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FARMA-SHOPPING AL CAIRO

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di it
23.5.11

Qualche settimana fa la mia ragazza Simone ed io siamo entrati in un negozio di francobolli antichi che odorava di colla e naftalina, in un vicolo cieco vicino a Talaat Harb Street, al Cairo. Per qualche ragione, la misteriosa e strana professione del commercio di francobolli rari non si verifica mai in condizioni igieniche umane o in un ambiente organizzato a dovere, quindi potete immaginare il caldo e la quantità di polveroso squallore che si trovava all'interno di quell'emporio, dove casualmente abbiamo trovato un passaporto liberiano nel bel mezzo di buste di carta grezza.

Il venditore, Omar, che a mala pena aveva posto nella stanza per la cassa, non sapeva neanche che il documento si trovasse nel suo negozio. "Ne hai qualcuno in più?" abbiamo domandato dopo aver comprato il passaporto. Ci ha risposto che era probabile, e quindi si è diretto immediatamente al telefono. Un'ora dopo, avevamo tra le mani altri due passaporti: Ihab Ahmed dalla Giordania, e Fatima Sheehad degli Emirati Arabi Uniti.

La facilità con la quale abbiamo ottenuto il nostro passaporto di contrabbando ci ha portato a chiederci quali altre robe illegali potevamo facilmente ottenere nell'Egitto post-rivoluzione, e così abbiamo deciso di tentare nel campo farmaceutico.

Abbiamo capito come fare in meno di un giorno, e devo dire che eravamo anche piuttosto bravi. Alla fine del pomeriggio questo è quello che avevo nel mio zaino:

Una scatola di Motival da 30 milligrammi, che sembra possa far entrare molti soldi se venduta in un locale gay; tre fiale da due milligrammi l'una di bromazepam; una confezione di sedativi Hypnor; cinque fiale di un tranquillante, lo Zolam; una scatola da .5 milligrammi di Restolam; una scatola da un milligrammo di Restolam; tre fiale di Valpam; due scatole di Solpadeine solubile e una scatola di Solpadeine in gel e 20 pastiglie di Tramandol–giusto per citarne alcuni.

Mentre la maggior parte di questi farmaci non arriverà mai in America, anche a causa del loro basso numero di produzione e per l'alto rischio di dipendenza che possono provocare, ma anche per il monopolio delle industrie farmaceutiche in Occidente, l'Egitto ne ha a strafottere.

Ho speso all'incirca 100 sterline egiziane, l'equivalente di 12 euro, per la pletora di farmaci nel mio zaino. Negli Stati Uniti tutta quessta merda mi sarebbe costata 700 euro, se non di più.

Siamo stati chiamati "spie americane" tante di quelle volte per le strade del Cairo, che ho perso il conto. Siamo stati tentati da un negozio di olio d'ibisco e un venditore di papiri attraverso un complesso sistema di vendita con strane pretese. Una volta, dopo aver declinato una tazza di tè offerta dal proprietario di un negozio, ci siamo beccati la carta della colpevolezza e le foto del suo nonno malato. "Il padre di mio padre di mio padre iniziò questo lavoro da solo. Ho tre bambini da mantenere." Ci congiurò contro anche una foto di alcuni tizi arabi abbracciati a Mohammad Ali. "Mio padre con il mio americano preferito." Ha detto timidamente. Abbiamo visto quella famosa foto per tutta la città. Questo tizio arabo, doveva avere molti figli apparentemente.

Abbiamo praticamente usato la stessa storia ad ogni farmacia, per tutto il giorno. Simone fingeva di zoppicare, e io la sostenevo mentre camminava. La bruciatura sulla sua gamba, che si era fatta contro la marmitta calda della moto, era diventata la cicatrice di un serio e doloroso intervento chirurgico al ginocchio, per cui le servivano antidolorifici molto potenti, qualcosa che avesse dentro diverse varietà di oppiacei. Siamo solo due poveri stranieri bisognosi lontani dalle cure del loro paese, questa era la nostra scusa.

Avevamo deciso di tentare l'ultimo colpo prima di tornare a casa. C'era un'altra farmacia attraversato il quartiere. A dire il vero, ci sono svariate farmacie per ogni quartiere a il Cairo, semplicemente troppe. Così Simone ha iniziato a tremare, chinandosi leggermente su se stessa. "Sono appena scesa da un volo da Vienna e non riesco a dormire, può aiutarmi? A casa mi hanno prescritto qualcosa chiamato Zopiclone. Ce l'avete? Posso chiamare il mio dottore se vuole. Soffro di insonnia—ho problemi a dormire." Ha scosso leggermente il corpo e ha fatto il segno di un cuscino con le mani. Siamo usciti dalla farmacia con una scatola piena di ipnotici generici.

La sensazione che si prova camminando per le strade sporche di una città in transizione è difficile da spiegare. Con la falsificazione e l'illegalità che ormai costituiscono più la regola che l'eccezione, la farma-truffa, per quanto contorta possa sembrare, potrebbe essere il nostro modo di integrarci e cavarcela. So che può suonare strano, ma penso ci abbia avvicinato alla gente del posto—che ci abbia inserito nel complesso meccanismo che regola le cose in questo luogo. Due rotelle, drogate all'inverosimile, che ruotano a caso negli ingranaggi di un orologio appena rottto.

MITCH SWENSON