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Tutti i colori di Mavi Phoenix

Il pop e l'hip-hop di qualità possono nascere anche per caso, ci ha spiegato Mavi Phoenix quando è passata in redazione a farsi scattare qualche foto.

di Elia Alovisi
21 maggio 2018, 11:23am

Tutte le fotografie sono di Rosario Rex Di Salvo.

Mavi Phoenix è una ragazza austriaca, giovane. Un po' rappa e un po' canta con l'autotune cose semplici sui suoi sentimenti, sulla sua vita e sul rappare stesso. Ha un'estetica molto definita: fa convivere estremi che sono solo diverse declinazioni di ciò che è percepito come figo nella contemporaneità. A volte è volutamente amatoriale, come nel video di "Love Longtime", in cui si filma con un selfie stick mentre canta alla fotocamera. Altre volte invece si affida all'iper-HD, a palette accese ed estive, tra fortissimi colori primari e streetwear dalla cromaticità da tangram.

A fare la sua fortuna, e ad elevarla sulla massa dei suoi colleghi e colleghe che cercano fortuna costruendo pop adatto ai gusti dei loro coetanei, è stata una canzone che si intitola "Aventura". È praticamente la versione sonora di un elenco puntato contenente tutte le parole chiave necessarie per far parlare di sé nel 2018: sample non-occidentali, bilinguismo, incroci di identità, approccio all'immagine mutuato dalla moda. A confermare le aspettative che Mavi si era creata da sola è arrivato Desigual, il celebre brand spagnolo, che ha scelto "Aventura" per una campagna pubblicitaria.

Ora Mavi è in una fase strana della sua carriera, quel momento transitorio in cui la promessa deve avverarsi e cominciare a produrre risultati concreti. Un EP, Young Prophet, e un singolo, "Yellow": il resto è ancora tutto da scrivere. Dato che passava di qua ed è uno dei nomi che siamo più curiosi di vedere sul palco del Radar Festival, che si terrà i prossimi 8 e 9 giugno all'Idroscalo di Milano, le abbiamo chiesto di venire in redazione a trovarci per chiacchierare un pochetto e scattare qualche foto.

Noisey: So che è una domanda scontata, ma credo ce ne sia bisogno. Mi racconti come hai cominciato a fare musica?
Mavi Phoenix:
Il mio primo contatto con la musica è avvenuto molto presto, avevo 11 anni e mio padre mi diede un Macbook. Cominciai a sperimentare con GarageBand. E lo uso ancora ogni tanto, tipo per l'autotune. Cominciai a fare qualche beat e studiavo chitarra, andavo a lezione. Mia mamma ascoltava molto pop anni Ottanta, roba tipo Madonna, mentre mio padre ascoltava molto David Bowie, Queens of the Stone Age. In quel periodo ho scoperto molte band che ho poi adorato negli anni, come i N.E.R.D. di Pharrell e Snoop Dogg.

Quando hai cominciato a essere riconosciuta a livello nazionale ti sei sentita parte di una scena austriaca? Chiedo perché la mia conoscenza è limitata, gli unici due artisti che conosco delle tue parti sono Wandl e Yung Hurn.
Entrambi sono molto bravi, secondo me! Quando ho cominciato a suonare non ho mai, e mi rendo conto che sia stupido da dire, fottuto con la scena! La situazione era piuttosto tragica in Austria ai tempi, solo recentemente abbiamo cominciato a prendere direzioni interessanti. C'è anche quest'altra band che ti direi di ascoltare per farti un'idea, i Bilderbuch. Ma in generale ci sono poche band che apprezzo davvero.

Quindi dalle tue parti non c'è stato un grande cambiamento a livello di gusti del pubblico?
C'è chi dice che ci sia stato un grande cambiamento ma io ho cominciato a frequentare questo mondo solo un paio d'anni fa! Per qualche motivo sono diventata piuttosto conosciuta nella scena indie austriaca, ma non siamo in tanti!

In Italia non ci sono artisti che cantano in inglese e hanno un successo relativamente ampio come quello che hai avuto tu.
È dura. In Austria è più facile cominciare a essere ascoltati se canti in tedesco. La reazione media di fronte all'inglese è "guarda quanto ci crede!" Quando canti in inglese ti sminuiscono sempre, anche se poi quando magari ti ascoltano si rendono conto che non sei poi così male.

Devi farmi un riassunto di com'è nata "Aventura", dato che è il tuo pezzo più famoso. Il sample all'inizio da dove viene?
Mi piace molto quella roba, credo sia interessante riuscire a guardare a determinati suoni provenienti da determinate zone del mondo seguendo nuove prospettive. Il sample lo ha trovato il producer con cui ho lavorato all'EP, Alex The Flipper. Penso lo abbia campionato da vinile, ma non ne sono sicura! Ce l'aveva da anni e me lo faceva sentire ogni volta che eravamo in studio assieme. Una volta ho cominciato a rapparci sopra, il mio manager mi fa "Dai, puoi fare di meglio!"

Che cosa aveva che non andava?
Era molto generico, lo ammetto! E poi mi è partita l'idea dello spagnolo, che senti nel primo verso, e il pezzo è nato così. Ho studiato spagnolo per cinque anni ma non lo so davvero parlare, le parole che dico in "Aventura" sono le uniche che so. Ma nel pezzo lo dico tranquillamente, "Ho dovuto ripetere un anno per colpa dello spagnolo". È tutto vero, mi hanno bocciata per spagnolo! Ma almeno ho trovato l'ispirazione per il pezzo, alla fine è andata bene.

E la citazione di Kanye dove l'hai tirata fuori?
Stavo facendo freestyle per capire che flow utilizzare e mi è venuto il "They mad they ain't famous" di Kanye... e ho deciso di lasciarlo, tutto qua. Ci stava troppo bene.

Già che siamo sull'argomento, che cosa ne pensi della situazione attuale di Kanye?
È difficile perché l'ho sempre supportato. Ha sempre fatto cazzate, ma mai grosse come questa. Non so se voglio parlarne, anche perché non so bene quello che sta succedendo. È un grande teatro che non mi fa sentire tanto a mio agio. Spero che sia tutto uno scherzo, un'idea per promuovere il suo nuovo album e che un giorno se ne esca e dia a Trump della merda che è.



Parliamo anche di "Yellow", il tuo nuovo singolo.
Sì! "Yellow" dei Coldplay è una delle canzoni più belle del mondo, per me. Ascoltando quel beat mi è venuto addosso lo stesso senso di malinconia che mi aveva trasmesso, e quindi mi è venuto da metterci dentro dei piccoli riferimenti: "It's cold play now", "Don't panic"... quell'album era una bomba! Le robe nuove non mi piacciono molto, devo dire.

Perché secondo te sono considerati da molti la peggior band mai esistita?
Perché sembrano dei venduti! Provano in ogni modo a restare sulla cresta dell'onda ma sembrano sempre forzati.

La parte del testo in cui canti "Donatella, Donatello" come ti è venuta?
Non lo so! Mi piace come suonano le parole in italiano. Al microfono improvviso, di solito, e poi mi scrivo delle note sul telefono. L'ultima volta che ho scritto su un pezzo di carta avevo undici anni, credo! Per me è fondamentale seguire il mio istinto quando scrivo. La parte in cui dico "Donatella" non ha senso nel contesto del testo, ma ci sta bene e mi fa sentire bene. E per me è la cosa più importante.



In "Janet Jackson" ti concedi di usare un linguaggio da rapper navigata, ti vanti e canti dei tuoi successi. Ma come concili la cosa con il fatto che sei all'inizio della tua carriera?
La canzone si chiama così un po' per scherzo. Non per mancare di rispetto a lei, ma mi è venuto a caso. È vero, nel pezzo me la tiro. Parlo di quanto è bello avercela fatta, avere soldi, tutta quella roba lì. Ma c'è anche qualcosa di sbagliato, nel pezzo. Non esprimo una felicità monodimensionale, resto anche un po' nell'ombra di qualcosa di più grande. Come Janet con Michael. Mi proietto nel futuro, mi dico "Sei grossa, hai talento e tutto, ma non è scontato che tu sia anche felice". Voglio diventare famosa, ma so anche che probabilmente mi sentirò davvero sola.

Dato che ci vedremo a Radar Festival ma non ha senso chiederti del tuo concerto, ti chiedo: quali sono i concerti a cui sei stata che ti hanno colpita di più? Quelli che ti hanno fatto dire, "È così che dovrebbe essere un concerto"?
Sono andata tre volte a vedere Lady Gaga, ero una Little Monster convinta quando avevo 14 anni. Non che abbia mai voluto essere come lei, ma assistere a un suo spettacolo era come osservare un mondo che stava venendo costruito di fronte ai tuoi occhi. C'è dietro un lavoro enorme. E poi... sono andata a vedere i Green Day, è stato ok! E Kendrick Lamar. Ma credo che Gaga sia l'artista che dal vivo mi ha dato di più.

Mavi Phoenix suonerà al Radar Festival di Milano i prossimi 8 e 9 giugno assieme a Yung Lean, Sampha, MYSS KETA, Young Signorino, Bad Gyal, Charlotte Gainsbourg, gli Young Fathers e un sacco di altra gente. Vai a vederli.

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