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'Game of Thrones' ha rovinato praticamente tutti i suoi personaggi

Nell'incredibile penultimo episodio, 'Le campane,' quasi tutti i personaggi arrivano al culmine del loro percorso—ma in modi che non hanno alcun senso.

di Noel Ransome
14 maggio 2019, 11:35am

Tutte le immagini per gentile concessione di HBO.

Attenzione, questo pezzo è pieno di spoiler sull'ultimo episodio di GOT.

Durante gli ultimi attimi di vita di Cersei, c'è un momento in cui, piangendo, riassume perfettamente quello che ho pensato dell'ultimo episodio di GoT andato in onda:

"Non così."

Cosa posso dire sul quinto episodio dell'ottava stagione, "Le campane," che non sia simile a un vomito rovente degno di Drogon? Agli spettatori era stata promessa una puntata da 80 minuti che avrebbe finalmente portato Daenerys a portata di Trono. Ma i primi 30 minuti sono stati un lento decotto di tradimenti culminanti nell'esecuzione, via drago, di Lord Varys. Quei minuti hanno anche messo un freno alla storia d'amore (ora incestuosa) tra Daenerys e Jon Snow. Poi, Tyrion ha liberato Jaime dall'ennesima prigionia e suggerito al fratello di trovare Cersei e fuggire con lei per rifarsi una vita, come se non fosse un'idea stupida.

E, infine, abbiamo visto Daenerys nei panni della regina folle, che trasforma in cenere Approdo del Re—bambini inclusi—insieme a una serie di morti che fanno impallidire la sconfitta del Re della Notte. È stata una sequenza incredibile, girata meravigliosamente, inquietante e recitata da dio... ma scritta davvero male.

Negli anni, i fan di Game of Thrones si sono abituati a una serie che scava ogni lato positivo dei suoi personaggi, spremendo il peggio da ognuno di loro. Sono passati dieci anni dalla morte di Ned Stark, per carità. Ma fino alla stagione sette, queste decisioni erano giustificate dall'arco narrativo di ogni personaggio, che era coerente e seguiva una logica interna. Era giusto che Ned finisse decapitato perché era uno spirito nobile. Robb Stark è stato ucciso perché era un romantico (e anche perché credeva nella giustizia della legge tanto quanto suo padre).

Se dovessi spiegare quanto questa stagione è deludente non finirei più, ma alcune decisioni che Game of Thrones ha preso sui suoi personaggi sono del tutto imperdonabili. Eccole.

Daenerys Targaryen

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Capolinea. Il personaggio di Daenerys Targaryen ha raggiunto la sua forma finale appena ignorato il consiglio di non usare armi di distruzione di massa—che è quello che un drago è, di base—su migliaia di innocenti ad Approdo del Re. Nonostante la vittoria chiara e secca contro i Lannister, Dany sente le campane di resa e, anziché offrire misericordia, spicca un bel balzo e incenerisce tutto, tutto tutto. Qualche presentimento che Dany stesse diventando troppo ossessionata dal trono e troppo simile a suo padre, il Re Folle, c'era da tempo, ma questa virata è arrivata come una sberla.

Daenerys come Regina Folle non è credibile.

Pensiamo ai tempi in cui fare il tifo per Daenerys era la cosa più facile del mondo. Era la buona ma tostissima "Distruttrice di Catene" che riusciva a stabilire la pace con barbari e schiavi. La chiamavamo "Dany" e contemplavamo il suo talento nel fare barbecue di schiavisti e nemici. Dall'episodio uno, la serie ci ha fatti testimoni del suo valore—far nascere draghi, liberare città, salvare il culo a Jon Snow e aiutarlo a sconfiggere il Re della Notte. Ma ora dobbiamo credere che la protagonista più amabile della serie sia diventata il suo cattivo più irragionevole?

Per oltre sette stagioni questa serie ha insistito nel descrivere il senso di giustizia di Dany; una regina che ha a cuore l'uguaglianza e che chiede solo di esserle fedeli—inginocchiati e non ci saranno problemi, diceva. Il paradosso rispetto a questo è dato dal ritornello per cui il sangue Targaryen è suscettibile alle uscite di senno totali, per dirla con le parole di Varys: "Ogni volta che nasce un nuovo Targaryen gli dei lanciano in aria una moneta, e il mondo trattiene il fiato." Ci saremmo aspettati di vedere le giuste semine per questa transizione—la serie ha fatto qualche misero tentativo di mostrarla più isolata—ma ci chiedono anche di ignorare tutto ciò che sappiamo di lei. All'improvviso, poiché la nostra regina è sola ed è stata tradita di nuovo, carbonizza migliaia di persone che non sono altro che ostaggi. Davvero le grida non potevano riportarla alla ragione? Dai.

Magari se finisce i libri, George R.R. Martin riuscirà a mostrarci la discesa nella follia di Dany rendendo giustizia alla tragedia e a ciò che succede a una persona consumata dal dolore e dalla propria sete di potere. Ma la serie le ha fatto un torto puro.

Jon Snow

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Nell'episodio precedente Jon non è riuscito a stare zitto e la sua identità Targaryen è diventata il gossip numero uno in città, portando all'esecuzione marziale di uno dei personaggi più intriganti di GoT, Varys. Prima di vedere Daenerys arrostire una città intera, Jon ha ignorato tutte le avvisaglie, ripetendo "È la mia regina," ancora e ancora. La serie ci dice che lui è la migliore opzione per il trono, ma come facciamo a fidarci di un uomo tanto naive da non rendersi conto che la sua amante-zia sta uscendo di testa?

Jon Snow non ha ancora fatto niente.

Abbiamo capito: Jon è l'incarnazione di tutto ciò che è nobile, coraggioso e buono. Certo, il suo valore, umiltà e onesta lo rendono migliore di tutti noi. Ma il suo arco, come quello di Ned, ha il brutto vizio di metterlo in posizioni stupide.

Parliamo di un uomo con tutti gli ingredienti dell'eroe classico—le stesse caratteristiche che fanno di chiunque altro un uomo morto in Game of Thrones. E in effetti una volta è morto, eppure ci continuano a dire che è il grande—ora persino migliore di Dany, contando la recente faccenda del radere al suolo la capitale—sovrano predestinato. Questo ignorando il fatto che Jon falliscescena dopo scena finché una donna—Arya, Daenerys, Sansa, Ygritte o Melisandre—non gli salva il culo. Cosa ha fatto esattamente per meritarsi il suo status di superuomo? Non ha ucciso il Re della Notte. Non ha fatto fuori Cersei. Non ha vinto una singola battaglia per la sua abilità da stratega. Che razza di eroe è questo?

Cersei Lannister

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Negli ultimi attimi, mentre crolla psicologicamente, Cersei appare spogliata di tutto il suo narcisismo. Approdo del Re sta andando in rovina tra le fiamme di Daenerys. Cersei non è più la donna calcolatrice e dal cuore di pietra che conoscevamo fino a questo momento. Invece, è impaurita e singhiozza "Non voglio morire," prima di citare Matrix e dire "non così." Jaime abbraccia sua sorella per l'ultima volta mentre il soffitto collassa e li seppellisce entrambi.

Cersei esce di scena in un modo molto poco da Cersei.

È un duro colpo per un personaggio da sempre tra i più manipolatori e intelligenti della serie. La fine rapida del Re della Notte aveva fatto pensare che lo scontro col boss finale avrebbe avuto tutti gli elementi del boss finale—piano A, B, e C. Invece, Cersei prosegue sulla falsa riga delle ultime puntate, in cui non ha fatto granché se non sacrificare la propria dignità con un personaggio ridicolo come Euron Greyjoy. C'era poca complessità in una donna spaventata che piange tra le braccia del proprio fratello-amante. Mancava una canzone di Celine Dion a fare da ciliegina su una scena sdolcinata e anti-climax.

Jaime Lannister

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Come è suo vizio, Jaime si fa catturare da Daenerys mentre cerca di raggiungere sua sorella Cersei. Suo fratello Tyrion lo libera e hanno un dialogo commovente tra fratelli. Jaime poi duella contro Euron, che appare passeggiando dal mare, vince e si trascina fino da Cersei, con cui cerca di scappare per i sotterranei del palazzo e fuggire verso una nuova vita. Ovviamente le cose vanno diversamente e muoiono entrambi abbracciati sotto quintali di pietre.

È ancora innamorato alla follia.

L'unica cosa diversa di Jaime è che non è più un fratello che cerca di ammazzare bambini ma è ancora un fratello che ama sua sorella. È come se aver fatto cavaliere Brienne, essere andato a letto con Brienne e aver mantenuto la promessa di combattere per i vivi fossero tutte cose senza molto senso alla fine. Ha lasciato una donna d'onore in lacrime ed è tornato da una sorella che ha fatto cose inenarrabili a un numero infinito di persone e persino pianificato il suo omicidio. A questo punto, il suo amore sembra senza ragione e privo di qualsiasi pensiero rilevante alla crescita morale che questa serie ha passato intere stagioni a costruire per Jaime. Si era guadagnato il diritto di vivere e, invece, ha scelto di morire miseramente al fianco di sua sorella.

Tyrion Lannister

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Tyrion ha dovuto fare un'altra scelta in questo episodio. Poteva prendere le parti del suo vecchio amico Varys o restare con la regina. Con una mossa disdicevole per un personaggio teoricamente intelligente, ha scelto Daenerys ed è rimasto a guardare inebetito mentre la madre dei draghi bruciava Approdo del Re, uccideva migliaia di innocenti e, collateralmente, suo fratello e sua sorella.

Tyrion doveva essere quello intelligente.

Il Tyrion classico avrebbe previsto questa situazione. Doveva considerare che l'isolamento crescente di Daenerys avrebbe giocato con il suo sangue Targaryen e doveva capire che non era stabile. L'uomo più saggio di tutti si è dimostrato ancora una volta un fesso. Ha fallito come primo cavaliere della regina, nel cui ruolo ha offerto solo pessimi consigli strategici, per di più come se non conoscesse la tattiche di Cersei da tutta la vita.

Il Tyrion dell'ottava stagione è anche un uomo pieno di stupido ottimismo. Prova a far desistere sua sorella dalla guerra a chiacchiere. E convince suo fratello a iniziare una nuova vita con la stessa donna che ha cercato di ammazzarli entrambi. Bello l'idealismo e tutto, ma non c'è niente nell'esperienza del mondo di Tyrion che potrebbe mai fargli credere che l'idealismo funzioni. Un uomo intelligente come lui non ha motivo di fare affidamento su un'ideologia del genere.

Arya

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Poi vediamo il Mastino e Arya ad Approdo del Re, diretti a compiere la propria vendetta. Lui contro la Montagna, lei contro Cersei. Ma si è appena scatenato l'inferno grazie a Dany e il Mastino dice ad Arya di andarsene dalla città. Le persone bruciano, la situazione è del tutto fuori controllo e la ragazza resta sola tra le ceneri che cadono dal cielo e un cavallo grazioso spuntato dal nulla.

Arya senza la sua vendetta non ha senso.

La vendetta è una cosa brutta, giusto? È la lezione che dobbiamo imparare perché uccidere è sbagliato. Ma Arya è diversa, no? Abbiamo passato stagioni ricche di momenti di sviluppo del suo personaggio in cui l'unica cosa che le interessava era la morte. Nelle parole di Syrio: "C'è soltanto una cosa che puoi dire alla morte: non oggi," e per Arya è stato tanto un mantra per servire morte quanto per evitarla. Facciamo due conti: ha ucciso guardie dei Lannister. Ha ammazzato uomini dei Frey. Ha fatto fuori lo stronzo che aveva ucciso sua madre e suo fratello. Ma, ora, perché lo dice il Mastino, Arya ha un momento di improvvisa lucidità? Meglio montare su un cavallo bianco e cavalcare verso un tramonto di ceneri.

Drogon

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Drogon ha rischiato di essere infilzato da una freccia formato drago soltanto l'episodio scorso, le stesse che hanno ucciso suo fratello Rhaegal. In quest'ultimo fa piazza pulita di balestre giganti e navi tutto-da-solo.

All'improvviso Drogon è di nuovo fortissimo.

Qualcuno può spigarmi come è possibile che questo drago sia passato dal non riuscire a vedere una flotta navale da lontano a farla fuori per intero in mezzo a una pioggia di frecce? I draghi sono del tutto sbilanciati rispetto agli altri personaggi, o no? Almeno questa scelta è coerente a quello che ci era stato detto tra le righe nelle stagioni precedenti: che i draghi sono le armi nucleari di questo mondo.

Euron

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Questo tizio ammazza un drago in un episodio e poi si vede l'intera flotta carbonizzata in quello successivo. Infine, muore per mano di un Jaime già bucherellato a morte.

Euron è uscito di scena come un cattivo inutile.

Euron è da sempre un cattivo fantoccio e parecchio piatto. Il pirata arrapato era stato scritto per essere un personaggio che fa agguati a personaggi amati dagli spettatori con tattiche poco sensate. Nella settima stagione, è riuscito a fregare la flotta di Yara e a sconfiggere gli alleati di Dorne di Dany in un solo colpo. Era uno strumento spicciolo il cui unico scopo era mettere sullo stesso piano dei suoi avversari Cersei. Per cui, naturalmente, se ne è andato nel modo più squallido possibile: una spada piantata nello stomaco, dimenticato da tutti mentre parla da solo.

Almeno abbiamo avuto lo scontro tra i fratelli Clegane, che non è stato niente male.