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Il governo degli Stati Uniti vuole intercettare le nostre chat WhatsApp

Sembra che il servizio di messaggistica abbia ricevuto pressioni dal Dipartimento di Giustizia dopo aver evitare di eseguire un'ordinanza di intercettazione.

Mentre gran parte dell'attenzione mediatica era concentrata sulla disputa tra Apple e FBI per un iPhone bloccato, si è consumata un'altra silenziosa battaglia sulla crittografia, questa volta tra WhatsApp e il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. Come riportato dal New York Times, il servizio di messaggistica di proprietà di Facebook ha cominciato ad avere rogne quando un giudice federale ha approvato l'esecuzione di intercettazioni per le chiamate e i messaggi di WhatsApp, per poi scoprire che il sistema crittografico end-to-end del servizio rende impossibile questo processo.

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WhatsApp ha implementato il sistema crittografico per i dispositivi Android nel 2014 e per quelli iOS nel 2015, da allora solo i destinatari veri e propri possono leggere i messaggi indirizzati a loro che passano nel sistema di WhatsApp. La disputa, per ora, non ha ancora raggiunto i tribunali, e il governo a quanto pare sta ancora decidendo se intentare un'azione legale come ha fatto con Apple oppure evitare. Infatti, tutto ciò che sappiamo sulla vicenda ci arriva da una fonte anonima che ha parlato con il Times.

Molte di queste fonti ritengono che le ripercussioni di un'azione legale del genere potrebbero essere interessanti, in quanto forzerebbero un aggiornamento delle leggi di intercettazione, che non sono mai cambiate dai tempi in cui si comunicava con linee urbane facilmente accessibili. La questione potrebbe in qualche modo aiutare la risoluzione dei problemi di Apple, specie se finisse per tirare in mezzo anche Facebook, che ha già espresso il suo supporto nei confronti di Apple.

Uno scontro del genere potrebbe essere inevitabile. Appena due settimane fa, Facebook si è ritrovato sotto attacco proprio a causa dell'impegno di WhatsApp per il diritto alla crittografia—Infatti, in Brasile, il vice-presidente per le operazioni in America Latina di Facebook Diego Dzodan è stato arrestato. I tribunali affermavano che le due aziende stavano nei fatti ignorando un'ordinanza che imponeva loro di collaborare con un ordine giudiziario che richiedeva loro di fornire dei dati nell'ambito di un'indagine per un crimine locale. Le autorità brasiliane, a dicembre, hanno fatto così sul serio da bloccare WhatsApp per 12 ore (inizialmente dovevano essere 48), per lo stesso motivo.

Da tempo WhatsApp è impegnata a rispettare le sue policy anti-sorveglianza, in particolare attraverso gli sforzi del suo fondatore Jan Koum, cresciuto nell'Ucraina sovietica. Senza dubbio non è l'unica app a supportare protocolli crittografici formidabili, ma è uno dei target principali visto che oltre un miliardo di utenti chattano su WhatsApp ogni mese, specie nei paesi esterni agli Stati Uniti.

Non si sa nient'altro sul caso, a parte il fatto che un tribunale abbia richiesta delle intercettazioni e che le indagini non abbiano a che fare con questioni di terrorismo.