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Incesticide è il miglior disco dei Nirvana perché svela le loro contraddizioni

Dopo 15 anni sta per uscire una ristampa in vinile della raccolta di B-side. Ripercorriamo la sua storia e riscopriamone l'importanza.

di Cam Lindsay
12 gennaio 2017, 1:30pm

Provate a chiedere a un gruppo di fan dei Nirvana qualsiasi quale sia il loro miglior album e scatenerete una discussione furiosa. C'è chi pensa che il suono radio-friendly di Nevermind si meriti questo onore in virtù di tutto ciò che quell'album è riuscito a fare—tipo, be', cambiare per sempre la musica. Poi c'è chi pensa che il suo successore, In Utero, sia il disco migliore perché registrato da Steve Albini, il che gli ha conferito quel suono incessantemente ruvido che ha fatto da scenografia perfetta per le liriche angosciate di Kurt Cobain. Ci sono anche alcuni fan più originali che sostengono sia il debutto pre-Grohl, Bleach, costato due soldi e praticamente autoprodotto, ad aver segnato un epoca, e che la band non sia mai stata più la stessa dopo aver venduto l'anima alla major Geffen. Mi è anche capitato di sentire qualcuno ammettere di preferire i Nirvana senza i muri di distorsione, nella pura e fragile veste acustica dell'ingannevole ma pur sempre classico MTV Unplugged.

Quindi le opinioni sul miglior disco dei Nirvana variano, ma è raro che qualcuno citi Incesticide e a un rapido ascolto è facile capire il perché. La compilation-Frankenstein, uscita nel 1992, è un assortimento di "rare B-side, BBC sessions, prime registrazioni demo, outtake e altri inediti". Non fu concepita per stare a fianco di Nevermind e In Utero, soltanto in mezzo a loro cronologicamente. Eppure è il disco dei Nirvana che ascolto più spesso. Potrei arrivare a dire che è il mio disco preferito dei Nirvana. 

Quando Incesticide uscì verso la fine del 1992, corsi a comprarlo. Avevo già Bleach e alcuni singoli in CD, quindi ero ben consapevole del fatto che i Nirvana non avevano sempre suonato come "Smells Like Teen Spirit" o "In Bloom". Ma a causa delle sue incongruenze (una miriade di produttori, tecnici e addirittura batteristi) e la sua scarsa importanza storica (la maggior parte delle canzoni si poteva trovare su compilation, singoli ed EP), Incesticide viene spesso trattato come la pecora nera della famiglia. Non sono mai stata d'accordo con questa negligenza. 

Nell'anno precedente alla sua uscita in dicembre del 1992, Nevermind aveva venduto milioni di copie e la loro etichetta DGC era alla ricerca di una maniera per capitalizzare su questo inaspettato successo. La band aveva un po' di canzoni avanzate che sono diventate una buoan scusa per far uscire un disco per Natale, che facesse da cuscinetto tra i due album in studio. Il fatto che abbia venduto mezzo milione di copie nel primo anno testimonia la grande popolarità dei Nirvana (il numero fa ancora più impressione se lo confrontiamo con i dati di vendita di oggi), ma tanto la band e l'etichetta hanno deciso di non promuoverlo in alcun modo. A dir la verità, Incesticide fu pubblicato soltanto perché a Cobain fu concessa totale libertà creativa sul progetto. Lui approfittò di questa opportunità selezionando le tracce senza criterio preciso, realizzando un artwork super inquietante e usando le note di copertina per sfogarsi contro le varie rotture di palle che comporta essere una rockstar (di questo parleremo più avanti). 

Per molti versi, Incesticide fu l'antitesi di Nevermind: un branco di canzoni abbandonate senza la brillantezza degli album precedenti, prodotti, mixati e concepiti da professionisti. Questo è il gruppo rock più famoso del 1992 che si ribella al proprio pubblico e pubblica un album di anti-hit. Dopo Nevermind, era lecito aspettarsi che i fan accettassero delle B-side dell'epoca Bleach senza farsi qualche domanda? Alcuni considerano questo disco un tentativo di Cobain di riconquistare i vecchi fan e sbarazzarsi dei nuovi modaioli tentando di spaventarli con attacchi discordanti come "Big Long Now". Probabilmente ad alcune persone sarà bastato il titolo per decidere di non comprare questo disco. Per quanto non ci siano stati casi verificati di censura, al contrario di In Utero, con il suo titolo tabù riuscì ad attirarsi le ire di almeno un genitore wche ha spaccato il CD del suo figlioccio dopo averlo visto. (L'origine del termine "incesticide" è tutta da discutere. Mesi prima dell'uscita del disco, l'artista industrial/noise Foetus ha contribuito con una canzone intitolata "Incesticide" alla compilation Mesomorph Enduros. Ci sono buone possibilità che Cobain conoscesse questo disco, visto che comprendeva anche suoi amici come Melvins, Tad e Jesus Lizard. Ma la fonte non è mai stata rivelata.)

Come la band e l'etichetta, nemmeno la stampa riuscì a capire bene il disco. Select lo definì "La doggy bag avvelenata di Chris, Dave & Kurt". NME scrisse: "materiale irritante da parte di un embrione dei Nirvana in fissa con i Green River. Da dimenticare, a meno che non siate dei totali fanatici". E Rolling Stone nascose una critica dentro un complimento scrivendo: "I Nirvana erano una grande band prima del successo di Nevermind. Incesticide è un promemoria di questo e—forse un ruolo ancora più importante—prova dell'abilità dei Nirvana di sbagliare, ogni tanto".

Naturalmente nessuno poteva prevedere che i Nirvana sarebbero durati soltanto altri 16 mesi, quindi forse quelle altissime aspettative nel 1992 resero ancora più difficile apprezzare le canzoni per quello che erano. Col senno di poi, però, Incesticide contiene davvero alcune delle canzoni migliori della band. Il singolo post-Bleach "Sliver" è un pezzo pop semplice e diretto senza pari nel catalogo cobainiano, con il testo più coinvolgente e comprensibile di tutta la sua carriera. La sua B-side prodotta da Butch Vig "Dive", d'altra parte, è invece un pezzo martellante e casinista che unisce perfettamente il suono di tutti i loro LP. "Molly's Lips" e "Son of a Gun" saranno anche cover dei Vaselines, ma una volta ascoltate è difficile immaginarsele diverse, considerato anche il temperamento giocoso e bambinesco degli originali. E sinceramente credo che non esista una canzone scritta, registrata e suonata meglio dai Nirvana di "Aneurysm".

Forse più di ogni altro disco, Incesticide presenta le due personalità dei Nirvana in guerra. Sì, l'ordine dei pezzi è incasinato e fatto senza pensarci, come se l'obiettivo fosse di far dimenticare ai loro fan dell'ultim'ora che c'è anche un lato B. Cobain sembra voler aizzare i due lati del disco uno contro l'altro. Davanti il grunge-pop zuccheroso: "Sliver", "Been A Son", "Molly's Lips", "Son of a Gun" e "(New Wave) Polly". E dietro il noise rock dissonante: "Beeswax", "Hairspray Queen" e "Big Long Now". Poi alla fine c'è "Aneurysm", tanto per rompere i coglioni a tutti.

L'unica critica grave che ho da rivolgere a Incesticide è che i Nirvana non ci abbiano messo altra roba presa dagli archivi, invece di fermarsi a 44 minuti. C'erano altre B-side disponibili, come "Curmudgeon" e "Even In His Youth" di epoca Nevermind, per non parlare delle cover dei Wipers "Return of the Rat" e "D-7". Perché non renderlo più completo possibile? Ah già, perché a nessuno sarebbe dovuto piacere questo album.

Un LP che non ha ricevuto alcuna spinta da radio e TV, nessuna intervista o dichiarazione di sostegno da parte della band. È curioso il fatto che più che nella musica, Cobain abbia concentrato tutti i suoi sforzi sull'aspetto estetico. Prima di tutto, c'è il suo orribile dipinto in copertina che ritrae alcuni papaveri vicino a una creatura tipo bambola aggrappata a una creatura tipo alieno. Ma ancora più profondo è stato lo sforzo per scrivere le note di copertina (che potete leggere qui). Due mesi prima della data di uscita, stava ancora lavorando ossessivamente a una nota da 1000 parole che si dice abbia riscritto venti volte. Inizia come un aneddoto, parlando del suo incontro con Ana de Silva delle Raincoats, si sviluppa con una lista di aspetti per cui è riconoscente del suo successo (tipo andare in tour con le Shonen Knife, far riunire i Vaselines, "il potere di portare Bjorn Again al festival di Reading", ecc). Ma poi il tono cambia rapidamente.

Prima arriva la difesa di sua moglie Courtney Love, che in quel periodo era oggetto di critiche dopo che Vanity Fair aveva pubblicato un articolo in cui lei ammetteva di aver assunto eroina mentre era incinta. "Mia moglie sta combattendo l'ingiustizia e il motivo per cui è stata attaccata così duramente è che ha deciso di non fare quello che le ordina l'uomo bianco capitalista", scrive Cobain. "Le regole per le donne sono di essere sottomesse, stare quiete e non sfidare l'uomo. Quando lei non segue queste regole, l'uomo minacciato (che, casualmente, possiede un esercito di devote traditrici del genere femminile) si spaventa".

Poi arriva il "grande 'vaffanculo'" a chi li accusa di essersi venduti. "Non mi sento minimamente colpevole per aver sfruttato commercialmente l'ormai prosciugata Cultura Rock giovanile perché, a questo punto nella storia del rock, il Punk Rock (che è ancora sacro per qualcuno) è, per me, morto e sepolto", scrive. "Volevamo soltanto prestare un tributo a qualcosa che ci ha aiutati a sentirci come se fossimo strisciati fuori dall'immobile cumulo del conformismo. Un tributo come un imitatore di Elvis o di Jimi Hendrix nella tradizione della band da bar. Sarò il primo ad ammettere che noi siamo la versione anni Novanta dei Cheap Trick e dei Knack, ma l'ultimo a dire che per questo non siamo stati ampiamente ricompensati". 

Ma poi, Cobain manda un messaggio tagliente alla sua fan base, un messaggio spaventosamente preveggente e che tocca alcuni punti che venticinque anni dopo sono ancora più espliciti. "A questo punto ho una richiesta per i nostri fan", scrive. "Se qualcuno di voi, in qualunque modo, odia gli omosessuali, le persone di un colore diverso o le donne, per favore, fateci questo unico favore: lasciateci soli, cazzo! Non venite ai nostri concerti e non comprate i nostri dischi. Lo scorso anno una ragazza è stata violentata da due subumani che cantavano la nostra canzone 'Polly'. È difficile per me andare avanti sapendo che ci sono organismi spregevoli come questi nel nostro pubblico. Scusate se sono troppo politicamente corretto, ma è quello che penso".

Possiamo soltanto immaginare come "il biondo", come si firma alla fine di questo testo, avrebbe affrontato tutto quello che è successo nel 2016. Probabilmente avrebbe attaccato il Presidente eletto Trump e forse avrebbe anche sostenuto Hillary, ma è difficile non immaginarlo impegnato in difesa delle minoranze e utilizzare la sua influenza in ogni modo possibile per cambiare le cose. E per questo, per quanto suoni strano, credo che le note di copertina di Cobain siano l'aspetto più significativo di Incesticide

Ma anche senza di loro (soltanto alcune copie dell'album le includevano), questa compilation raffazzonata presenta una delle band più importanti di tutti i tempi in una luce quantomai reale: una banda di disadattati talentuosi ma ruvidi, che per quanto ci provassero erano troppo, troppo bravi per rimanere nascosti nell'underground che amavano così tanto. 

La ristampa in vinile di Incesticide uscirà il 13 gennaio 2017.

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