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La metà dei giovani italiani sopravvive grazie alla paghetta dei genitori

I giovani italiani tra i 18 e i 34 anni che vivono per contro proprio sono oltre quattro milioni, ma la metà di queste ha bisogno di farsi aiutare più o meno regolarmente dai genitori per riuscire a sopravvivere.

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Questo post fa parte di Macro, la nostra serie su economia, lavoro e finanza personale in collaborazione con Hello bank!

Gli italiani tra i 18 e i 34 anni che vivono per conto proprio sono 4,4 milioni. Di questi, 758mila—il 6,7 percento del totale, in aumento rispetto al 5,5 percento di dieci anni fa—vivono da soli, mentre i restanti sono sposati oppure convivono. Anche se quattro milioni di persone non sono poche, si tratta comunque di una minoranza tra i giovani italiani—il 61 percento dei quali, quasi sette milioni di persone, continua a vivere con i propri genitori, una quota che nell'ultimo decennio è crescita di oltre un punto percentuale.

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Secondo i calcoli del Censis, che di recente ha pubblicato il suo "Rapporto di sostenibilità del welfare italiano," si è dinanzi "a una generazione di giovani in cui tanti non riescono solo con le proprie risorse a garantirsi l'autonomia economica e pertanto hanno bisogno del supporto monetario in primis dei genitori." Un fenomeno che è il frutto del progressivo smottamento socio-economico delle fasce più giovani della popolazione italiana.

Il reddito familiare dei millennial italiani che vivono per conto proprio in media è pari a 22.900 euro l'anno—una cifra inferiore di oltre 7mila euro alla media nazionale. La metà dei nuclei familiari di questa fascia d'età, inoltre, hanno un reddito inferiore ai 18.600 euro annui. Si tratta di dati spinti al ribasso dall'altissima disoccupazione giovanile, dall'incidenza crescente dei Neet e dall'assenza di specifici ammortizzatori sociali in grado di sostenere il reddito di chi è senza occupazione.

Così, quasi un quarto dei 4,4 milioni di millennial che vivono per conto proprio—948mila persone, il 21,5 percento del totale—dichiara di non riuscire a coprire le spese mensili solo con il proprio reddito—spese che in quasi 4 casi su 10 comprendono anche l'affitto, visto che i millennial vivono più spesso in affitto rispetto alla popolazione più anziana. Mentre il 30 percento dei nuclei familiari compresi in questa fascia d'età si trova a contrarre debiti per un valore medio pari al 190 percento del loro reddito.

Secondo il Censis, sono 2,7 milioni—il 61 percento del totale—le famiglie di giovani "perseguitati dall'incubo delle bollette di luce, gas, telefono fisso e mobile," e 623mila quelle per cui l'intero equilibrio finanziario familiare è intaccato dalla necessità di affrontare le periodiche spese condominiali. In una situazione del genere, spesso l'unico appiglio sono i genitori.

Il 52 percento dei giovani che vivono da soli, infatti, riceve regolarmente o secondo necessità aiuti economici dalla propria famiglia. Contando solo i 948mila giovani che dichiarano di ricevere questi aiuti regolarmente, la quantità di denaro erogata ogni anno dalle famiglie italiane ai propri figli che vivono per conto proprio è par a 4,8 miliardi di euro, circa 400 milioni di euro al mese. Ipotizzando che i giovani che ricevono questi aiuti saltuariamente ricevano un terzo di questa cifra, il totale erogato dalle famiglie ai figli passerebbe a circa 7 miliardi di euro all'anno. Un sostegno economico fondamentale ma che, per forza di cose, è destinato a generare frustrazioni e a limitare le possibilità a disposizione di una generazione di italiani.

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