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Le conversazioni che non sosterrete mai più dopo la fine dell'università

Man mano che vi avvicinate alla laurea, si avvicina anche il momento in cui entrerete a far parte della forza lavoro. Fermatevi un attimo a pensare a tutte le conversazioni che non vi capiterà mai più di sostenere dopo quel momento.
07 maggio 2015, 10:29am

L'università è una splendida incubatrice di idee. Parti con l'intenzione di fare una breve pausa caffè e finisci a parlare per un'ora di teoria dell'identità sessuale con quella ragazza che gira sempre con lo zaino da trekking. Decidi di fare un salto in chiostro per prendere un po' d'aria e finisci ad avere un'interminabile conversazione sull'idea che—pensaci, zio—viviamo tutti dentro un computer. Le università sono luoghi dove si sperimenta, posti in cui i giovani provano ad essere adulti in modi diversi finché non trovano quello che fa per loro. Una settimana sono appassionati di grappa e quella dopo, iniziato il corso di "Estetica", danno l'impressione di non aver mai fatto altro nella vita che discutere di Kant.

Man mano che si avvicinano alla laurea, questi strani ibridi tendono ad allontanarsi da questa confortevole routine per trasformarsi in forza lavoro—entrando finalmente in quel periodo della vita in cui le conversazioni vertono solo su che tempo fa, su come va in ufficio e su quanto ci si vorrebbe dimettere. Per cui, laureati del 2015, fermatevi un attimo a riflettere e ripensate a tutte quelle conversazioni che non vi capiterà più di sostenere, perché possono avvenire solo tra persone ingenue, sicure di sé ed entusiaste della vita—come gli universitari, appunto.

Quelle in cui ci si vanta di quanto si beve

"Sono dieci giorni che mi spacco tutte le sere. Sono ufficialmente un alcolizzato."

"Oh, io è da una settimana che vado avanti ad amari e yogurt alla banana. Sono peggio che un alcolizzato."

"Sì, ma io stamattina mi sono svegliato ancora ubriaco da ieri sera e mi sono fatto una birra per farmi scendere i postumi. Poi sono andato a ricevimento dal professore e abbiamo parlato per tipo un'ora, e io ero lì che cercavo di farmi scendere la sbronza."

"Ho dato 4 esami da sbronzo."

Se conoscete qualcuno che ha avuto davvero problemi di alcolismo, che ha fatto cose terribili a causa dell'alcol e che alla fine è dovuto andare in riabilitazione—o se voi stessi diventate quella persona—scherzare sull'argomento non è più così divertente. A un certo punto della via, quando qualcuno dice, "Sono un alcolizzato," la giusta reazione è tacere—non vantarsi di aver bevuto una cassa di birra al kebabbaro.

Quelle sui massimi sistemi

"Secondo me non puoi fare un'ipotesi del genere sulle _'_intenzioni artistiche' di Godard."

"Vero? Alla fine, che cos'è l'arte finché qualcuno non la interpreta?"

"Se io dicessi che questo divano è arte, diventerebbe arte."

"Be' se qualcuno ti crede, allora sì, diventa arte."

"Sì perché quando qualcuno crede a qualcosa, quella cosa diventa vera. Nel senso, cos'è il mondo se non un insieme di idee in cui la gente crede?"

"Se tutti diciamo che un cosa è blu, allora è blu, anche se ognuno vede un colore diverso."

"È vero, cazzo. Anche le parole che usiamo sono solo dei contenitori vuoti, no? Poi noi li riempiamo con qualsiasi cazzata che ci viene in mente."

Questa è la versione per "studenti di filosofia dopo qualche canna" di un bambino di tre anni che continua a chiedere "perché?" di tutto ciò che vede.

Quelle in cui si cercano giustificazioni per i propri voti

"No ma ho studiato, è che mi ha chiesto una cosa che cazzo... era nelle note a fine capitolo."

"Forse l'aveva detto a lezione."

"No, no. È lui che è uno stronzo, non mi stava manco a sentire. Fossi stato una ragazza avrei preso 30."

"Dai, alla fine anche un 25 non è male."

"Sì, certo. Tu non sai cosa vuol dire avere un padre come il mio."

Gli adulti non devono preoccuparsi di trovare giustificazioni per le proprie mancanze, perché hanno altre cose a cui pensare—tipo il matrimonio, i figli, il lavoro, il mutuo e così via.

Quelle in cui si analizzano e interpretano i film

"Be', Rocky è palesemente una parabola anti-nietzschiana in cui l'uomo forte viene sopraffatto da quello debole. Poi è in Rocky IV che la cosa diventa davvero esplicita, quando il superman biondo viene messo K.O. dalla personificazione della morale comune. Quest'idea che l'eroe è solo un bravo ragazzo in crisi è una rappresentazione di quella che Nietzsche chiama 'morale degli schiavi'. Apollo Creed è palesemente il migliore, il più forte, il più carismatico—perché nel film non siamo spinti a tifare per lui? Non si merita di vincere? Perché veniamo sempre spinti a simpatizzare per l'uomo qualunque?"

"Ok."

"Invece, i film di Tarantino sono palesemente fascisti."

Quelle in cui si parla seriamente di Slavoj Žižek

"Secondo me bisogna cambiare questo sistema economico, non funziona."

"Ma hai letto Žižek, no?"

"Sì, certo."

"Be' ma allora avrai presente cosa pensa lui di questo problema."

"Certo. Ma in che senso mi chiedi se l'ho letto? A cosa ti riferisci di preciso di Žižek?"

"Lui dice che la vera utopia non consiste nel cambiamento radicale del sistema presente, ma nell'idea che si possa conservare lo stato sociale all'interno di questo sistema."

"Ah sì, ovvio."

Slavoj Žižek è un uomo strano e affascinante, e con ogni probabilità è anche il più celebre intellettuale marxista del mondo vivente—ma a meno che non lavoriate per una rivista di settore o non vogliate dedicarvi alla carriera accademica, probabilmente dopo la laurea non dovrete mai più fingere di sapere cosa dice.

Se Žižek vi interessa per davvero, qui c'è la nostra intervista.

Quelle su come migliorare la società

"Ma alla fine, c'è un modo per eliminare la corruzione."

"Sì?"

"A cosa servono il Parlamento e il governo? Potremmo votare le cose con una app sul cellulare, più volte al giorno. Così ci sarebbe davvero una democrazia diretta."

"Ogni decisione sarebbe nelle mani della gente."

"Niente più interessi, niente più corruzione. Il potere sarebbe della gente, per la gente."

"Ma dovrebbe esserci lo stesso qualcuno che comanda."

"Perché, scusa?"

"Be', per firmare le leggi o che.. Se la gente decidesse di dichiarare una guerra, per esempio, servirebbero dei generali."

"Be', per quello ci sarebbero i robot, zio."

Gli unici due posti al mondo in cui possono avvenire conversazioni di questo tipo sono i chiostri delle università e la Silicon Valley—dove questi discorsi si fanno ogni giorno.

Quelle sul non avere mai bisogno di soldi

"Basta stressarsi per gli esami o le serate o il motorino, a che cazzo serve. Vent'anni li hai una volta sola. Questa sensazione qui è l'essenza della felicità, è qualcosa che non puoi comprarti con una American Express."

"I soldi sono una trappola. Ha ragione il buddismo. Il problema è il desiderio o qualcosa del genere."

"Dovremmo farci la nostra fattoria. In qualche posto sperduto, robe così. Piantiamo qualche carota, dell'insalata e un po' d'erba, quello che ci serve. Attacchiamo un generatore a una bicicletta..."

"Aspetta, cosa?"

"Massì, si può generare elettricità pedalando. Come hanno fatto quelli di Occupy Wall Street."

"Dovremmo proprio andarcene e mettere in piedi questa cosa."

"Sì, cazzo."

Molte persone sognano andare a vivere in una fattoria isolata dal mondo e autonoma, ma in pochi hanno il coraggio di farlo. Presto vi ritroverete a comprare mobili IKEA e oggetti per la cucina, poi forse una macchina o comunque altre cose che simboleggiano responsabilità. Forse avrete una casa vostra, dei figli, e prima di potervene rendere conto vi ritroverete a lamentarvi di quanto costa l'elettricista.

Quelle su come la società odia i giovani

"Oh ma 'sti dati sulla disoccupazione? Dicono che i giovani non lavorano ma poi nessuno fa niente per aiutarli. Siamo proprio con le pezze al culo."

"Sì, siamo un paese di vecchi e raccomandati in cui se non hai i soldi o non sei figlio di qualcuno non conti niente."

"Sai cos'altro mi fa incazzare? Che non avremo mai la pensione."

"Già, quelli si stanno mangiando tutto."

"Che merda, ci stanno rubando il futuro."

Quella in cui dite che un politico è peggio di Hitler

"E basta 'sta fissa con Obama. L'entusiasmo per Obama è sparito il giorno stesso in cui l'hanno eletto. E basta pure essere filoamericani."

"Ma che cosa dici, ma che filoamericani. L'America è la prima potenza mondiale, non puoi far finta che non esista."

"Ok, ma Obama è un criminale. Ho letto un articolo che dice ha deportato più persone e arrestato più giornalisti di ogni altro presidente."

"Però con lui l'economia americana si è ripresa."

"Dicevano lo stesso di Hitler."

Quando sei giovane il tuo cervello funziona meglio, ma presto avrai un lavoro tale che quando tornerai a casa sarai uno zombie. Inoltre, presto avrai visto abbastanza politici andare e venire da perdere ogni entusiasmo nei loro confronti. Inizierai a vederli solo come dei personaggi televisivi, e presto proverai per loro quello che provi per i quiz delle otto.

Ah, e inizierai ad apprezzare molto i quiz delle otto.

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