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Il tuo pene è bellissimo

Quindi basta paranoie.
Rachel Pick
New York, US

È un dato di fatto ormai che la maggior parte delle donne non abbia un'ossessione per i peni giganti. Cosa cercano allora le donne in un uccello?

Secondo questo studio svizzero niente di che.

Un gruppo di 105 donne tra i 16 e 45 anni ha dovuto giudicare 20 peni, dopo aver messo in ordine di importanza otto categorie estetiche. "Aspetto estetico in senso generale" (della serie: siete ricoperti di verruche?) era la prima della lista, in seconda posizione invece, la cura dei peli pubici. Tutto il resto—diametro, lunghezza, aspetto dei testicoli e dello scroto—è finito decisamente in fondo alla classifica.

Lo studio è stato promosso per capire se le donne trovassero repellenti o meno i genitali maschili che avessero subito una certa procedura medica, atta a corregge un difetto congenito comune chiamato ipospadia. Questa condizione genitale congenita è caratterizzata dal posizionamento anomalo dell'uretra sulla parte inferiore dell'organo, vicino al punto sensibile conosciuto come frenulo.

L'ipospadia colpisce circa una persona su 300—non è, quindi, una condizione particolarmente rara—e si coregge facilmente con un intervento di chirugia plastica. Metà dei peni presentati nello studio aveva subito un'operazione correttiva, che conferisce al meato (la fine del condotto dell'uretra e da oggi la parola che meno mi piace al mondo) un aspetto leggermente anomalo. Ad ogni modo, l'apparenza e la posizione del meato è stata classificata come la categoria meno importante dalle partecipanti: gli uomini che hanno subito questa procedura possono smettere di preoccuparsi e iniziare ad amare la proprio mercanzia.

Lo studio presenta però anche qualche falla. Ad esempio, la curvatura del pene—che si direbbe un fattore piuttosto importante—non era inclusa nelle categorie di giudizio. Inoltre, tutti gli organi genitali presentati erano circoncisi—magari per rendere i risultati più chiari, ma l'esclusione di peni non circoncisi non sembra una decisione molto egalitaria. Infine, non sono state fornite informazioni su nazionalità o orientamento sessuale delle partecipanti all'esperimento, due fattori che è ragionevole credere possano avere un impatto sugli standard estetici di una persona.

Ciò nonostante, lo studio conferma quello che sappiamo già da sempre—ciò che conta davvero è sapere come usarlo.