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Perché ci sono così tanti imbecilli tra i social media manager?

Per indagare sulla questione ho raccolto otto post tratti dagli account Facebook e Twitter di varie aziende presenti in tutto il mondo. Trovarne di ancora più stupidi non dovrebbe essere facile, ma se volete provarci siete i benvenuti.

di Mark Copyranter Duffy
05 novembre 2013, 1:50pm

Quella del “social media manager” è una posizione piuttosto importante all'interno di una società. Attraverso siti come Facebook e Twitter, i marchi hanno la grande opportunità di attirare l’attenzione e influenzare gli acquisti attraverso gli earned (leggasi: free) media, in opposizione ai "paid media" (TV, annunci sulla stampa e via dicendo). Il termine privilegiato per questi sistemi è “eWoM”—electronic Word of Mouth (“passa parola elettronico”).

Tom McElligott, fondatore e socio della storica agenzia pubblicitaria di Minneapolis Fallon McElligott Rice, ha detto, e lo cito perché è qualcosa che avveniva nell’era pre-internet degli anni Ottanta: Preferirei di gran lunga sopravvalutare che sottovalutare l'intelligenza del consumatore. Questa frase mi aveva colpito ai tempi della scuola, e mi è rimasta in testa per un po'. Per farvi un'idea di alcuni dei suoi lavori creativi, compresa la campagna pubblicitaria di Rolling Stone “Perception/Reality”, cliccate qui.

McElligott era un pubblicitario molto intelligente. Oggi, al contrario, molti dei social media manager di grandi e importanti aziende non sembrano molto ingegnosi. Dire che sottovalutano regolarmente l'intelligenza dei consumatori è un eufemismo. E so che spesso non dipende da queste figure, dato che a loro volta hanno dei clienti o dei capi da accontentare.

Ma per farvi capire di cosa sto parlando ho raccolto otto post tratti dagli account di varie aziende presenti in tutto il mondo. La maggior parte di questi risalgono al mese scorso. Trovarne di ancora più stupidi non dovrebbe essere facile. 

Tutte queste immagini arrivano dalla pagina Facebook 

Condescending Corporate Brand, una delle poche ragioni per cui vale la pena fare “engagement” su Facebook. 

KLM è la più antica compagnia aerea del mondo ancora in funzione con la sua denominazione originale. Ha quasi 32.000 dipendenti. Uno di questi, dal profilo Facebook KLM Middle East, pubblica quotidianamente aggiornamenti "impegnativi" sul modello di quello qui riportato. Sembra una domanda di un quiz di geografia di prima elementare. Eclatanti messaggi "strappa-like" come questo sono, purtroppo, la norma anche tra marchi con una storia alle spalle.

Non c'è dubbio che Microsoft voglia in tutti i modi conquistarti un posticino per Internet Explorer nel futuro dei browser. Ma in confronto al porno BDSM è senza speranza, raggiungendo un livello storico di involontaria presa in giro del marchio. 

Nuovo sapone Dove, finalmente disponibile nella fragranza "Disperazione".

#Stiamoscherzando?

Ora, capisco che l'idea della distruzione di una zucca potrebbe attirare un determinato segmento dei fan di sesso maschile della Dove. Ma cosa c'entra il bagnoschiuma? Non so se alla fine abbia raggiunto i 5.000 like, ho preferito non ricontrollare. 

Ossignore del ciel caramellato.

Anche il gatto sa quanto sia patetitico questo tentativo. E infatti sta cercando di coprire gli occhi del cane per non fargli leggere i risultati. Il vincitore? Entrambi. 

Il fatto che 169 persone abbiano retwittato questo messaggio dimostra che la sofisticata strategia di engagement della Wheat Thins ha una certa presa sui suoi fan. In secondo luogo, dimostra che probabilmente non c'è motivo di preoccuparsi di salvare il pianeta per i figli dei nostri figli.


Cos'altro succede sui social network:

Su Facebook ci sono più di 30 milioni di morti

Instagram ha creato dei piccoli mostri
 

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