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L'unico occidentale che lavora per il regime nordcoreano

Alejandro Cao de Benos è delegato speciale, nonché fan numero uno, della Corea del Nord.
30.7.13

Alejandro Cao de Benos con una spilla di Kim II-sung. (Tutte le foto per gentile concessione di Alejandro Cao de Benos)

Questo weekend cadeva il sessantesimo anniversario dell’armistizio della Guerra di Corea. Forse qualcuno avrà passato il sabato tra brindisi in memoria della vittoria contro gli Stati Uniti, ma sicuramente quella gioia non era paragonabile a quella del più grande fan occidentale della Repubblica Democratica Popolare di Corea.

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Alejandro Cao de Benos—trentottenne aristocratico catalano—è il presidente della Asociación Coreana de Amistad o Korean Friendship Association (KFA), che lavora con il Committee for Cultural Relations with Foreign Countries della Corea del Nord. È ambasciatore non ufficiale della Corea del Nord nel resto del mondo, e anche l’unico occidentale ad aver ricevuto l’onorificenza di delegato speciale in Corea del Nord.

La sua organizzazione rappresenta quasi 13.000 persone in tutto il mondo che vogliono dichiarare la loro vicinanza alla Corea del Nord, per reale solidarietà o perché quando erano fatti hanno pensato che fosse divertente iscriversi al sito. In quanto capo del fan club internazionale della Corea del Nord, Alejandro ha festeggiato il gran giorno andando a Pyongyang, dove ha incontrato Kim Jong-un e una pletora di ministri ai Grandi Giochi di Massa Arirang, e ha poi partecipato a un’enorme parata militare in piazza Kim II-sung.

Ho contattato Alejandro prima che partisse per i festeggiamenti.

VICE: Ciao Alejandro. Come sei diventato presidente della Korean Friendship Association?
Alejandro Cao de Benos:  Avevo 16 anni quando ho guidato la mia prima delegazione nordcoreana a Madrid. Ho fondato la KFA con il supporto del Ministro della Giustizia spagnolo, e poi l'associazione si è ampliata anche all’estero con conferenze, scambi culturali e numerose visite in Corea del Nord. Dato che la Corea del Nord è sempre stata la mia passione, ho ottenuto la posizione di delegato speciale nel 2002 dal Ministro degli Esteri.

È stato difficile ottenere questa posizione, in quanto non coreano?
Sì. È stata la prima e unica volta nella storia in cui di una tale responsabilità è stato insignito uno straniero. Ci sono voluti circa dieci anni per conquistare la loro fiducia. È un grande onore, dato che il mio interesse principale era vivere e lavorare in Corea del Nord. Il mio nome coreano è Cho Son II, che significa “La Corea è unica”. Ho sempre creduto nella rivoluzione coreana e nel generale Kim Jong-il, che ho incontrato qualche volta prima della sua morte e da cui ho persino ricevuto dei regali.

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Sei anche il gestore del sito ufficiale della Repubbica Democratica Popolare di Corea, vero?
Sì. Ho proposto io il primo sito ufficiale, nel 2000, al nostro ministro, perché non esisteva niente di simile, ed è stato d’accordo. Mi hanno dato la responsabilità non solo delle pubbliche relazioni nordcoreane, ma anche di fare da ambasciatore per tutti i paesi in cui non c'è un delegato nordcoreano. Così, tra i miei compiti c'è anche quello di rilasciare moltissime interviste, dato che ovviamente la maggior parte dei nordcoreani che vive all’estero non vuole parlare con i giornalisti stranieri. Quando succede qualcosa e vogliono sentire il punto di vista ufficiale della Corea del Nord, chiamano me.

Di cosa ti occupi, di solito?
Permessi di atterraggio dall’Australia e dalla Russia, per esempio. Non sono io che prendo le decisioni. Il mio lavoro è di passare le richieste al Ministero o al dipartimento competente in Corea del Nord, a meno che non siano rivolte al sito del governo, che gestisco, o alla KFA.

Com’è Kim Jong-un, di persona?
È un miscuglio tra suo padre e suo nonno. Come Kim II-sun è amichevole e ama parlare con il popolo e ricevere delegazioni straniere. Allo stesso tempo, possiede la tempra di Kim Jong-il, data la sua grande esperienza militare. E anche durante la recente crisi, a maggio, con la Corea del Sud e gli Stati Uniti, è rimasto fermo nel difendere l’indipendenza del Paese e del suo sistema politico.

Se hai un passaporto nordcoreano, perché non vivi a Pyongyang?
Se vivessi a Pyongyang non potrei essere qui oggi a rilasciare quest’intervista né soddisfare le richieste estere. YouTube, Facebook, Twitter—non c'è accesso a internet, in Corea del Nord. Il mio lavoro sarebbe molto limitato e inutile, all’interno del Paese.

Quali sono i pregiudizi sulla Corea del Nord preferiti dai media occidentali?
Ce ne sono così tanti che non saprei da dove cominciare. Ma il principale è che i nordcoreani siano obbligati a seguire l'ideologia comunista “Juche”—non è assolutamente vero. L’ideologia dell’unità di pensiero deriva direttamente dalle radici culturali coreane. Ecco perché il sistema politico continua a rimanere lo stesso, anche sotto le forti pressioni dei blocchi statunitensi. Nonostante la Corea del Nord abbia trascorso periodi difficilissimi—e sia collassata economicamente tra il 1995 e il 2000—non ha mai rinunciato al suo credo politico e a una società basata sull’uguaglianza. È un grosso errore degli occidentali credere che la Corea del Nord collasserà. Non succederà mai, sotto il governo attuale.

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Ho letto interpretazioni differenti dell'ideologia “Juche”. I nordcoreani credono davvero nel loro destino di razza superiore?
No, no, no. Questa è propaganda americana volta a dare un’immagine distorta della Corea del Nord. Juche significa socialismo coreano. È la nostra versione del socialismo come l'ha sviluppato Kim II-sung. Come potrebbe la Corea del Nord essere razzista quando ha dato sostegno per anni ai paesi africani, alleandosi col cuore, senza mai chiedere nulla in cambio? È il Giappone che è convinto della propria superiorità razziale, e invade altri paesi. O l’America, che crede nella propria superiorità e impone la sua cultura decadente agli altri paesi.

Se la Corea del Nord persevera nel suo sviluppo nucleare, c’è da aspettarsi un’altra guerra civile con la Corea del Sud?
Per prima cosa, la Guerra di Corea non è stata una guerra civile. La Corea del Sud non ha firmato l’armistizio del 1953. Era e rimane solo una marionetta sotto il controllo militare degli Stati Uniti. Quindi sorge un altro problema: la gente non sa che la Guerra di Corea era soltanto tra la Corea del Nord e gli Stati Uniti. La Corea del Sud non c’entrava nulla e non può firmare un trattato di pace oggi perché gli Stati Uniti non glielo permettono. Sono gli americani che devono lasciare la Corea ai coreani. Se se ne tornassero a casa, sarebbe tutto risolto.

Quali sono i paesi che possiedono le più forti “reti di solidarietà” con la Corea del Nord?
Tradizionalmente la Cina, come paese confinante, e anche perché i cinesi sono un popolo fortemente comunista. E la Russia, dato che molti nordcoreani ci vivono. Poi Cambogia, Laos e Vietnam. Ma le cose stanno cambiando. Oggi abbiamo molti sostenitori anche in Europa e negli Stati Uniti.

Alejandro con Kim Yong-nam, Presidente del Presidio della Suprema Assemblea del Popolo della Corea del Nord.

Davvero? Quanti membri internazionali ci sono?

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Circa 13.000. Da quando gli Stati Uniti sono il paese più sviluppato in termini di capacità della propria rete internet, sono il numero uno in termini di membri. La Gran Bretagna è al secondo posto. Diventare membro è gratis, ed è molto importante che nessuno guadagni alcunché.

Se non guadagni nulla, come fai a sopravvivere?

Siamo volontari, facciamo tutti altri lavori. Dedichiamo il nostro tempo libero alla passione per la Corea del Nord. Non ho ricevuto un centesimo da quando ho cominciato.

Mi sembra di capire che credi nella riunificazione della Corea. Come pensi possa succedere?

Dipende tutto dalla Corea del Sud. Se l’attuale presidente vorrà sostenere la vera identità coreana, in dieci o 15 anni potremo assistere alla riunificazione. Se seguirà solo gli interessi degli Stati Uniti, non ci saranno ulteriori confronti. Come avverrà la riunificazione? In base al modello “un paese, due sistemi”. Sarebbe un modello federale in grado di mantenere il comunismo al nord e il capitalismo al sud, ma con frontiere aperte e un parlamento in grado di cooperare su progetti come la zona demilitarizzata. Ma prima gli Stati Uniti devono andarsene, ovviamente.

Non pensi che l’enorme disparità economica tra nord e sud possa causare troppa tensione e  una migrazione di massa?

Be’, in Corea del Sud ci sono tanti mendicanti—tante persone che sono sfruttate, con salari irrisori. Invito tutti a cercare la definizione di democrazia su internet, anche su Wikipedia. Definiscono il sud come una democrazia, ma cercate la sua “legge per la sicurezza nazionale”. Sono stati gli Stati Uniti a imporla, durante la guerra. Era una sorta di legge anti-comunismo. Al sud è vietato persino leggere materiale sul comunismo o sulla Corea del Nord. Se lo fai, sei punibile fino a tre anni di carcere o addirittura con la morte. Ovviamente, dopo l’unificazione potrebbero esserci alcuni nordcoreani influenzati dalle luci al neon e dal sistema di mercato capitalista del sud.  Ma ci saranno anche migliaia di lavoratori sudcoreani sottopagati e sindacalisti che si trasferiranno al nord per sostenere il comunismo.

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Ok. Questa legge per la sicurezza nazionale funziona anche al contrario? Se dei nordcoreani sono sorpresi con del materiale capitalista, sono anche loro condannabili alla pena di morte?

Alejandro con Yang Hyong Sop, ex presidente dell’Assemblea Suprema del Popolo.

Quali sono i principali paesi che investono nella Corea del Nord? Quali prendono parte ai viaggi che organizzi?

La Cina, ovviamente. E l’Europa dell’Est, in quanto composta da paesi ex-socialisti. Abbiamo degli accordi con terze parti e investitori anche negli Stati Uniti e in Inghilterra. Solitamente sono interessati all’informatica e a esportare, scavare miniere, costruire macchinari pesanti e navi. In molti concorsi internazionali volti a creare un’intelligenza artificiale, la Corea del Nord si è aggiudicata il titolo contro il Giappone. Ma l’embargo imposto dagli Stati Uniti le impedisce ancora di svilupparsi economicamente.

L’embargo americano non è stato stabilito perché la Corea del Nord è responsabile di aver violato I diritti umani?

No, per nulla. Per noi, i diritti umani sono la casa, il cibo, l’acqua, un sistema sanitario gratuito e l’educazione. Crediamo che gli Stati Uniti e l’Inghilterra siamo i primi a non perseguire simili obiettivi. Sono stato in Inghilterra molte volte e ho visto la fame e la povertà e così tante problematiche sociali che non hanno nemmeno il diritto di giudicare, almeno finché non avranno risolto i loro problemi. E non si tratta solo di mettere un McDonald’s ogni 200 metri.

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E riguardo alle voci che vorrebbero la Corea del Nord soffrire per mancanza di scorte alimentari?
No, probabilmente ti stai confondendo con quello che è successo dal 1995 al 2000. Adesso non c’è una singola persona che soffra la fame in tutta la Corea del Nord, perché lo stato provvede a tutto. In Corea del Nord non abbiamo prostituzione, eroinomani o mendicanti. In Inghilterra o anche qui in Spagna, ci sono persone che muoiono di fame per strada—bambini bianchi senza cibo. Ma dovete promettere di pubblicarlo!

Certo. Niente da aggiungere?

Le persone dovrebbero vedere le cose con i loro occhi visitando la Corea del Nord, senza dare ascolto ai media. Se possibile, venite con il KFA. Perché? Perché potrete venire come amici del paese, invitati del Ministro degli Esteri. Potete parlare con i nordcoreani in scuole e fabbriche. Portiamo i diplomatici, dottori e antropologi che sono interessati a imparare di più sulla vita quotidiana della Corea del Nord. Ci sono tanti posti per cui forniamo accesso esclusivo, come il Parlamento e il Ministero della Difesa.

Altro sulla Repubblica Democratica Popolare di Corea:

La guida di VICE alla Corea del Nord

Il glorioso internet nordcoreano