L'artista novantenne che espone le sue sfere al Guggenheim

L'artista iraniana Monir Shahroudy Farmanfarmaian ha esposto le sue raffinate opere per il Guggenheim Museum di New York.

|
16 marzo 2015, 2:41pm

Monir Shahroudy Farmanfarmaian, Mirror Ball, c. 1974,19 x 19 x 19 cm, Collezioe di Nima Isham, Clyde Park, Montana, © Monir Shahroudy Farmanfarmaian. Foto: Filipe Braga © Fundação de Serralves–Museu de Arte Contemporânea, Porto, Portogallo

L'artista iraniana Monir Shahroudy Farmanfarmaian ha esposto le sue raffinate opere per il Guggenheim Museum di New York. La sua prima esposizione completa ha preso forma lentamente: un gruppo di sfere specchiate brilla in un angolo, una serie di porte di vetro si staglia dalla parte opposta, Le illustrazioni geometriche abbelliscono le pareti del museo. L'arista novantenne fa un passo indietro e guarda il lavoro di una vita.

Farmanfamaian traccia l'inizio del suo viaggio nel 1957, quando fece ritorno a Tehran dopo aver viaggiato per il mondo, con nuove conoscenze nel campo della lavorazione del metallo, del legno e delle piastrelle che ornano le moschee. “La lavorazione dei metalli mi ha sempre affascinato,” ha detto a The Creators Project. In questo periodo aveva visitato anche il piccolo santuario di Shah Cheragh, con la sua intricata struttura di mosaici di specchi e ricca di ornamenti argento—un'immagine che le è rimasta impressa. “Era davvero meraviglioso, e mi sono detta “mi piacerebbe essere in grado di creare qualcosa di così bello, colorato e pieno di riflessi da portare nelle case delle persone.”

Farmanfarmaian ha iniziato a lavorare con un vecchio artigiano esperto nella lavorazione di metalli per portare in vita i suoi progetti. Ricorda che l'artigiano le disse che, tra tutti gli elementi geometrici “l'esagono è il migliore.” Oggi l'artista continua ad usare triangoli, quadrati, pentagoni ed esagoni sia per le sue illustrazioni che per le sculture, interpretandole con nuove profondità, dimensioni e combinazioni di colori. Con la sua serie di sfere di specchi e di strutture su piedistalli voleva portare nel mondo tridimensionale i disegni che ricordava di aver visto nelle moschee.

Dopo 70 anni di lavoro, cosa ha imparato l'artista? “Sono stupida, non ho imparato niente,” dice. “Ci sono molte persone con menti molto più brillanti e idee migliori. Io sono una piccola parte di tutto ciò. Sono un piccolo punto. Ma ci sono molte possibilità per le nuove generazioni.”

Monir Shahroudy Farmanfarmaian, Untitled (Sculpture 2), 2008, Reverse painted glass, mirrored glass, plaster, and wood, 73 x 73 x 50 cm, Collection of Tina and Ebrahim Melamed © Monir Shahroudy Farmanfarmaian. Photo: Courtesy of the artist and The Third Line, Dubai

Monir Shahroudy Farmanfarmaian, Untitled, 2012, 70 x 100 cm, Collezione dell'artista: gentilmente concessa da The Third Line, Dubai, © Monir Shahroudy Farmanfarmaian, Foto: gentilmente concessa dall'artista e The Third Line, Dubai

Monir Shahroudy Farmanfarmaian, Third Family––Triangle, 2011, 110 x 121 x 17 cm, Collezione dell'artista, © Monir Shahroudy Farmanfarmaian. Foto: Filipe Braga © Fundação de Serralves, Porto, Portogallo

Monir Shahroudy Farmanfarmaian, Third Family––Triangle, 2011, 110 x 121 x 17 cm, Collezione dell'artista, © Monir Shahroudy Farmanfarmaian. Foto: Filipe Braga © Fundação de Serralves, Porto, Portogallo

Monir Shahroudy Farmanfarmaian, Square, 2014, 83 x 117 x 117 cm, Collezione dell'artista © Monir Shahroudy Farmanfarmaian. Foto: Filipe Braga © Fundação de Serralves, Porto, Portogallo

Monir Shahroudy Farmanfarmaian, Geometry of Hope, 1976, 128 x 128 x 5 cm, Collezione privata, Londra. Gentilmente concessa da Rose Issa Projects, Londra, © Monir Shahroudy Farmanfarmaian. Immagine: Gentilmente concessa dall'artista e da Rose Issa Projects, Londda

Monir Shahroudy Farmanfarmaian nel suo studio. Foto: Gentilmente concessa dall'artista e da The Third Line, Dubai

Infinite Possibility: Mirror Works and Drawings di Monir Shahroudy Farmanfarmaian sarà in esposizione presso il Guggenheim di New York dal 13 marzo al 3 giugno 2015.