosessuale, dunque, pare essere stato un caso del tutto fortuito e lo stesso Gaahl, dichiaratamente gay, ha ammesso di essere in ottimi rapporti con Faust. Al termine del suo periodo di reclusione, nel 2003, Eithun aveva conseguito una laurea in storia delle religioni e diceva che il satanismo non era più una priorità nella sua vita quotidiana. Oggi continua a prestare le bacchette al mondo della musica estrema; tra gli altri, ha militato anche per quasi un decennio negli italianissimi Aborym e, pur se brevemente, proprio nei Dissection di Jon Nödtveidt subito dopo la scarcerazione di quest'ultimo.

Nattramn (Silencer)

Connazionale e coscritto di Jon Nödtveidt, di Nattramn non si sa praticamente nulla, nemmeno il vero nome, e la vita del misterioso musicista è uno dei rari casi su cui nemmeno l'internet è mai riuscito a fare luce. Salito agli onori della cronaca nel 2001 per il disco Death - Pierce Me della sua band Silencer, ci è poi rimasto per una serie di fatti slegati dalla dimensione musicale mai del tutto confermati, ma nemmeno smentiti. Partendo dalle cose quasi certe: a seguito della registrazione del disco dei Silencer, Nattramn scelse di farsi ricoverare in un istituto psichiatrico a Växjö, nella Svezia centro-meridionale, e per questo ricovero la band si sciolse ancor prima della pubblicazione stessa dell'album. Il risultato della terapia fu un nuovo disco, Transformalin, a nome Diagnose: Lebensgefahr ("Diagnosi: pericolo di morte"), uscito dieci anni fa esatti. Il caso volle che, proprio nel periodo subito successivo al suo internamento, nell'estate del 2001, un paziente della stessa clinica fuggì lasciandosi dietro una lettera in cui aveva scribacchiato, tra una svastica e l'altra, la promessa di uccidere ragazzine e la richiesta di essere ucciso. Un'aggressione, a colpi d'ascia, ai danni di una bambina che portava a spasso il cane si verificò effettivamente, ma non venne mai chiarito il possibile collegamento tra questo paziente e Nattramn—c'è addirittura chi dice che il perpetratore dell'offesa fosse il fratello di Nattramn, a sua volta degente psichiatrico.

A questo punto anche i pochi fatti si esauriscono e si entra nel pantano delle leggende metropolitane, la più grandguignolesca delle quali merita tuttavia di essere almeno menzionata. Per chissà quale motivo, qualche anno dopo l'uscita del disco dei Silencer, iniziò a circolare la voce che Nattramn si fosse amputato entrambi gli arti superiori, cui sostituì delle zampe di maiale. Difficile credere a una cosa del genere, ma Nattramn stesso non dà segni di voler smentire, visto che ha chiamato il suo primo libro uscito nel 2012 Grishjärta, "Cuore di porco"; certo, scriverlo con dita suine dev'essere stato particolarmente complicato, ma probabilmente si sarà fatto aiutare da qualcuno del suo entourage alla Humani Animali Liberati, l'organizzazione (?) che presiede con il soprannome Il Capitano. Tutti quelli che hanno provato ad andare a fondo e scoprire qualcosa in più su questo signore sono stati rispediti cortesemente al mittente: il nostro tentativo di ottenere dichiarazioni è stato rimbalzato con un semplice "non rilasciamo interviste" firmato da Il Capitano in persona, e quando abbiamo provato ad avvicinare qualche collaboratore esterno davanti a una birra l'unica risposta è stata: "È stato particolarmente complicato collaborare con lui, anche a distanza".

Varg "Count Grishnackh" Vikernes (Burzum)

Il Male incarnato: antisemita, nazionalista, omofobo, piromane e assassino, la storia di Varg Vikernes la conoscono anche i sassi e continuare a scriverne è un mero esercizio di stile. In pillole: Varg, nato Kristian, fu uno dei primi promotori della "seconda ondata" di black metal, quella che dalla Norvegia portò sotto i riflettori i Mayhem prima e tutti gli altri poi. Sue sono le linee di basso originali di De Mysteriis Dom Sathanas, debutto dei Mayhem, registrate poco prima di uccidere con ventitré coltellate il chitarrista e fondatore Øystein "Euronymous" Aarseth per un movente mai del tutto chiarito—c'è chi dice per soldi, chi per invidia, chi per ideologia politica, probabilmente sono tutte vere e non lo è nessuna.

Il comportamento di Vikernes non era però di esempio già da prima che diventasse un assassino: con altri ragazzi organizzò, prese parte e rivendicò bislaccamente (tramite interviste anonime a testate nazionali) svariati incendi dolosi che infiammarono le stavkirke norvegesi nei primi anni '90. Diversamente da tanti altri personaggi controversi, però, Vikernes non ha mai rifiutato il contatto con i media e la stampa, anzi, dopo aver scontato la galera per l'assassinio di Euronymous e gli incendi dolosi (e anche un supplemento di pena per aver tentato la fuga, nel 2003, ed essere stato ripescato a bordo di un'auto contenente armi ed equipaggiamento militare), si è tenuto al passo coi tempi. Oggi vive in Francia con la moglie, ha sei figli e dispensa utili consigli su come non permettere ai musulmani di superarci numericamente attraverso il suo canale YouTube, scrive libri sul retaggio politeista europeo disponibili anche su Amazon e si è addirittura inventato un gioco di ruolo "basato sui valori europei". Che fondamentalmente significa "gioco in cui i bianchi vincono".

A differenza di Nattramn, tutto ciò che Varg combina e promuove è reale, incluse le folli teorie complottiste antisemite testimoniate in Lords of Chaos, e oggi viene ribadito dal suo ormai brizzolato e barbuto faccione via smartphone o tramite post ufficiali sui suoi diversi siti internet. Altro che farsi asportare le costole per farsi i pompini da solo, che poi è una leggenda urbana. Anche in questo caso però le mamme del mondo possono stare tranquille, perché Varg non suona dal vivo, non fa concerti, e il suo proselitismo è soltanto digitale; basterà bloccare il suo canale, "Thulean Perspective", e quei tre o quattro indirizzi IP, e i vostri figli saranno liberi dalla sua influenza e continueranno a mangiare l'ostia la domenica.

Andrea è il Lord di Aristocrazia Webzine.

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