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Quella volta che Roger Waters scrisse un album su un sogno erotico

'The Pros and Cons of Hitch Hiking' poteva essere l'ultimo album dei Pink Floyd ma finì per essere il suo primo, caotico, paranoico, erotico disco solista.

Ci sono poche rockstar della vecchia guardia che ancora adesso, nonostante il viso ormai scavato dalle rughe, riescono a far parlare di sé e dare perfino scandalo: anzi, direi che forse ce n'è addirittura solo una. Stiamo parlando di Roger Waters, che incredibilmente dopo ben venticinque anni ritorna con un nuovo album, uscito proprio in questi giorni, dal titolo Is This The Life We Really Want?.

Allucinante, eh? Eppure quest'uomo, invece di calmarsi, con l'avanzare dell'età sembra incazzarsi ancora di più. Se la prende con il potere, come un ariete si lancia a testa bassa contro il petto del neonazista di turno, esplicitamente: che sia il governo israeliano o Trump o chicchessia, il nostro Roger sembra affrontarli come fosse rimasto lo stesso di The Wall, disco nel quale si tiravano fuori le budella marce di un occidente reso folle dalla società dei consumi. Di The Wall conosciamo tutti la storia, l'ho analizzata con una certa cura, ma volendo sintetizzare la faccenda per i neofiti, durante un briefing per quello che sarebbe dovuto essere il successore di Animals, da parte di Waters arrivarono sul tavolo dei Floyd non una ma ben due demo di album praticamente completi nel loro concept. Uno era appunto The Wall, l'altro The Pros and Cons of Hitch Hiking.

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