Com'è davvero essere sensitivi?

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Com'è davvero essere sensitivi?

L'abbiamo chiesto ad alcune persone che vivevano repentini cambiamenti d'umore, dolori fisici e momenti di ansia senza apparente motivo, prima di rendersi conto che stavano provando quello che provavano le persone intorno a loro.
Hannah Ewens
London, GB

Illustrazioni di

Joel Benjamin.

Se cercate articoli sugli "empatici" o "sensitivi", scoprirete che hanno ciascuno migliaia di like e centinaia di condivisioni, e nei commenti, decine di persone che si professano a loro volta sensitivi. Sotto post come "30 segni che sei un sensitivo" o "6 consigli per gli empatici e i sensitivi" ci sono quelli che proclamano di essere nati così, quelli che danno il benvenuto a sensitivi dell'ultima ora o che notano che "Una delle cose più difficili di essere un sensitivo è capire che non tutti lo sono." Ma cos'è un sensitivo, e perché così tante persone al mondo sono convinte di esserlo?

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L'empatia è quella cosa per cui provi quello che passano gli altri come se stesse succedendo a te. Molte persone non si rendono conto di essere sensitive perché non riescono a distinguere quanto è dovuto alle proprie emozioni, pensieri e fisicità e quanto invece appartiene a qualcun altro. Se non ci stai attento, però, la tua vita potrebbe essere inconsciamente influenzata dai desideri, le aspettative e gli umori altrui. Caroline Van Kimmenade, che gestisce corsi per sensitivi che vogliono entrare in contatto con il loro potere e vivere al meglio, paragona questo passaggio di energia a qualcosa che tutti possiamo esperire. "È come una partita di calcio, se sei nel pubblico e tutti cominciano a urlare e fare la ola non ti rendi nemmeno conto che lo stai facendo," spiega. "È un'esperienza che possiamo vivere tutti, non vuol dire che sei sensitivo. Ma se lo sei, questa situazione la vivi amplificata, in continuazione. Per i sensitivi è come essere sempre in uno stadio gigante in cui continuano a reagire a cose più grandi di loro che li portano in tutte le direzioni."

Quando Siobhan, oggi 29enne, era più giovane, all'improvviso provava dolori inspiegabili. Le hanno diagnosticato un disturbo d'ansia e da depressione, aveva terribili attacchi di panico. I cambiamenti d'umore erano così repentini che i medici pensavano fosse bipolare. Ma lei era convinta che non fosse solo il suo cervello la causa—gli umori e i dolori erano legati alle altre persone. "Se mi faceva male il collo o una spalla, sapevo che qualcuno era stressato. Mandavo qualche SMS alle persone a me più vicine, e c'era sempre qualcuno che mi confermava che stava una merda. Quando mio marito era preoccupato per qualcosa io lo sapevo, e glielo chiedevo. Alla fine mi diceva cos'era."

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Un giorno ha letto un articolo in cui venivano descritti i 31 tratti del sensitivo, e si è ritrovata nella descrizione. "È stato fantastico scoprire che non era sempre colpa mia che sono lunatica o stronza, c'è una ragione, capto le energie altrui." Qualunque articolo dirà che la sensazione è diversa da quella di compassione o empatia nei confronti di qualcuno che soffre. Se sei sensitivo, senti le cose proprio come se succedessero a te. Può succedere che completi sconosciuti vogliano riversare tutte le loro questioni più intime sui sensitivi come se, a livello inconscio, sapessero che quella persona ascolterà e capirà. Può essere stancante. Alcuni pensano che i sensitivi possano essere di vai tipi. I sensitivi emozionali captano le energie emotive. Per loro per esempio andare a fare compere durante il primo giorno di saldi è impensabile. I sensitivi fisici sentono i dolori e i piaceri altrui. In un ospedale, o se il loro partner sta male, possono cominciare ad avere vomito o mal di testa. Altri sentono le emozioni degli animali, e nei pressi di uno zoo cominciano a sentirsi in trappola. Ci sono poi i sensitivi che sentono come le persone di tutto il mondo, non come una sola. Anche se non guardano il telegiornale sapranno di una catastrofe globale—un terremoto in un altro paese potrebbe farli sentire in ansia o soli. Ci sono anche quelli che sentono la terra, il nostro pianeta e la sua energia. Se sta per arrivare un terremoto violento, avranno spasmi muscolari, mal di testa che passa quando è finito il terremoto, per esempio. La maggior parte dei sensitivi rientra nelle prima due categorie, ma ci sono anche quelli che sono un mix.

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Ovviamente il mondo moderno con tutti i suoi stimoli è una sfida continua. Vix Maxwell, 36 anni, insegnava a Londra quando si è resa conto di essere una sensitiva. Le energie del lavoro e della città non erano positive. "Nella sala professori c'era un'atmosfera tesa e qualunque conversazione iniziassi non potevo fare a meno di farmi prendere in quell'energia. Me ne sono accorta subito. L'energia dei bambini invece non era così negativa. Ho cominciato a chiedermi se ero per caso bipolare, perché passavo da una profonda frustrazione all'opposto, a seconda delle situazioni." Ha fatto ricerche per capire cosa sia veramente un sensitivo e ha imparato come gestire l'ambiente intorno a lei grazie alle esperienze di chi ci è passato prima. "In macchina prima di entrare al lavoro mi visualizzavo in una bolla protettiva e dicevo, 'La mia energia è protetta, nulla che non sia mio può entrare.' Mi faceva stare molto meglio. E se cominciavo e sentire le energie delle altre persone troppo violentemente mi rifugiavo in bagno e pensavo, 'Sono protetta, sono protetta.' Mi ha davvero cambiato la vita."

Alla fine ha lasciato il lavoro. "Appena ho cominciato a capire quale era la mia energia e quali quelle degli altri, e sono stata in grado di proteggermi, ho anche capito cosa volevo. Ho aperto un blog sull'energia e ora leggo le carte." Ha lasciato Londra per un posto più tranquillo. "Essere in metropolitana è un incubo per una sensitiva," ride. "Davvero, è uno dei motivi per cui ho dovuto andarmene. Mi ripetevo mantra tipo, 'Sono protetta' e se devo tornarci per lavoro cerco di visualizzare una luce bianca o un cuore sopra ogni testa e inviare loro amore, per ricordarmi che tutti siamo connessi, siamo tutti sulla stessa barca."

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La cosa più difficile, secondo Caroline, è capire se sei sensitivo o no. "Alcuni sono solo molto emotivi, o traumatizzati. Ed è facile in questi casi pensare che le emozioni non siano davvero tue, perché viviamo in un mondo in cui possono sembrare estranee." Il suo consiglio è di capire se ti senti del tutto diverso da una persona negativa. "A volte faccio le guarigioni a distanza, e riesco a capire se dentro di sé una persona ha le energie di più persone."

Quando lo scopri, mi hanno detto, provi un senso di sollievo perché capisci che c'è un modo per affrontare la situazione. "Essere sensitivo ti può portare a un senso di mancanza di identità, ed è facendo meditazione e usando tecniche di 'scudo' che riesci a capirti e a scoprire perché sei così," spiega Siobhan. "Non ho più cambiamenti repentini d'umore. Mio marito l'ha visto. Ora riesco a distinguere le mie emozioni da quelle altrui e sento quando la tristezza o la rabbia altrui stanno entrando nel mio campo." Come Vix ha fatto con la lettura dei tarocchi, i sensitivi possono usare quella che sembrerebbe una debolezza come una forza. "Da quando sono piccola faccio massaggi, mio marito dice che sono brava," dice Siobhan. "Perciò mi sono dedicata al reiki e la prima volta che l'ho fatto è stato pazzesco. Ho imparato a curarmi il mal di testa solo tramite la visualizzazione. È stato solo l'inizio, ora è un po' che lo faccio."

Ovviamente, stiamo parlando di filosofia new age. Non c'è medico che ti diagnosticherà come sensitivo e se vai da uno psicologo e gli dici che senti il dolore del mondo, non è il massimo. Caroline lo sa. "Molti di noi soffrono e basta, altri hanno veri disturbi psicologici," dice. Sul suo sito mette in chiaro che i suoi servizi non sono per chi ha un disturbo di tipo psicologico o psichiatrico e che lei non è una terapeuta. A volte, però, essere sensitiva è un po' la stessa cosa.

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Caroline stava lavorando al dottorato quando si è accorta di essere sensitiva. "Avevo paura che mi prendessero per matta. Andavo a un 'corso' di spiritualità. A un certo punto è arrivato un ragazzo per fare le foto per il sito del centro spirituale—io sono letteralmente corsa fuori dalla stanza e mi sono chiusa in bagno, accettando di uscirne solo quando mi hanno promesso che non sarei stata nelle foto. Avevo davvero paura che la spiritualità mi avrebbe fatto perdere credibilità al lavoro, non volevo che lo scoprissero."

"Alla fine è stato il mio lato accademico a permettermi di trovare la mia strada in mezzo a tutti i metodi di guarigione olistica. Le comunità spirituali sono spesso settate sul 'basta crederci', se vuoi fare qualcosa di diverso o vuoi verificare le cose ti segnano a dito e ti dicono che non hai fede, che non credi abbastanza. Penso che l'esperienza accademica mi abbia dato la capacità di fare domande, di avere spirito critico e di sperimentare cose nuove. Ero la 'rompiscatole che fa sempre troppe domande difficili'. Ma senza quello, non credo che sarei stata in grado di imparare quello che ho imparato sull'essere una sensitiva, e su come funziona."

Solo perché esula dalla scuola di pensiero occidentale, non vuol dire che sia tutto falso. Alcuni ricercatori suggeriscono che una persona su cinque sia una Highly Sensitive Person (HSP), che è una condizione clinicamente riconosciuta. E non è solo un tipo di personalità, come i timidi o gli estroversi: le HSP hanno un sistema nervoso ipersensibile. Oltre a farsi travolgere dalle cose e avere un'empatia infinita, sono anche molto sensibili a livello fisico a cose come la luce, i suoni e le temperature. Nella comunità dei sensitivi si pensa che molti sensitivi siano in effetti HSP, ma non che tutte le HSP siano sensitive.

Comunque, Caroline consiglia di fare un piccolo test di autovalutazione. "Pensate che gli altri vi passino le loro emozioni? Chiedete qualcosa di vago, tipo, 'Ehi, sei un po' pallido, è tutto ok?' Quando sentite che qualcosa non va ma che non dipende da voi e qualcuno conferma che è lui che si sente così, è un'ottima verifica. Anche per voi stessi. Dovete essere voi che dovete rendervi conto che è tutto vero—o magari scoprire che non è il vostro caso. Dovete provare. Valutate il vostro intuito: cosa pensavate che sarebbe successo con una persona, e cosa è successo davvero? In questo modo mettete alla prova aree che non sono quelle dei vostri sentimenti. È difficile, come occidentali, aprirci a questo modo di pensare—fa paura. Ma non dovete più avere paura."

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