Tutte le foto di Marco P. Valli e Luca Santese. 

Foto del lato mostruoso della politica gialloverde

Marco P. Valli e Luca Santese hanno passato l'ultimo anno a immortalare i sostenitori del governo, e il risultato è 'Realpolitik'.

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28 febbraio 2019, 8:55am

Tutte le foto di Marco P. Valli e Luca Santese. 

Dalle ultime elezioni è passato solo un anno, anche se in realtà sembra molto di più. Non solo perché lo scenario politico italiano ne è uscito sconvolto; ma soprattutto perché ormai i tempi si sono fatti sempre più frenetici e scanditi dai social media.

Leader come Matteo Salvini e Luigi Di Maio, infatti, hanno inondato le nostre bacheche di immagini di ogni tipo: divise della polizia, esultanze dal balcone di Palazzo Chigi, bagni di selfie, centrifugati, fette di Nutella, e così via.

La grande sfida, insomma, è cercare di raccontare questa nuova realtà andando oltre il ritmo forsennato della quotidianità. Che è esattamente ciò che stanno cercando di fare i fotografi Marco P. Valli e Luca Santese, del collettivo Cesura, con il progetto Realpolitik. Il primo esperimento in tal senso è stata la fanzine Boys Boys Boys, una serie di ritratti satirici dei politici durante la campagna elettorale. Quello di Matteo Salvini è diventato anche la copertina di un numero del settimanale americano Time.

I due non si sono però fermati lì e hanno prodotto altre fanzine, rispettivamente sulla festa della Repubblica e sulla Lega. Da poco, invece, è uscito l'ultimo volume della serie sul MoVimento 5 Stelle e i suoi sostenitori, edito—come tutti gli altri volumi—da Cesura Publish.

Siccome anche io seguo da tempo le piazze dei due partiti, Marco e Luca mi hanno chiesto di firmare le introduzioni di Lega Nord Party e MoVimento Lento. E per capire cosa vuol dire raccontare la politica gialloverde con una macchina fotografica, ho fatto una chiacchierata con loro.

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Foto tratta da Popolopopolo

VICE: Com’è nato il progetto di Realpolitik?
Marco P. Valli e Luca Santese: Realpolitik nasce da Boys Boys Boys, primo volume della serie. Abbiamo seguito la campagna elettorale per le elezioni del 4 marzo 2018 come fotografi intenzionati a vendere le nostre immagini ai giornali.

Dopo un paio di mesi di tortura a sentir politici proferire, avevamo due possibilità: o pagare la parcella di uno specialista in trattamento del disturbo da stress post-traumatico o mettere insieme le foto migliori che avevamo e vomitare tutto il veleno ingerito.

Abbiamo deciso per la seconda opzione. A quel punto abbiamo visto un’opportunità: nasceva sia un nuovo governo unico in Europa, sia la cosiddetta Terza Repubblica. Il tutto infarcito dalla neo-propaganda social che si basa sostanzialmente sull’utilizzo della fotografia. Quale miglior agglomerato di contraddizioni poteva capitarci?

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Foto tratte da Popolopopolo

Con quale intento l’avete portato avanti? Qual era il vostro obiettivo?
Il progetto nasce dalla necessità di fare una fotografia di carattere documentario che non si limiti a riportare i fatti, ma ne produca una visione critica; non esclusivamente nei contenuti, ma anche in forma visuale. Una fotografia che non si debba necessariamente piegare a esigenze editoriali e di news ma che sia capace di sviluppare una visione storicizzata del presente.

In poche parole, abbiamo pensato di produrre fotografia di satira che non abbia il carattere usa e getta della maggior parte delle immagini prodotte oggi, ma che aspiri a costituire un documento che tra dieci, venti o cento anni e abbia la forza e l’organicità di raccontare quello che è il presente politico italiano.

Dopo la campagna elettorale, avete scelto di seguire la festa della Repubblica—ossia una delle più istituzionale e canoniche celebrazioni italiane—e di pubblicare la fanzine Popolopopolo. Come mai?
Il primo giugno, dopo due mesi di consultazioni, è nato l’esecutivo Lega-M5S. Il 2 giugno, festa della Repubblica, il Governo festeggiava la sua nascita a Roma autoproclamando la venuta al mondo della Terza Repubblica. Era l’occasione per dare seguito al progetto ritraendo il popolo italiano in giubilo.

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Foto tratte da Lega Nord Party

Vi occupate di Lega—soprattutto Marco—da parecchi anni, e in questo progetto avete dedicato anche un volume al partito di Salvini, Lega Nord Party. Che cambiamenti avete potuto vedere, a livello di militanti e immaginario? E poi, è cambiato il vostro modo di coprire la Lega?
Dal 2011 a oggi di cambiamenti ne abbiamo visti parecchi. Con Salvini, il partito ha radicalmente cambiato maschera togliendosi il Nord dal nome ma non dal cuore. E la base di Pontida, infatti, non si è spogliata di clave nordiche, corna e pailettes verdi ma ha indossato la maglia azzurra.

Un esempio su tutti: l’8 dicembre 2018 abbiamo assistito alla manifestazione romana di Salvini. L’elettorato presente veniva da tutta Italia e l’esaltazione collettiva per Matteo era particolarmente passionale. Si vede che, aggiungendo la 'nduja alla solita paccottiglia leghista, l'accresciuto popolo leghista ha trovato nutrimento per un rinnovato fervore nazionale.

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Foto tratte da Movimento lento

L’ultimo volume che avete pubblicato è sul Movimento 5 Stelle e sulla sua famigerata “base,” che in realtà è un enigma. Nel senso che tutti ne parlano, sono usciti decine di studi e ricerche, ma il profilo dell’elettore a cinque stelle resta ancora molto sfuggente. Che occasione avete scelto, e cosa avete trovato?
Le immagini contenute all’interno del volume MoVimento lento sono state realizzate in due occasioni. La prima è stata proprio il giorno della nascita del governo a Roma. Durante la giornata abbiamo seguito i festeggiamenti per la festa della Repubblica e la sera stessa abbiamo seguito la manifestazione dei cinque stelle a Piazza Bocca della Verità che da protesta contro Mattarella si è trasformata in festa.

Abbiamo poi seguito a ottobre la due giorni di Italia a 5 stelle al Circo Massimo—“30mila metri quadri di festa eco-friendy” in cui gli elettori pentastellati si sono uniti in tutto il loro ordinario splendore. Al contrario della base leghista, in cui si respira un buon grado di fanatismo, qui potevi trovare il prototipo di tuo zio che a Natale ti spiega come davvero come stanno le cose.

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Foto tratte da Movimento lento

Vi siete mai posti il problema della “mostrificazione” dei soggetti ritratti? Non parlo tanto dei politici, quanto dei militanti e della gente comune agli eventi. Voglio dire: chiunque di noi, ritratto così, sembrerebbe un “mostro.”
La tipologia di luce caricaturale che utilizziamo si differenzia da quella che normalmente ci illumina. Questa luce artificiale mette in evidenza caratteristiche fisiognomiche che usualmente percepiamo meno accentuate, e per l'appunto le carica.

Di conseguenza avviene una forma di “mostrificazione”; questa però mette in evidenza le caratteristiche del soggetto, più che rendere tutti mostri nei termini di imbruttimento. Apparirà quindi nel nostro caso un iper-leghista, un iper-grillino o un iper-italiota. Vediamo nell’utilizzo di questa luce la possibilità di rendere visibili ai più quello che normalmente non si vede.

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Foto tratta da Lega Nord Party

Per finire: siamo in un’era politica scandita quasi interamente dai social e dagli staff di comunicazione. E ormai basta un post o una diretta Facebook per dettare completamente l’agenda mediatica. In una situazione del genere, che spazio c’è per il fotogiornalismo sul campo?
Poco. Il fotogiornalismo di cui parli si riduce alla produzione di immagini illustrative, didascaliche o di servizio per i mezzi di comunicazione che ancora ne fanno uso.

Il politico ora produce la sua stessa immagine attraverso tutti i mezzi a sua disposizione. Durante la campagna elettorale, per dire, ci siamo trovati a dare la caccia ai politici che non erano poi così presenti sul territorio. Un discorso a parte vale per Salvini, che fin dall’inizio ha impostato la campagna elettorale sul contatto fisico con il popolo facendo bagni di folla in qualsiasi mercato di periferia.

Ormai la velocità di produzione dell'evento politico stacca di gran passo quella dei fotogiornalisti. Il mercato è poi ridotto all’osso e ci si scanna per la pubblicazione di una fotografia per pochi euro. È evidente a tutti oramai che non è una direzione che si può continuare a percorrere.

Con Realpolitik abbiamo quindi tentato una strada diversa: produrre immagini della contemporaneità, con i tempi della contemporaneità ma che possano resistere nel tempo alla fagocitazione che essa stessa impone.

MoVimento lento è disponibile sul sito di Cesura Publish, insieme a tutti gli altri 'capitoli' di Realpolitik.

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Scorri per vedere altre foto del progetto Realpolitik:

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Foto tratte da Popolopopolo
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Fote tratta da Popolopopolo
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Foto tratte da Movimento lento
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Foto tratte da Movimento lento
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Foto tratte da Movimento lento
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Foto tratte da Lega Nord Party
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Foto tratte da Lega Nord Party