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Sul caso della morte di Eleonora Bottaro, la 18enne padovana che ha rifiutato la chemioterapia

La 18enne di Padova Eleonora Bottaro è morta di leucemia dopo che lei e la famiglia avevano rifiutato la chemioterapia. Erano seguaci delle teorie della Nuova Medicina Germanica, secondo cui le malattie sono causate da traumi psicologici non risolti.

di Mattia Salvia
02 settembre 2016, 8:01am

Lo scorso lunedì, la 18enne Eleonora Bottaro è morta all'ospedale di Schiavonia, in provincia di Padova. Nove mesi prima, quand'era ancora minorenne, le era stata diagnosticata una leucemia linfoblastica acuta, un tumore maligno dei linfociti relativamente raro—ma curabile, secondo il dott. Giuseppe Basso, primario di Oncoematologia pediatrica dell'ospedale.

A gennaio, dopo la diagnosi, i medici avevano proposto di curare Eleonora Bottaro con la chemioterapia, ma i genitori si erano opposti e ne avevano chiesto l'immediata dimissione. Il caso era stato denunciato al Tribunale per i minorenni di Venezia. Nel frattempo i cittadini di Bagnoli, il paese in provincia di Padova dove abita la famiglia Bottaro, avevano cominciato una raccolta firme in sostegno della scelta di rifiutare le cure tradizionali. Ne avevano raccolte un centinaio, tra cui quella del sindaco.

Visto che Eleonora avrebbe compiuto 18 anni ad agosto, i magistrati avevano dovuto interrogarla per capire le sue motivazioni e tenere conto della sua volontà. La ragazza aveva presentato un memoriale di una dozzina di pagine scritte a mano in cui spiegava le sue ragioni: "Sono Eleonora Bottaro, una ragazza sufficientemente matura che il 14 agosto 2016 diventerà maggiorenne," esordiva, "e mi sembra opportuno dare la mia versione dei fatti, non essendo mai stata seriamente interpellata, dato che si tratta della mia vita."

"Avevo ripetutamente chiesto le statistiche sui pazienti sottoposti a un anno di chemioterapia, non mi sono mai state consegnate," proseguiva. E aggiungeva: "sulla base delle mie conoscenze sono più i morti dopo la chemioterapia rispetto a quanti al giorno d'oggi sono ancora in vita," e "la serie di rischi ed effetti collaterali mi hanno fatto riflettere sulle conseguenze di queste cure."

La sua decisione era maturata da due ragioni principali. La prima era la morte di una sua amica e compagna di classe, anche lei malata di leucemia, per cui la chemioterapia non aveva funzionato. L'aveva vista soffrire e quando si era ammalata aveva deciso che non voleva seguire anche lei quella strada. La seconda, invece, era il contesto familiare in cui era cresciuta.

Sui giornali che hanno riportato la notizia il padre di Eleonora, Lino Bottaro, viene descritto come "fotografo e giornalista." Come fotografo aveva lavorato per diverse testate e gestiva uno studio fotografico a Bagnoli. La sua attività giornalistica invece si riferisce principalmente a StampaLibera.com, un sito di "controinformazione" da lui fondato nel 2008.

La home di StampaLibera nel 2011. Grab


via Wayback Machine/Internet Archive

Secondo lo stesso Bottaro, lo scopo del sito era "denunciare i complotti internazionali e nazionali." Dal 2014 non è più attivo, ma basta una breve ricerca per capire che era abbastanza grosso, con decine di collaboratori e un vasto pubblico di commentatori. I temi che toccava erano quelli classici del complottismo: vaccini che provocano il cancro, negazione del riscaldamento globale, gli ogm come "piano per spopolare il pianeta," oltre a un generico antiamericanismo, analisi geopolitiche tendenti al complotto sui fatti d'attualità, verità nascoste sulle scie chimiche.

StampaLibera, insomma, sembra nato in quell'humus culturale che ha proliferato ai tempi di Berlusconi e che poi, caduta quella visione del mondo in bianco e nero, si è trasformato nel terreno di coltura per ogni genere di complottisti. Non è un caso che tramite il suo sito Bottaro fosse entrato in contatto con alcune figure poi diventate guru dei complottisti italiani, come Gian Paolo Vanoli e Rosario Marcianò.

E sempre tramite StampaLibera, Bottaro era anche entrato in contatto con la figura di Ryke Geerd Hamer, un ex medico tedesco radiato dall'albo, ideatore della cosiddetta Nuova Medicina Germanica—una teoria medica alternativa secondo cui le malattie sono causate da traumi psicologici non risolti.

Ryke Geerd Hamer. Grab


via

Le teorie di Hamer sono giudicate risibili dalla comunità scientifica e lui stesso è stato più volte indagato, arrestato e condannato in diversi paesi europei. Secondo alcune fonti reperibili su Dossier Hamer (la principale risorsa critica in italiano sulla Nuova Medicina Germanica), le morti attribuibili alla NMG sarebbero almeno 140 in tutta Europa. In Italia se ne conterebbero almeno una decina dal 2006 a allo scorso aprile, quando sono emersi altri due decessi avvenuti a Torino.

Hamer aveva elaborato la sua teoria nel 1978 in seguito alla morte del figlio Dirk, ucciso da Vittorio Emanuele di Savoia in un incidente di cui non è mai stata del tutto chiarita la dinamica e per cui Vittorio Emanuele è stato assolto. Nei due anni seguenti Hamer aveva perso anche la moglie, morta di tumore, e si era ammalato di tumore ai testicoli: aveva interpretato entrambe le malattie come causate dal trauma irrisolto provocato dalla morte del figlio.

Lino Bottaro si era avvicinato alle teorie di Hamer già nel 2010. Sul blog del giornalista Ilario D'Amato—tra i curatori di Dossier Hamer—c'è una ricostruzione di com'era avvenuto questo avvicinamento, che cita una testimonianza dello stesso Bottaro. Tutto sarebbe cominciato quando il figlio aveva "una dozzina di carie ai denti." Dentisti e maggior cura orale non erano servite a niente, anzi le carie erano addirittura aumentate e al ragazzo erano venute anche "delle verruche sulle mani." A quel punto, Bottaro avrebbe deciso di seguire il metodo di Hamer.

"Conobbi una persona che praticava la NMG e gli esposi il caso," scriveva Bottaro del 2010."Ricordo che mi disse: 'gli dica almeno una volta al giorno che gli vuole bene indipendentemente da quello che lui farà o sarà'." In seguito a questa terapia a base di affetto, le carie e le verruche sarebbero sparite.

Secondo D'Amato, il racconto di Lino Bottaro sarebbe inattendibile e smentito dalla testimonianza del dentista che aveva visitato il ragazzo. Ma in ogni caso, da quel momento la famiglia di Bottaro aveva iniziato a seguire le teorie di Hamer. "Oggi a distanza di anni nessuno più della mia famiglia riceve nemmeno il consiglio di lavarsi i denti," conclude Lino Bottaro nella sua testimonianza. All'epoca, la figlia aveva 12 anni.

Tre anni più tardi anche Bottaro, come Hamer, aveva perso un figlio. Il 18 febbraio 2013, infatti, il 22enne Luca Bottaro era morto improvvisamente mentre si trovava in vacanza in montagna con gli amici. Dopo aver sciato tutta la mattina e aver pranzato, aveva preso la seggiovia per tornare sulle piste, e qui aveva avuto un aneurisma. I soccorritori accorsi sul posto in elicottero non erano riusciti a rianimarlo.

Seguendo le teorie di Hamer, quando Eleonora Bottaro si era ammalata di leucemia suo padre si era convinto che la malattia fosse legata al trauma della morte del fratello. "Per quanto riguarda il caso di mia figlia," ha detto in un'intervista pubblicata in questi giorni sul Corriere del Veneto, "la leucemia è una rigenerazione. È una fase di una nuova vita: chi la supera diventa un uomo nuovo, chi non la supera muore." A suo dire, dunque, la figlia aveva superato la morte del fratello e dell'amica; e questo le aveva dato una consapevolezza del mondo molto superiore a quella dei suoi coetanei.

Il servizio di ReteVeneta sulla morte di Eleonora Bottaro

Anche se lo scorso marzo i giudici avevano revocato provvisoriamente la potestà genitoriale a Lino Bottaro e a sua moglie e nominato Paolo Benciolini, professore di medicina legale e presidente del Comitato Etico dell'ospedale di Padova, come tutore di Eleonora, poco dopo la ragazza era stata comunque dimessa. Secondo l'avvocato della famiglia, Gian Mario Balduin, ciò era avvenuto perché i giudici avevano "riconosciuto la maturità di Eleonora [...] e acconsentito che i genitori cercassero altre strutture dove poterla curare in modo alternativo."

Così, a marzo, Eleonora Bottaro era stata ricoverata in una clinica di Bellinzona, in Svizzera, per provare terapie alternative—"per sfuggire alla minaccia del Tribunale e dei medici che volevano sottoporla coattivamente alla chemioterapia," come ha detto il padre.

Bottaro era rimasta in clinica due settimane. Era stata curata con dei preparati a base di cortisone e vitamina C. Secondo Balduin i trattamenti le avevano dato "un certo beneficio." "Dopo quelle cure era tornata in perfetta salute, non aveva alcun valore alterato," ha affermato il padre, "lo dimostrano le carte di cui siamo in possesso."

A giugno aveva avuto una ricaduta ed era tornata in clinica per un altro ciclo di cure. A luglio era stata male di nuovo. "I medici a quel punto non le davano più speranze," ha raccontato Balduin.

Secondo Lino Bottaro, la ricaduta della figlia sarebbe stata "colpa della pressione esercitata dal tribunale e dai medici, degli anatemi che le hanno lanciato contro. L'hanno assillata, tediata, è stata violentata da quegli 'esperti' che non le davano tregua."

Commentando la vicenda, Roberto Burioni—un medico e docente dell'Università San Raffaele che da tempo usa Facebook per combattere le bufale degli antivaccinisti italiani—ha scritto che è "una barbarie lasciare ai genitori la facoltà di giocare alla Roulette Russa con la salute dei propri figli." Ma nel caso di Eleonora Bottaro la situazione è decisamente più complessa, visto che una volta diventata maggiorenne era stata lei stessa a rifiutare le terapie convenzionali per la sua malattia.

I medici le avevano fatto pressioni. Il sindaco di Bagnoli, che mesi prima aveva firmato la petizione per farla dimettere dall'ospedale, aveva cambiato idea. Addirittura il padre, che per anni aveva divulgato le teorie di Hamer tramite il suo sito, stava cominciando ad avere dei dubbi. "A un certo punto persino io e mia moglie avevamo ceduto alle pressioni e stavamo valutando la possibilità di sottoporla a un primo ciclo di chemio," ha raccontato. "Pensi che sciocchi siamo stati..."

Ieri a Bagnoli si sono tenuti i funerali di Eleonora. Secondo il dott. Basso, in caso di leucemia linfoblastica la chemioterapia porta alla guarigione nell'80 percento dei casi. Questa percentuale così alta è considerata uno dei più grandi successi della medicina moderna.

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