Play by Play: Italia-Costa Rica 0-1

Guardando la partita mi sono trovato spesso nella situazione di dover difendere Thiago Motta ed ero l'unico non contento quando è stato sostituito a fine primo tempo, per cui ho scelto di raccontare la sua partita.

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giu 21 2014, 9:10am

I giudizi sui singoli giocatori sono spesso ingiusti. Lo spettatore medio, ma anche il giornalista o il blogger sono magari in grado di cogliere le grandi prestazioni e i grandi errori individuali, o l'umore generale di una gara, ma i giocatori in campo sono 22 ed è pressoché impossibile prestare la stessa attenzione a tutti. Questo è uno dei motivi perché ho deciso di seguire il Mondiale dell'Italia concentrandomi su un giocatore in particolare. Per conoscere e farvi conoscere meglio un giocatore alla volta.

Per la partita con l'Inghilterra avevo scelto l'esordio in un Mondiale di Marco Verratti, ieri in panchina. Sono a Milano per il fine settimana e ho visto la partita in un salotto in cui conoscevo una sola persona, un invito generoso rimediato all'ultimo. Ho anche versato la birra sul parquet a un certo punto. Era un salotto in cui tutti avevano ai piedi sneakers notevoli e quando ho chiesto al mio amico dove avesse preso le sue—delle Nike bicolore tipo gli scarpini Puma, ma bordeaux e blu scure—mi ha dato uno schiaffetto dicendo “Queste a Roma non le hanno ancora inventate”.

Comunque in quel salotto ci si rammaricava molto per Verratti. “Verratti è il futuro del calcio,” ha detto qualcuno. Al suo posto Thiago Motta, non particolarmente amato. Anzi, era tra i bersagli del salotto (camicie jeans, jeans neri, molti pantaloncini e tatuaggi sulle cosce) insieme ad Abate, Chiellini e Buffon (occhiatacce per chi parlava male di De Rossi). Mi sono trovato spesso nella situazione di dover difendere Thiago Motta ed ero l'unico non contento quando è stato sostituito a fine primo tempo, per cui ho scelto di raccontare la sua partita.

Va detto che scrivo riguardando la partita. Credo molto nel riguardare le partite di calcio. Credo che una sola volta non basti. È normale leggere libri due volte, guardare film e persino le serie tv con sei o sette stagioni si possono vedere più volte senza annoiarsi. Ho studiato arte e si passano ore a fissare lo stesso quadro cercando dettagli nuovi, ho fatto qualche esame di cinema e un professore diceva che i film vanno guardati mettendo pausa e prendendo appunti. Certo nel calcio l'imprevisto è fondamentale ma riguardare una partita può essere comunque un'esperienza edificante.


Thiago Motta prova a cantare l'inno. Io non ho nulla contro Buffon che lo canta a squarciagola ad occhi chiusi, ma o si fanno delle prove e imparano tutti le parole o Balotelli e Motta (faccio due esempi) possono anche evitare di muovere le labbra a caso.

In settimana De Rossi aveva elogiato Thiago Motta: "Magari è meno esplosivo e dinamico di me, ma per giocare in mezzo ai centrali ha più tecnica ed eleganza: come mediano difensivo è tra i più forti a livello mondiale." E Thiago Motta in conferenza stampa, oltre a dover ripetere cento volte che si sente italiano, aveva accennato al fatto che la Costa Rica sarebbe stata un'avversaria dura: "Io penso che oggi nel calcio non esiste più una squadra che può dire di essere imbattibile o una squadra che dici andiamo a fare una passeggiata [...]. Lo abbiamo visto già in Champions League e in campionato: oggi una squadra deve andare sempre al cento per cento, contro chiunque, sennò va in difficoltà. E poi con questo clima secondo me ci sono squadre che sono un po' più abituate delle altre che hanno un piccolo vantaggio."

IL PRIMO QUARTO D'ORA

L'Italia sapeva che il Costa Rica avrebbe giocato con la difesa alta e con una pressione sui nostri centrali di centrocampo (appunto Motta e Pirlo), i primi 40'' di partita sono un nostro giro palla con De Rossi che scende tra i centrali difensivi, una sponda di Candreva tra le linee e Pirlo che prova l'imbucata per Marchisio alle spalle della difesa costaricana. Fuorigioco, ma la strategia sembrava quella giusta.

In questo contesto la prima cosa che noto di Motta è la pressione sul suo avversario diretto Celso Borges, a cui forse dà un pugno sula schiena dopo 50''. L'inquadratura è troppo lontana e anche se ho riguardato la sequenza dieci volte mi sembra di vedere un movimento della spalla destra, ma non ne sono sicuro. (Celso Borges è uno dei migliori del Costa Rica ed è figlio di un oriundo, Alexandre Borges Guimaraes, nato in Brasile e trasferitosi in Costa Rica a dodici anni, diventato poi una delle stelle della Nazionale di Italia '90. Da allenatore ha portato il Costa Rica al Mondiale del 2002 e a quello del 2006, prima di andare ad allenare in Arabia Saudita e in Cina).

Nell'azione successiva Motta tocca il suo primo pallone: una sponda su passaggio di Pirlo per Chiellini largo a sinistra. La Costa Rica pressa alta e Buffon è costretto a lanciare per Balotelli, Motta va sulla seconda palla, la intercetta ma non la recupera.

In fase difensiva il suo compito è mettere pressione sulla coppia di centrali di centrocampo del Costa Rica, 2vs2 con Pirlo. Ma Pirlo non eccelle in questo tipo di compiti e i due si trovano spesso in inferiorità con Bryan Ruiz e Bolanos che si abbassano.


Bryan Ruiz è quello al centro della linea della Costa Rica. Motta lo sta per contrastare impedendogli di girarsi, ma la palla resta a loro.

Marchisio e Candreva, ai lati di Pirlo e Motta in fase difensiva, non riescono a dargli sostegno ma nei primi cinque minuti intercettano una palla per uno sulle fasce provando a ripartire, ma loro due da soli, anzi o l'uno o l'altro, più il solo Balotelli, sono davvero pochi per costruire una transizione offensiva efficace.

Ovviamente anche loro ci aggrediscono i centrali di centrocampo e dopo cinque minuti e mezzo Borges ruba una palla proprio a Motta forse un po' passivo in ricezione; la Costa Rica riparte subito con cinque uomini e guadagna un angolo (quello su cui Buffon va a farfalle e Borges colpisce di testa mandando alto).

Nel primo quarto d'ora Motta ha fatto nove passaggi (di cui sei all'indietro e tre praticamente in orizzontale) e intercettato due palloni. Entrambe le squadre faticano ad entrare nella trequarti avversaria: l'Italia solo quattro passaggi riusciti, Costa Rica due; ma l'impressione è che l'Italia stia perdendo la battaglia a centrocampo, con un baricentro molto basso e un possesso palla inferiore al Costa Rica.

Insomma: un pessimo quarto d'ora (che si conclude con il retropassaggio di Marchisio in calcio d'angolo).

LA MEZZORA SUCCESSIVA

Poi le cose cominciano ad andare meglio. Motta gioca sempre con l'uomo addosso ma contribuisce al possesso palla che comincia ad aver più ritmo intorno al sedicesimo. Certo riguardandola la differenza atletica è troppo importante e la Costa Rica si può permettere un'aggressività diversa dalla nostra, continuando ad occupare la nostra metà campo, ma ci sono meno spazi e lentamente riusciamo ad alzare il baricentro e a tenere la palla tra i piedi più a lungo.

Si giocava all'una a Recife. Lo dico solo perché io all'una non giocavo neanche fuori scuola dopo aprile, quando avevo sedici anni. D'accordo le ragioni televisive ma forse questo ci dice anche qualcosa sui valori che esprime il calcio. La settimana scorsa ho visto le prime NBA final ed ero stravolto dal numero di pubblicità e time out che hanno trasformato due tempi da 24 minuti in tre ore e un quarto di spettacolo. Per fortuna non ero solo e mi hanno spiegato: “Gli sport americani privilegiano l'intensità e l'esplosività rispetto all'endurance.” Il calcio invece era uno sport in cui se un giocatore si faceva male si giocava in dieci e guardando gara 5 tra Heat e Spurs, in cui è stato fondamentale il modo differente di gestire i cambi in panchina, mi è sembrato un sistema arcaico quello delle tre sostituzioni.

Al ventesimo Junior Diaz finge che Thiago Motta gli abbia dato una gomitata proteggendo una palla che stava uscendo. In realtà gli aveva solo messo un braccio in bocca per impedirgli di passare.

Come Verratti la scorsa partita Motta offre l'appoggio semplice e corto a De Rossi (il giocatore a cui ha dato e da cui ha ricevuto più palloni) quando l'Italia vuole controllare il pallone mandando a vuoto il primo pressing costaricano, poi però si fa vedere anche tra le linee (dalla sua parte Candreva resta esterno). Gonzalez, uno dei tre difensori centrali, lo anticipa secco, ma poco dopo è lui a rubare un pallone a Tejeda.

Al ventiduesimo dopo un possesso prolungato Motta riceve palla fronte alla porta avversaria, nella nostra metà campo, e serve Balotelli sull'esterno destro: Candreva è venuto incontro e ha fatto la sponda, lo ha seguito da Umana per cui Balotelli resta 1vs1 con Gonzalez che prova a dribblare in area ma non ci riesce.

L'Italia inizia a trovare più facilmente l'uomo tra le linee o direttamente Balotelli e proprio su una sua sponda Motta arriva al tiro dal limite dell'area, al ventiseiesimo. Voleva colpirla di collo esterno ma schiaccia il tiro a un paio di metri al lato (qui ho fatto cadere la birra sul parquet).

Al trentesimo Pirlo mette Balotelli davanti al portiere con un passaggio tanto miracoloso quanto è scandaloso il doppio errore di Balotelli nel controllo e nel pallonetto. Due minuti e mezzo dopo Pirlo dà una palla a Motta tra le linee, una palla strana, alta, e Motta di testa riesce a raggiungere Balotelli ancora una volta alle spalle della difesa, ma stavolta calcia direttamente su Navas.


In questo caso addirittura due difensori del Costa Rica escono dalla linea per andare su Motta e ne resta solo uno per correre dietro a Balotelli (in fuorigioco).

Al trentatreesimo Pirlo trova ancora Darmian in profondità ma stavolta in fuorigioco (avrete già sentito/letto che a fine partita all'Italia ne sono stati fischiati 11). Due minuti dopo c'è una bellissima combinazione tra De Rossi, Motta e Pirlo che fa un velo per Candreva. Il laziale ci mette troppo a prepararsi al tiro e se lo fa respingere.

Dopo cinque minuti in cui sembrava che con un gioco tutto di prima fossimo riusciti a evitare la pressione della Costa Rica—e forse meritavamo di andare in vantaggio—l'Italia sembra esausta. De Rossi sbaglia un passaggio facile per Pirlo, Balotelli non riesce a proteggere il pallone con l'uomo addosso e Abate dà un brutto pallone a Motta che non riesce a controllarlo.

A questo punto Bergomi nota i pantaloncini arrotolati di Motta e Caressa commenta: “Non è un buon segno.”

Il turning point della partita però arriva al quarantaduesimo ed è il brutto retropassaggio di Darmian per Chiellini, che non riesce a stoppare lanciando Campbell 1vs1 contro Barzagli. Poi Chiellini mette una pezza con un intervento goffo da rigore che l'arbitro non fischia. Negli ultimi minuti del primo tempo i giocatori italiani non sembrano pensare ad altro che ad andare negli spogliatoi. Sul cross di Junior Diaz che porta al gol di Bryan Ruiz ci sono Motta e Candreva centrali. Candreva è lento ad accorciare su J. Diaz ma in realtà stava coprendo la posizione di Motta che aveva fatto una fatica incredibile a passare dalla metà campo d'attacco a quella di difesa.

A fine primo tempo Prandelli lo sostituisce per mettere un uomo fisso tra le linee, ma la mossa non dà gli effetti sperati (anche se Cassano le sue palle giocabili le ha avute). Senza l'appoggio di Motta (che magari aveva completamente finito la benzina) De Rossi e Pirlo hanno faticato a uscire dal pressing e l'Italia ha perso il controllo del pallone.

Oggi sulla Gazzetta ho letto l'editoriale di Andrea Monti: “Ieri, il celebrato Tikitalia è diventato una ragnatela appiccicosa, una trappola mortale per lo stesso ragno impersonato dal trio Pirlo-De Rossi-Motta e dalla sua impotenza creativa là in mezzo”; e il pezzo di Luigi Garlando: “Irriconoscibile sopratutto il nostro palleggio [...] senza il dinamismo di Verratti che accorcia sul portatore per offrire l'appoggio breve, i lati del triangolo di allungano e i palloni diventano più facilmente intercettabili, anche perché la Costa Rica non arretra come Hodgson.” Entrambi in parte condivisibili (a parte che la Costa Rica ha intercettato solo quattro palloni nel primo tempo, erano l'aggressività e i tackle a fare la differenza).

Poi però ho letto la pagella. Voto 4. Non è l'unico a prendere 4 ma è comunque il voto più basso. Tra rime tipo “Thiago non è a suo agio” la giustificazione del voto è: “Inadatto al calcio in fornace, sbaglia palloni pericolosissimi.”

Ecco, riguardando la partita e controllando i dati, posso dire che questo semplicemente non è vero. È stato anticipato e ha subito come tutti l'atletismo della Costa Rica, ma Thiago Motta, ieri, non ha sbagliato un solo passaggio (e anzi ha creato due occasioni per Balotelli, anche se quella di testa un po' casuale):


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