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Abbiamo chiesto a un satanista cosa ha fatto a Natale

I satanisti sono ufficialmente conosciuti come coloro che venerano il diavolo, quindi è legittimo aspettarsi che per loro il Natale sia un momento un po' particolare.

di Joe Goodman
27 dicembre 2015, 9:51am

Credo che nessuno abbia problemi a riconoscerlo: il Natale è una gran bella cosa. Anche se non siete grandi fan della storia della Natività, del Cristianesimo o della Chiesa, a nessuno dispiace passare qualche giorno a casa, lontano dal lavoro e possibilmente vicino a una tavola imbandita. Persino Scrooge e il Grinch e la mia famiglia ebrea estesa sembrano aver accettato l'idea del Natale. 

E i satanisti? Chi ci pensa, a loro? I satanisti sono ufficialmente conosciuti come coloro che venerano il diavolo, quindi è legittimo aspettarsi che per loro il Natale sia un momento un po' particolare. Ne abbiamo parlato con John Wait, pastore e referente della Chiesa inglese del Satanismo Razionale.

VICE: Salve John. Allora, lei fa parte della Chiesa del Satanismo Razionale. Può spiegarci di che si tratta?
John Wait:
In generale il satanismo ha un approccio vicino all'ateismo, anche se non disdegna tutta quella parte delle religioni abramitiche fatta di rituali e via dicendo. La Chiesa del Satanismo Razionale, o CORS, rappresenta una versione un po' meno ritualistica e antagonista della filosofia satanista di cui sopra—abbiamo delle credenze specifiche, come quella del 90 - 10 percento, ma al di là di quello siamo molto simili agli altri satanisti.

Ok. Quindi per voi il Natale non è una festività, giusto?
Non posso parlare a nome di tutta la Chiesa, ma per quanto riguarda me e i membri della mia congregazione, il Natale non ci crea alcun problema. Ovviamente non è una festività del nostro calendario, ma non ci crea problemi.

Mi spieghi allora, come vivete la faccenda della nascita di Cristo?
Be', diciamo che il Natale è cristiano tanto quanto la sedia di plastica su cui sono seduto. Anche se si tratta della nascita di Gesù, gran parte della tradizione è di derivazione pagana. Quindi, a meno che non si tratti di andare in chiesa o cantare "Tu scendi dalle stelle" non è un momento prettamente cristiano.

Allora lei celebra il Natale?
Non è una nostra ricorrenza, sì, ma è bello stare in famiglia e coi propri figli.

E cosa fa di preciso un satanista a Natale? Mi può descrivere il suo Natale?
Di solito la mattina del 25 apriamo i regali, poi pranziamo tutti insieme e nel pomeriggio andiamo a farci una passeggiata—se è bello magari sul lungo mare... Niente di spaventoso, no?

No, affatto. E i teschi, le corna?
[Ride] Per alcuni l'aspetto estetico è importante, ma non tutti poi lo mettono in pratica. Io per esempio non sono uno da riti—li capisco e ne comprendo i vantaggi, ma sono in un momento della mia vita in cui non penso siano necessari.

Quali sono questi vantaggi?
In pratica il rito e le maschere sono uno psicodramma. È un modo per esprimersi e respingere le frustrazioni e la rabbia, oltre che un modo per divertirsi. Ad alcuni piace vestirsi, accendere delle candele e suonare il gong. A me per sentirmi meglio basta un giro in bicicletta.

E l'aspetto della provocazione?
Ovviamente c'è anche quello, altrimenti ci definiremmo atei. Nella Bibbia, Satana era un termine per definire l'avversario, e noi giochiamo con questa idea. Il problema è che per la gente questo aspetto dell'avversario si traduce nel dover controbattere a qualsiasi cosa si dica. Ma non è così, è più guardare alle cose nel loro insieme, capirle e agire senza prostrarsi davanti a qualcuno.

Quindi sarebbe più corretto definirvi anti-Dio?
Noi non siamo anti-qualcosa. Un ateo non è anti-Dio, ma non crede in un dio. È proprio questo che molti non capiscono del Satanismo: in pratica siamo atei, non veneriamo nessuno.

Mentre normalmente si pensa Satanismo = venerare il demonio, no?
Quello è il lato dell'antagonismo. Definirci satanisti significa far saltare quel dualismo tra bene e male, tra Dio e Satana. Io sono il mio dio, e anche se spesso quest'espressione viene presa fuor di contesto, vuol dire che sono io il responsabile del mio destino e delle mie azioni e di quelle delle persone intorno a me. Non dipendo dall'intervento di una divinità esterna.

E qual è il suo punto di vista sulla morte? La spaventa?
No, e non credo nella vita dopo la morte. A gennaio mi sono sottoposto a un intervento. Ero preoccupato? Preoccupato di non poter rivedere i miei figli. Ma avevo paura di morire? No. Vivo la mia vita da vivo, non mi preoccupo di cosa succederà quando sarò morto. Se iniziassero tutti a pensarla così ci sarebbe un po' meno violenza nel mondo.

Ok, quindi tu non veneri niente, ma cosa mi rispondi se ti dico che il Natale non è un tributo a un dio cristiano, ma a un altro dio? Il dio del capitalismo?
Sì, ecco, messa così forse hai ragione. Se non ci fossero i bambini non faremmo niente per Natale. Ma per noi il Natale è stare in famiglia. Qualche altra chiesa ti dirà che il Satanismo si basa sull'appagamento, ma questa cosa non ci riguarda. Per noi importa più che altro la moderazione, perché da un punto di vista pragmatico non ha senso concedersi cose che finirebbero per recare danno a te o agli altri.

Illustrazione di Freya Morgan.