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Política

I candidati più improbabili alle elezioni di questa domenica

Dalla candidata di destra che si pulisce i tacchi con una maglietta antifascista, a quelli che hanno cambiato tutti i partiti possibili e immaginabili.

di Valerio Moggia
22 maggio 2019, 8:17am

Giorgia Menghi di Fratelli d'Italia, a sinistra; Angelo Cioccia della Lega, a destra. Grab via Facebook.

Mancano ormai pochi giorni all’Election Day italiano del 26 maggio, che accorpa le europee a diverse consultazioni amministrative, ed è possibile che ancora non sappiate chi votare. Ebbene, dopo la guida alle elezioni europee di settimana scorsa, oggi cercheremo di complicarvi ancora di più la scelta con un elenco di alcuni dei più bizzarri candidati che potreste trovare in lista questa domenica.

A questo turno le maggiori soddisfazioni arrivano da Fratelli d’Italia, il partito che al consiglio comunale di Reggio Emilia candida Giorgia Manghi, la donna che ha girato un video-spot in cui si pulisce una scarpa con una maglietta antifascista. Non stupisce che questa presa di posizione così radicale appartenga a un’esponente dello stesso partito che, alle europee, candida Caio Giulio Cesare Mussolini (solo uno dei due parenti del Duce presenti nelle liste elettorali: la più nota Alessandra è in lista con Forza Italia).

Giorgia Meloni è ovviamente candidata capolista in ogni circoscrizione, nonostante abbia già un seggio alla Camera e un record di assenze pari al 79%. Ma c’è di meglio: dopo che la sua comunicazione ha iniziato a puntare al pubblico nerd, la leader di FdI ha deciso di cavalcare anche l’onda della serie Game of Thrones, tra manifesti e foto a dorso di drago, in cui azzarda un parallelismo tra sé e il personaggio di Daenerys Targaryen. Meloni non poteva prevedere che, nel corso dell’ottava e ultima stagione, la sua beniamina si sarebbe rivelata una dittatrice sanguinaria. Vedi, a volte, l’ironia della sorte?

Ergilia Di Teodoro “detta Edit”, per contro, sostiene il meloniano Carlo Masci a sindaco di Pescara, e lo fa con manifesti che la ritraggono con uno dei suoi quadri e accanto il raffinato gioco di parole “Edit: il colore-calore di una donna per Pescara.” L’artista abruzzese sembra determinata a farsi pubblicità in ogni modo possibile, tanto che online è facilmente reperibile una discussione su Wikipedia in cui i gestori dell’enciclopedia ribadiscono più volte a Di Teodoro che non può sfruttare il sito a scopo di promozione personale.

Tra le fila della Lega troviamo invece Angelo Ciocca, eurodeputato uscente e candidato nel Nord-Ovest. Ciocca è piuttosto noto per essere colui che calpestò con una scarpa “rigorosamente italiana” la lettera del commissario per gli affari economici Pierre Moscovici in cui si bocciava la manovra del governo gialloverde.

La sua pagina Wikipedia riporta inoltre che il politico pavese sarebbe noto con i soprannomi di “Bulldog” e, addirittura, di “Brad Pitt della politica.” Lo scorso marzo, per protestare contro l’abolizione dell’ora legale, si presentò all’europarlamento con un gigantesco orologio, mentre ad aprile 2018 entrò nell’ospedale dove era ricoverato un albanese ferito nel corso di una tentata rapina, per consegnargli un cartello che recitava “Devi tornare a casa tua: il tuo crimine ci è costato 6.500 euro. Chiedi scusa agli italiani!”

Nella stessa circoscrizione trova spazio anche Dante Cattaneo. I suoi manifesti, nei quali si confronta con il suo più celebre omonimo rinascimentale, hanno fatto tanto scalpore da apparire a Che tempo che fa ed essere oggetto di uno sketch di Luciana Littizzetto. A Cattaneo la cosa è andata un poco di traverso, e si è così scagliato a spada tratta contro “questi demagoghi buonisti accoglioni della sinistra italiana,” sostenendo che con le europee “libereremo l’Europa, anche da questa finta satira politica.”

I residenti di Campobasso avranno invece il privilegio di scegliere, per il prossimo consiglio comunale, tra due veterani della politica locale come Alberto Tramontano e Alessandro Pascale, entrambi in quota Carroccio. La prima esperienza di Tramontano come candidato risale al 2004, e allora stava nelle liste dei Democratici di Sinistra; successivamente si è spostato sempre più a destra fino a ritrovarsi nella Lega. Carriera simile a quella di Pascale, partito con i socialisti, passato prima all’Udeur di Mastella, poi alla Margherita, a Berlusconi e adesso alla Lega; tra i suoi vecchi slogan ricordiamo con affetto “Affidabilità e impegno” e “Coerenza e disponibilità.”

Sul fronte vip, Claudio Cecchetto si è candidato con una propria lista civica a sindaco di Misano. Diego Fusaro, il filosofo marx-sovranista, è candidato sindaco a Gioia Tauro (Calabria) con la lista Risorgimento Meridionale, mentre è già assessore a Foligno (Umbria) con il M5S.

Fusaro, che sempre i Cinque Stelle avevano pensato di proporre come sindaco di Firenze lo scorso dicembre, ha spiegato che quella calabrese è solo una provocazione, un atto simbolico più che una reale intenzione politica. Candidatura simbolica o meno, Fusaro ha portato avanti la sua campagna elettorale da vero equilibrista, senza scontentare né i sostenitori umbri né quelli calabresi, tanto che lui stesso a marzo ribadiva a L'aria che tira che il progetto di Gioia Tauro era abbastanza concreto.

Ma il M5S ha tante frecce al suo arco e, se da un lato tenta nuovamente di trovare un posto all’ex-Iena Dino Giarrusso, dall’altro punta anche sulla novità Giovanni Montis, 33 anni, culturista, spogliarellista e secondo classificato a Mister Universo 2015. Montis ha stravinto a sorpresa le primarie locali e il 26 maggio concorrerà come sindaco di Capoterra, in Sardegna, nonostante i malumori che la sua nomina ha creato all’interno del Movimento.

Menzione d’onore va però a Maria Rollo, candidata de La Sinistra al consiglio comunale di Lecce: il suo marketing elettorale consiste infatti in pacchetti di cartine con lo slogan “Io voto Rollo Maria,” con il termine “voto” scritto più in piccolo degli altri.

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