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Il mostro di San Diego

I Dieci Comandamenti della Rete prescrivono che chiunque riceva l'immagine di un "mostro" sia obbligato a diffonderla e avviare indagini in merito. Cosa che stiamo giusto facendo.
1.2.12

I Dieci Comandamenti della Rete prescrivono che chiunque riceva l'immagine di un “mostro” sia obbligato a diffonderla e ad avviare indagini in merito. La foto qui sopra è stata scattata la settimana scorsa a San Diego, nel quartiere di Pacific Beach.

Il tizio che ci ha inviato questa foto ha scritto nell'oggetto "Creatura mostruosa somigliante a un Chupacabra/Montauk". Molte delle persone a cui l’ho mostrata pensano sia una stronzata, e io stesso ne sono convinto. Nonostante questo, abbiamo deciso di contattare l'autore della foto, uno snowboarder diciannovenne di Lake Tahoe che risponde al nome di Josh Menard. Al telefono, Josh mi è sembrato sincero e ingenuo abbastanza da convincermi che lui credeva senza ombra di dubbio si trattasse di un esemplare della razza dei Chupacabra. Mi ha anche detto che "la cosa" era lunga circa 60 centimetri, “aveva la forma di un maiale—rigonfia in corrispondenza dello stomaco e dalla bocca gli uscivano canini enormi.”

Riporto qui le sue parole: “Non sapevo se fosse una creatura autoctona. Vengo dal Massachusetts e non ho mai visto roba simile. Idem i miei amici. Ma eravamo tutti presi dalla scoperta. Ho pensato che fosse piuttosto divertente e misterioso, in qualche modo.” Confrontando le foto di Josh (le uniche due che ha scattato, dice) con fotomontaggi e foto di supposti Chupacabra, sembra che questo "animale" risponda a tre delle caratteristiche chiave della mitologica bestia: 1) Le zampe posteriori sono più lunghe di quelle anteriori; 2) Sembra per la maggior parte glabro; 3) Ha un aspetto inquietante. Al tempo stesso, però, gli occhi non sembrano naturali, e quel ciuffo idiota di capelli alla moicana è troppo ben curato per essere vero. E poi, francamente, sembra un cadavere di cane scaraventato giù da una nave.

Il fatto che il cadavere puzzasse di carne in putrefazione e che le mosche gli riempissero la bocca era una prova sufficiente per Josh, il quale è convinto che qualunque fosse la razza di quell'essere, la sua natura era biologica. Osservando da vicino la seconda foto noterete un paio di mosche sullo stomaco della creatura (all’inizio pensavo fossero mammelle).  Dunque, a meno che qualche buontempone si sia dato da fare a sbriciolare di biscotti questa scultura fatta ad arte, immagino che si possa prendere per vero l’assunto che lì da qualche parte ci sia della carne. (Anche se la mia personalissima teoria prevede che a realizzare questi mostri non sia altro che un gruppo di artisti che si diverte ad abbandonare le sue creazioni sulle spiagge americane—e su quelle di altri Paesi che probabilmente se ne fregano di Chupacabra e simili).

Se vi interessano gli animali mitologici dall'aspetto di piccoli mammiferi a strambi livelli di decomposizione, forse domani pubblicherò per intero la mia chiacchierata con Josh. Magari trascriverò anche l’intervista che ho in programma nelle prossime ore con il famoso criptozoologo Loren Coleman—l’uomo che ha dato il nome, e poi confutato, il Mostro di Montauk. Fino a quel momento, buona caccia ai mostri.

PS: Sentitevi liberi di suggerire un nome diverso da quello che abbiamo proposto. Se ci piace lo useremo, e voi sarete per sempre ricordati come l’uomo o la donna che si è interessato di una bestia marina al punto di arrivare a darle un nome. Per ora, su suggerimento della redazione, abbiamo Bebop (da Tartarughe Ninja alla riscossa), il Porco Impazzito di San Diego, Johnny Rotten, e il semplice Diego. Ma possiamo fare meglio di così.