nostalgia infinita

"I'm With You" di Avril Lavigne compie 15 anni

Questo significa che ho passato esattamente metà della mia vita a cercare di convincere tutti quelli che conosco del fatto che è la più bella canzone del mondo.

di Issy Beech
12 giugno 2017, 7:39am

Screengrab via YouTube.

Quand'è stata l'ultima volta che avete ascoltato "I'm With You" di Avril Lavigne? Eh? Il terzo singolo da Let Go, l'album di debutto della pop star canadese, uscì quindici anni fa. E ancora oggi io sono convinta che si tratti della miglior canzone pop che abbia mai sentito. "Since U Been Gone"? No. "Teenage Dream"? Manco per niente. "Uptown Funk"? Ok, forse questa sì. A quindici anni dalla sua uscita, mi sono resa conto di averla considerata la miglior canzone pop del mondo per metà della mia vita.

Avril aveva sedici anni e stava suonando cover country in una libreria in Ontario quando fu scoperta da Cliff Fabri, manager. Un anno e mezzo dopo, Let Go fu il debutto più venduto del 2002 e vinse sei dischi di platino. "Complicated" cadde sul mondo come un'incudine nei cartoni animati, mandando ogni giornalista musicale in confusione; i paragoni con le icone punk del passato (ma con meno mordente) si sprecavano, e parole come "poser" affollavano ogni recensione. Nel frattempo, il singolo diventava la seconda canzone più famosa del mondo—dopo "Hot In Herre" naturalmente.

Blender scrisse che si trattava del punto d'incontro tra "l'inquietudine di Alanis Morrissette e il ruggito di Courtney Love", mentre E! scrisse che sembrava "una dei Sum41 (ma più bella), con la voce di una Alanis un po' meno in cazzata ma con l'attitudine di strada di Pink".

Ma non fu prima di "I'm With You", uscita a novembre di quell'anno, che i critici parlarono del suo lato sensibile. Per essere soltanto un'adolescente, il suo talento come autrice era impressionante. "I'm With You" ha la cadenza perfetta. Cattura tutta la teatralità sentimentale di una diciassettenne. E la ciliegina sulla torta era il video, diretto da David LaChapelle, in cui chiunque poteva identificarsi e che cambiò per sempre il modo in cui una generazione di ragazzini avrebbe camminato lungo la strada di notte. Sì, certo. No, neanch'io.

Una delle cose più fiche di Avril Lavigne, ripensandoci, è probabilmente anche la causa del suo declino. Avril non aveva paura di esibire la propria inquietudine adolescenziale e questo la rese vittima di ogni sorta di scherno. Critica e pubblico la chiamarono poser e bambina. Liquidarono il suo stile nel vestirsi come "finto punk" e la qualità pop delle sue canzoni come prodotto di una squadra di autori. Ma dietro alla musica su Let Go c'era Avril, e il suo stile ispirò una valanga di giovani a vestirsi in modo diverso: canottiere e dickies, Converse e cinture borchiate. Incoraggiò dolcemente un nuovo modello d'identità. Queste cose divennero comuni molto presto, e band come i Good Charlotte e movimenti come l'emo furono sempre più accettati nel mainstream. Parte della responsabilità è proprio sua.

Quindici anni dopo e, mentre internet continua a sostenere che Avril sia morta, la forza di Let Go continua a vivere. E io continuo a mettere "I'm With You" in salotti pieni di gente completamente distrutta alle due del mattino, ripetendo ossessivamente "che bomba, che bomba".

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