Guarda il metamateriale che si modella da solo

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Harvard ha realizzato un nuovo materiale tridimensionale ispirato a una tecnica di origami chiamata snapology, il quale può essere liberamente riprogrammato per cambiare forma, volume e dimensioni.
15 marzo 2016, 9:40am

Un gruppo di ricercatori dell'Università di Harvard ha realizzato un nuovo materiale tridimensionale ispirato a una tecnica di origami chiamata snapology, il quale può essere liberamente riprogrammato per cambiare forma, volume e dimensioni.

Il prototipo del metamateriale presentato nello studio pubblicato su Nature Communications è composto da una serie di 4x4x4 cubi. Ognuno di questi cubi, sottoposto a estrusione, presenta 24 facce e 36 spigoli. La struttura è in grado di modificarsi lungo tre direzioni grazie all'azione esercitata da 96 attuatori pneumatici (32 per direzione) contenuti al suo interno.

Ogni volta che la pressione esercitata sugli attuatori viene rilasciata, il solido assume istanteneamente la posizione completamente espansa. Una volta piegato, il suo volume si riduce di 100 volte, pur restando in grado di sopportare il peso di un elefante senza danneggiarsi, secondo quanto riportato da Johannes T.B. Overvelde della Harvard's School of Engineering and Applied Sciences, l'autore dello studio.

Il prototipo realizzato con materiali polimerici pesa solo 0,5 kg circa, presentando una porosità del 99% e misura 36x36x36 cm. Il suo scopo è dimostrare come la struttura possa essere realizzata su scale molto diverse, da quella nanoscopica a quella metrica, sfruttando altri tipi di materiali.

Le sue applicazioni sarebbero molteplici: dai calchi dentari alle tende portatili per le operazioni di soccorso. Le possibilità aperte nel campo dall'architettura di un materiale programmato per interagire con l'ambiente cambiando forma sono altrettanto interessanti. Ad esempio, pareti che si modificano nel tempo per sfruttare al meglio la luminosità e ottenere determinati effetti acustici oppure tetti che alterano la propria microstruttura per consentire all'aria fresca di circolare durante una giornata particolarmente calda, per poi richiudersi quando inizia a piovere.

Insomma sono tanti i motivi per non rinunciare a questo metamateriale che si comporta come un origami. Per ora accontentiamoci di ammirarlo all'opera in questo video.