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Tutte le foto per concessione di Nicolas Gentile, tranne ove indicato.
Cultura

L'italiano che sta costruendo la Contea degli Hobbit in Abruzzo

Dopo anni di preparazione, Nicolas Gentile è pronto a realizzare il progetto della "Contea Gentile" su modello del Signore degli Anelli a Bucchianico.
Vincenzo Ligresti
Milan, IT
23.9.21

Nel 2018 Nicolas Gentile, classe 1984, compra un terreno nei pressi di Bucchianico, un paese abruzzese di 5mila anime in cui vive con la moglie Alice Mariani, i due figli e lavora nella pasticceria di famiglia. Gentile è anche un grande appassionato di fantasy e un organizzatore di eventi in costume—spesso ispirati a Il Signore degli Anelli di JRR Tolkien, e specificamente agli Hobbit della Contea, luogo immaginario della “Terra di mezzo” in cui gli abitanti bivaccano in armonia con la natura.

È proprio alla fine di uno di questi eventi in periodo pre-pandemia, mi conferma Gentile al telefono, che decide che quel terreno si sarebbe trasformato in una vera e propria Contea, la sua: la “Contea Gentile.”

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La contea. In lontanza, il prototipo di Smial più un capanno.

Negli ultimi anni, con doti comunicative notevoli, Gentile ha fatto conoscere il suo progetto tramite i suoi profili Instagram, Facebook e Twitch. Tra agosto e settembre 2021, poi, ha percorso con una vera e propria “Compagnia dell'Anello” oltre 300 chilometri per “gettare un anello nel Vesuvio,” un po' come se fosse Mordor. Un'impresa che lo ha fatto arrivare ad ancora più persone, gli è valsa articoli su diverse testate internazionali e gli ha garantito una menzione al Late Show di Stephen Colbert su CBS.

Per seguire i progressi dei lavori della Contea si può visitare il sito dedicato. Al momento della stesura del pezzo c'era esclusivamente un piccolo prototipo di smial (casa hobbit) di circa venti metri quadrati, ma il progetto finale, ai nastri di partenza, è molto più ambizioso.

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Qui di seguito trovate la nostra chiacchierata. L'intervista è stata edita per questioni di lunghezza.

VICE: Ciao Nicolas, quando e come ti è venuto in mente il progetto della Contea?
Nicolas Gentile:
A dire il vero vorrei abitare da sempre in una casa hobbit. Diciamo che tutto è diventato più concreto quando ho comprato questo pezzo di terra tra le colline abruzzesi col fiumiciattolo e i boschi intorno.

Prima di costruire una casa per me e la mia famiglia, ho deciso di fare un piccolo test. Ho costruito un piccolo prototipo di abitazione, e organizzato un evento a tema hobbit, “Il compleanno di Bilbo”. Alla fine alcuni partecipanti piangevano, altri non volevano andarsene. Così mi sono detto: perché non fare più case hobbit invece di una?.

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Una foto dell'evento “Il compleanno di Bilbo”.


Mi dicevi che però il progetto prevede molto altro.
Ci saranno vari sentieri, gli orti, le capanne con gli animali, una grande casa hobbit di circa 350-400 metri quadri ispirata a quella di Bilbo Baggins, più quattro case da circa 50. Saranno seminterrate, con porte e finestre tonde, e con strutture al 100 percento ecosostenibili ed ecocompatibili.

Le avrei potute realizzare anche in cemento armato, perché tanto una volta coperte di terra l’avrei saputo solo io, ma non è questo lo spirito del progetto. Questo però ha fatto lievitare di molto l’obiettivo del crowdfunding che ho avviato. [Per dargli visibilità, Gentile si è rivolto tramite Cameo agli attori Elijah Wood, Billy Boyd e Sean Astin—che nei film di Peter Jackson interpretano rispettivamente gli hobbit Frodo, Pipino e Sam—e ha caricato i loro video sul suo sito e sui suoi profili social]. Il crowdfunding sarà su Indiegogo, con un goal di un milione e mezzo, e durerà tra i 45 e 60 giorni.

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Sono un sacco di soldi. Per questioni legate al copyright credo però che tu non possa fare riferimento agli hobbit.  
No, infatti. Ho consultato degli avvocati. Sui social al momento mi chiamo @myhobbitlife, ma hobbit è un brand, un prodotto a fini commerciali. Quando partirà il crowdfunding cambierò nome in @conteagentile per evitare problemi.

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Il prototipo temporaneo di smial, attualmente l'unica abitazione della Contea Gentile. Immagine VICE.

Che ne pensa la tua famiglia di tutto questo?
I miei genitori inizialmente vedevano le mie passioni come un semplice hobby. Poi, col tempo, hanno capito che era qualcosa di serio.

Mia moglie Alice è il 51 percento di tutto il progetto. È lei il vero motore di tutto. Abbiamo le stesse passioni. I miei figli, che adesso hanno otto e 11 anni, sono nati con l’idea che ci saremmo trasferiti nella contea. Quindi diciamo che la passione hobbit è proprio di famiglia.

Anche se adesso nella contea non ci sono fisicamente le case hobbit, in quella casettina noi ci andiamo spesso, tutti i fine settimana. Stiamo lì a giocare ai giochi di ruolo, a fare la mangiata con gli amici. Ci sono un cucinino, la stufetta, il mobilio vintage. È un prototipo, ma aiuta a immergersi nell’atmosfera.

Dove reperisci invece gli abiti hobbit? Li indossi in tutte le situazioni?
La maggior parte sono stati confezionati da mia madre e mia zia. Il resto l’ho ordinato su siti specializzati in costumi per giochi di ruolo o rievocazioni storiche. Ma li trovi anche su Amazon.

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Nel complesso, nel mio armadio ci sono più vestiti hobbit che umani. Quando lavoro indosso questi ultimi, ma quando posso nel resto del tempo indosso quelli hobbit.

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Nicolas Gentile e Alice Mariani.

A proposito del tuo lavoro. Tu sei un pasticcere e, mi accennavi, anche un ottimo cuoco. Ci sono delle pietanze ispirate al Signore degli Anelli che prepari spesso? 
In generale non esiste nessuna ricetta ufficiale, quindi col tempo i fan, me compreso, le hanno declinate a loro piacimento. 

Di base la cucina hobbit è una cucina semplice, contadina, quindi nel mio caso mi rifaccio a quest’ultima.  Spesso, poi, cucino cibi ispirati ad altri popoli. Per esempio, preparo i dolcetti al miele dei beorniani, oppure il lembas, noto come pane elfico. 

Gli elfi, nell’immaginario comune, hanno una dieta prettamente vegana—quindi per la preparazione del pane utilizzo la margarina e mai il burro. Farina di castagne, miele, mandorle e noci tritate sono gli altri ingredienti. Il risultato è una sorta di sfoglia, che viene tagliata a quadratini e si conserva bene per diversi giorni.

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Stinco e patate serviti all'ultimo evento "Il compleanno di Bilbo" del 18 settembre 2021. Immagine di VICE.

Mi hai detto che hai letto cinque volte il Signore degli Anelli, ma che in realtà sei più appassionato di The Complete Guide to Middle-Earth, una sorta di enciclopedia complessiva dell’opera tolkieniana mai tradotta in Italia. Tra quelle contenute, qual è la filosofia che hai fatto più tua?
Ne Lo Hobbit, un viaggio inaspettato c’è una frase bellissima di Gandalf il Grigio, il mio personaggio preferito, che recita: “Non sono le grandi gesta, i grandi eroi che cambiano il mondo, ma sono le piccole azioni di gentilezza e amore.” 

Se tutti quanti nel nostro piccolo fossimo gentili, i nostri piccoli mondi cambierebbero in un attimo. Per me la Contea non è realizzare le case hobbit, ma un modo per calamitare qui tante persone che abbiano negli occhi lo stesso sguardo di magia che c’è in me. Quello che voglio è aggregare persone che abbiano spensieratezza nel cuore e insieme magari ispirare qualcosa di più grande. Facendo la contea non salvo il mondo, salvo il mio mondo.

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I veri hobbit oziano parecchio.

Ho letto che probabilmente i primi visitatori potranno soggiornare nella contea nell’estate 2022. Questo però ancora a molti non è chiaro: sarà una comunità o più una sorta di agriturismo?
Non sarà una comunità. La comunità ci sarà, ma sparsa per il mondo. Chi vorrà, potrà venire nella contea, anche dieci giorni. Ma non potrà trasferirsi, perché voglio dare l’opportunità a tutti di farne parte. Ho avuto anche proposte molto allettanti, di persone che volevano rilevare parte del terreno per molti soldi, ma avrebbero snaturato il progetto, e ho rifiutato.

Burocraticamente parlando, ne faremo una sorta di B&B, ma nei fatti sarà diverso: daremo ogni giorno la possibilità di fare due colazioni anziché una. Perché gli hobbit amano fare più colazioni, e noi vogliamo rimanere fedeli al vero spirito hobbit. Ovviamente le colazioni le prepareremo noi, con tutti prodotti locali.

Molti mi propongono anche di vendere gadget del Signore degli Anelli, ma al massimo venderemo i nostri prodotti—miele, tabacco per l’erba pipa, confetture, prodotti della terra. Molto meglio di magliettine e ciondolini.

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Secondo te quanto costerà un soggiorno? 
Mantenere una realtà del genere ha più costi di quanto immaginassi, ma non voglio mettere dei prezzi esorbitanti. La Contea non è nata per fare soldi. Dovrà sostentarsi, e cercheremo di fare un prezzo che sia il più accessibile a tutti. Soprattutto in un periodo in cui in Italia nessuno naviga nell’oro.

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Immagine di VICE.

In giro per il mondo però ci sono già molte altre contee ispirate al Signore degli Anelli. Hai preso ispirazione da queste?
Conosco ovviamente quella a Matamata, in Nuova Zelanda. È la Contea più bella in assoluto, ma anche la più finta [è la ricostruzione del set del film, visitabile attraverso dei tour]. Ci sono poi molte altre contee, per esempio nel Nord America, ma hanno il problema opposto: sono dei B&B dove tu entri ed esci a un determinato orario. 

Io, invece, voglio donare un’esperienza autentica: far scoprire cosa significa lavorare la terra, stare a contatto con gli animali, fare lunghe passeggiate nel boschi.

Del resto qui noi autoctoni viviamo da sempre come hobbit, e un futuro cliente—anche se non mi piace questo termine—potrà notarlo uscendo fuori dalla contea, osservando le altre fattorie che si trovano nelle vicinanze.

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Tra fine agosto e settembre 2021, partendo dall’Abruzzo, hai fatto un viaggio di 300 chilometri a piedi con una compagnia per gettare l’anello nel Vesuvio—presumo per creare ancora più eco intorno al progetto. Mi racconti un po’?
Indubbiamente il “viaggio nella Terra di Mezzo” è stato organizzato per dare visibilità al progetto, ma anche per realizzare qualcosa che nessuno aveva mai fatto prima. Non si era mai visto un viaggio da una vera contea a un reale vulcano. 

Per formare “la Compagnia dell’Anello,” più di 300 persone si sono iscritte a un contest che ho realizzato su Instagram. Il caso ha voluto che quelle estratte poi a sorte fossero tutte molto azzeccate, chi per fisicità, indole, capacità, conoscenze. Per esempio, il ragazzo che ha interpretato Gandalf conosce a menadito tutte le opere di Tolkien, ed è diventato il nostro cantastorie; quello che ha interpretato Pipino ha scritto per il viaggio delle canzoni meravigliose.

Abbiamo avuto anche delle difficoltà, come quando per ore ci siamo persi nei boschi del Molise senza connessione. O, ancora, quando arrivati a Pompei siamo dovuti scappare alla soprintendenza dei beni culturali a chiedere un’autorizzazione, perché le persone in costume non sono ammesse all’interno del sito archeologico. 

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La compagnia del "viaggio nella Terra di Mezzo." Sullo sfondo il Castello di Roccascalegna, in provincia di Chieti.

E poi vi hanno fatto entrare?
Sì, avevamo già avuto una buona copertura mediatica e sapevano che saremmo arrivati. Sono stati davvero molto gentili, come le persone che durante il viaggio ci hanno offerto da mangiare e ospitato in casa. Arrivati quasi in cima al Vesuvio, poi, c’è stato anche il momento più buffo: un po’ di ragazzi vestiti da orchi, che sapevano saremmo passati da lì, ci hanno attaccati con delle spade—ovviamente di gomma.

Una volta però arrivati in cima, non me la sono sentita di gettare un corpo estraneo, anche se piccolo e di metallo, nella caldera di un parco naturale—e ho buttato simbolicamente un pezzo di pietra. L’anello l’ho regalato a un ragazzino che si trovava lì, fan del Signore degli Anelli.

È chiaro che sei uno che si sa muovere. Non hai paura che, anche con tutta questa esposizione mediatica, il tuo progetto si trasformi in una sorta di villaggio turistico? Che qualcuno pensi che in realtà è solo un progetto imprenditoriale?
Ah, ma già sta accadendo. Molti pensano che dietro ci siano aziende, manager… In realtà facciamo tutto io e mia moglie, col supporto del resto della mia famiglia. 

Adesso ho tantissimo seguito sui social—ma non è il mio scopo, non voglio diventare un influencer o uno streamer. Quello è soltanto il mezzo.  

So che in questo momento ho i miei “15 minuti di celebrità” e che prima o poi finirà. Persino gli anziani del mio paese, che non sanno nulla del Signore degli Anelli , adesso mi fermano per chiedermi: “Allora, lo hai gettato questo anello nel Vesuvio?”

Ma alla fine, dopo che l'attenzione sarà calata, che cosa rimarrà? Soltanto la Contea. 

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