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politica

Secondo Cuccarini in Italia non si votava da 10 anni. Secondo noi anche basta

Ribadiamolo comunque: il problema non sono le Lorella Cuccarini (o i Vittorio Feltri) di turno, ma chi li invita in tv.

di Leonardo Bianchi
05 marzo 2019, 10:57am

Lorella Cuccarini a Otto e mezzo. Grab via La7.

Anche se il suo significato rimane piuttosto oscuro, ultimamente si sente ripetere fino allo sfinimento questo strano termine: sovranismo.

Lo usano i giornali e le televisioni per spiegare alcune posizioni del governo; ne parlano i politici, in modo positivo o negativo; alcuni piccoli partiti lo hanno messo direttamente nel nome; in alcuni saggi lo si descrivono come “una speranza per la democrazia”; e ci incappiamo di continuo nelle discussioni sui social.

E non solo: l’uso si è esteso talmente tanto che è diventata una specie di moda. Al punto tale da aver affascinato anche alcuni personaggi dello spettacolo, come Giancarlo Magalli—che ha completato la sua parabola da meme a “turbosovranista” che parla ai convegni della destra romana—e Lorella Cuccarini.

La conduttrice televisiva, in particolare, ormai interviene praticamente su qualsiasi cosa in ottica “sovranista.” Lo scorso ottobre, ad esempio, aveva detto a La Verità di aver votato “per una delle due forze al governo,” di essere stata illuminata dal libro di Marcello Foa, e che “sovranità sembra diventata una brutta parola. Eppure il concetto è scritto nel primo articolo della nostra Costituzione.”

Da lì in poi, è stato un crescendo inarrestabile. A gennaio, intervistata da Oggi, aveva spiegato che “la differenza non è più tra destra e sinistra, ma tra chi pensa agli elettori e chi alle élite e alla finanza”; poi, come un Fusaro qualsiasi, si era scagliata contro il “pensiero unico”; e che “bloccare l’immigrazione non è di destra ma sacrosanto,” incassando anche il plauso di Matteo Salvini.

Sempre nello stesso periodo, Cuccarini ha consigliato su Twitter un libro pubblicato dalla casa editrice di CasaPound ed è stata attaccata su Twitter dalla storica “rivale” Heather Parisi.

Tutto questo, però, impallidisce di fronte alla sua partecipazione di ieri a Otto e mezzo. Tema principale della puntata: la vittoria alle primarie del Partito Democratico di Nicola Zingaretti.

Cuccarini attacca ripetendo la solita solfa (“io ormai penso che sia proprio superato il concetto di destra o sinistra”), dice che preferirebbe aprire gli aeroporti invece dei porti (spoiler: non è così facile), e sostiene che alla fine siamo tutti un po’ “sovranisti.” Per poi spiegare:

Penso che sia anche importante ricordare che le elezioni che abbiamo fatto l’anno scorso erano delle elezioni che noi non facevamo da diversi anni. Adesso non mi ricordo da quanto, ma insomma… Noi non votavamo veramente per le politiche da 10 anni, 9 anni?

A quel punto le telecamere passano ai giornalisti ospiti della puntata. Mentre la faccia di Paolo Mieli si trasforma in un gigantesco facepalm, Chiara Geloni interviene dicendo che abbiamo votato cinque anni fa. Cuccarini non sembra convinta e incalza: “In realtà non abbiamo votato per cinque anni, perché abbiamo avuto una serie di rimpasti.” L’imbarazzo in studio è totale, finché Massimo Giannini non ricorda che “oltre cinque anni non possiamo non votare.”

Lo scambio è uno strazio. Eppure, il punto non è tanto quello che pensa Lorella Cuccarini—che è liberissima, come tutti, di avere opinioni politiche.

Sono i soliti meccanismi televisivi, tra cui la nefasta tendenza dei talk politici ad ospitare persone che non hanno nulla da dire, che non sono chiaramente in grado di maneggiare senza ripetere slogan vuoti, o che al massimo riescono solo a spararla sempre più grossa—come, giusto per fare due nomi, fanno sistematicamente Vittorio Feltri, Paolo Becchi o Mauro Corona.

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