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Abbiamo chiesto a un meteorologo come mai a Milano piove sempre alle 18

Da qualche giorno il clima di Milano ci sta trollando tutti: la pioggia fissa delle 18 è diventata una specie di meme. Abbiamo chiamato un meteorologo per capire come mai piove sempre alla stessa ora.
17.6.16

Grab

via Facebook

Non so se è il riscaldamento globale, il buco nell'ozono o cosa, ma sta di fatto che da qualche giorno il clima di Milano ci sta trollando tutti.

Le giornate iniziano con un cielo terso che fa ben sperare. Il sole splende, tutti ci sentiamo felici e fiduciosi nei confronti della giornata che verrà. Fa anche caldo, quindi usciamo in maglietta o in camicia con le maniche arrotolate, e senza ombrello—una decisione di cui ci pentiamo non appena, nel tardo pomeriggio (e sempre e comunque all'ora in cui sarà necessario uscire dal posto in cui ci troviamo) inizia a piovere fortissimo.

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Di solito succede verso le 18, a volte un po' prima. Ma tutti i giorni. La pioggia delle 18 a Milano è ormai una cosa talmente frequente che ha già un evento Facebook dedicato, con 37mila partecipanti e altrettanto interessati, pieno di post di gente che commenta il tempo che fa con frasi tipo "oggi l'evento è stato anticipato vedo" e "portato l'ombrello?" Ne ha persino parlato Repubblica, per dire quanto sta diventando un fenomeno di costume. Ma, appunto, la domanda resta: perché piove, e perché succede sempre intorno a quell'ora?

Per capirlo ho chiamato Matteo Negri del Centro Meteorologico Lombardo. Qualcuno doveva pur farlo.

Milano, ancora sotto la pioggia. Foto

via Flickr

VICE: Prima di tutto la domanda fondamentale: perché in questo periodo a Milano piove ogni pomeriggio?
Matteo Negri: Allora, chiariamo innanzitutto un concetto: queste precipitazioni sono prevalentemente precipitazioni temporalesche. Di fatto sono rovesci che si generano per un meccanismo molto semplice: l'energia del sole scalda il terreno, l'acqua evapora, l'umidità aumenta, si sviluppano piovaschi. Quindi sono precipitazioni che non hanno nulla a che vedere con le più classiche perturbazioni organizzate, ad esempio quelle autunnali: il grosso di quest'instabilità è proprio locale.

La causa di quest'instabilità sta nella mancanza di una figura stabilizzante, come ad esempio l'anticiclone delle Azzorre. Quando manca questa figura l'Europa rimane esposta a correnti un po' più fresche provenienti da nord-ovest e di conseguenza la temperatura dell'aria in quote medio-alte si abbassa. Più l'aria in quote medio-alte è fredda, più il vapore acqueo rilasciato dal terreno riesce a salire e condensare negli alti strati: per cui la presenza di aria fredda in quota crea instabilità e rende più facile lo sviluppo di temporali come quelli di questi giorni.

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Ma perché piove sempre proprio alle 18?
Perché è il momento della giornata in cui si raggiunge il picco dell'accumulo di calore negli alti strati. Nel corso della giornata l'apporto di calore aumenta sempre di più e di conseguenza c'è sempre più evaporazione dell'acqua dal suolo e si formano correnti ascensionali. Tutto questo poi si sfoga in questi temporali.

Come dicevo, la mancanza di una figura stabilizzante può portare a due situazioni. La prima, quella che si è verificata più spesso negli ultimi quindici anni, è l'arrivo dell'anticiclone nord-africano: quindi caldo esagerato con 30-35 gradi già a metà giugno. La seconda invece è l'arrivo di correnti nord-occidentali, nord-atlantiche, che continuano a mantenere il tempo instabile perché avvengono in un momento in cui il soleggiamento è massimo. Infatti a metà giugno, intorno al solstizio d'estate, abbiamo il massimo della radiazione solare.

È normale anche che durino così poco?
Sì. La durata di questi temporali, a meno di condizioni particolari che li portano a rigenerarsi, è tendenzialmente intorno alla mezz'ora. Questo perché le precipitazioni scaricano l'atmosfera, rilasciano aria fredda e quindi viene meno proprio quella che è l'alimentazione del sistema temporalesco. Potremmo dire che il temporale si autosoffoca. Però potrebbe rigenerarsi lateralmente, propagandosi.

Cosa vuol dire?
I sistemi temporaleschi di solito hanno un innesco e una zona in cui iniziano, ma una volta che si è innescato il primo si innescano anche quelli successivi. I venti in quota è difficile che siano fermi, quindi una volta innescati questi sistemi tendono a spostarsi. E spostandosi diventa tutto aleatorio, possono andare a scaricarsi un po' ovunque: può darsi che a Milano nord piova e a Milano sud no, oppure può darsi che una zona sia investita nello stesso momento da più di un sistema temporalesco.

Ok. Ma come mai quest'anno sta succedendo così spesso? Cosa c'è di diverso?
Non c'è niente di diverso. Semplicemente abbiamo la memoria corta: anche negli anni scorsi ci sono stati diversi periodi instabili—soprattutto nel 2014, quando c'è stata una grandissima instabilità. Periodi così non sono affatto rari, capitano di frequente all'inizio e alla fine dell'estate e fanno parte del clima lombardo. Non c'è niente di particolare. L'unica anomalia è la frequenza particolarmente alta di temporali, ma è un'anomalia che può capitare.

Ok. Quindi quanto ancora durerà questa situazione?
Allora, il problema delle previsioni locali è che già dopo due o tre giorni si fa fatica a capire cosa potrebbe succedere e bisogna andare per tentativi. Sicuramente ancora per i prossimi giorni potrebbero verificarsi questi temporali, mentre da metà della prossima settimana dovremmo avere un miglioramento. Immagino che al massimo la situazione potrebbe durare fino a fine giugno. Diciamo che se andasse avanti fino a fine luglio sarebbe un caso eccezionale.

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