FYI.

This story is over 5 years old.

Vice Blog

Gli Ubermorgen sono i nostri "hacker" preferiti

i
di it
15.4.10

Il "media hacking" mi fa pensare a quelle librerie collegiali compiaciute e stracolme e ai dread tinti di verde per metà. Idem per l'"internet art." Doppio idem per l'"attivismo digitale." Non ho mai visto i capelli né gli scaffali dei tipi che gestiscono il sito di arte digitial-azionista di media-hacking Ubermorgen.com, ma sarei pronto a scommettere che sono l'eccezione che conferma la regola. O meglio, mi piace pensare che lo siano. Perchè mi piacciono.

In tutta serietà, gli Ubermorgen hanno fatto alcune delle cose più cool e sovversive con i computer che io abbia visto dai tempi di Capitan Crunch o chiunque altro avesse hackato il Jolly Roger (bandiera dei pirati) ai tempi in cui ancora c'era usenet e roba del genere. Hanno messo il sistema pubblicitario automatizzato di Google contro se stesso, trasformato l'intero stock di Amazon in una biblioteca virtuale gratuita, e fatto preoccupare un paio di capoccia del mondo dei media. Li abbiamo beccati in Isreale mentre stavano facendo chissà quale attività di azionismo digitale legata ad alcuni dei pezzi che sono finiti nella loro monografia, pubblicata recentemente. E per essere proprio esaurienti, i libri sono due—uno dal titolo UM.BOOK: MEDIA HACKING VS. CONCEPTUAL ART, e il secondo semplicemente UBERMORGEN.COM.

Pubblicità

Ah già, e i due ragazzi si chiamano Hans Bernhard e "lizvlx." E lo so, di nuovo quei dread.

Vice: La prima vostra cosa che ho visto era "Amazon Noir-the Big Book Crime" (Amazon Noir-il Grande Crimine del Libro), con cui avete aviluppato un programma che permetteva di scaricava il testo integrale del libro, rendendolo disponibile gratuitamente. Perché avete deciso di mettervi contro Amazon?

lizvlx: In realtà non facciamo mai qualcosa contro qualcos'altro perché ci metterebbe in una posizione di inferiorità. Quello che era interessante di Amazon era che potessimo farlo. La questione per noi non è perché fai qualcosa, è perché non la fai.

Quindi c'era una debolezza che non vi lasciava altra scelta?

Esattamente, con "Amazon Noir" c'era un software codificato malissimo, che permetteva a chiunque di "cercare nel libro." Non necessariamente per abusarne, ma comunque c'era potenziale sufficiente per ampliarlo tanto da permettere di scaricare l'intero libro.

Per quanto tempo è stato online "Amazon Noir" ?

Oh, Amazon-noir.com è tuttora online. In termini di funzionalità, però, è stato attivo per sei mesi.

Quindi Amazon ci ha messo tanto a scoprirlo oppure ci ha messo tanto a capire come aggiustare il suo software?

Lo hanno scoperto molto prima. La gente e l'intera comunità giornalistica si erano esaltati un casino, sai, quelli che vedono Amazon come uno dei cosidetti cattivi del web, il che ovviamente è ridicolo. Le aziende non sono veramente buone o cattive. Comunque, abbiamo terminato il progetto vendendo il nostro software ad Amazon.

Pubblicità

Wow, quindi invece di finire in prigione per averli imbrogliati, siete riusciti ad imbrogliarli una seconda volta. È questo per voi il "media hacking"?

Sì e no. Il media hacking è più che altro roba tipo "NAZI~LINE" o "[V]ote-Auction." Il punto è riutilizzare canali mediatici di massa per inserirvi argomenti che non sono normalmente previsti da questi canali- e facendolo in maniera il più efficace possibile.

Come funzionava "[V]ote – Auction"?

"[V]ote-Auction" (Asta di Voti) è un progetto relativamente vecchio, partito nel 2000, poco prima dell'elezione del presidente Bush—era una piattaforma per la vendita e l'acquisto di voti individuali durante le elezioni americane. Un utente poteva andare sul sito e registrare il proprio voto in vendita, che veniva taggato nello stato di residenza dell'utente, e altre persone dello stesso stato potevano comprarlo. Questa era la routine di base della piattaforma.

E funzionava?

Be', funzionava nel senso che ha ricevuto un sacco di attenzione mediatica. Siamo finiti sulle prime pagine dei quotidiani più grandi del mondo. Abbiamo anche avuto uno speciale di quasi un'ora in prima serata sulla CNN. Ogni giorno per tre mesi, venivamo intervistati circa 20 volte al giorno—sia da piattaforme serie che da quelle completamente assurde. In più, è uno dei casi legali più importanti per quanto riguarda il campo del diritto del web.

Avete aperto "[V]ote-Auction" anche in Svizzera, vero?

Pubblicità

Si, quella versione si chiamava "Wahlgeld.com" ed era connessa ad un altro sito di una fattoria fittizia dove si produceva carne di cane al fine di venderla. Alla fine abbiamo scambiato i progetti- così la gente che vendeva i voti su Wahlgeld e avrebbe dovuto ricevere soldi, riceveva invece salsicce di cane. E quelli che avevano ordinato carne di cane invece ricevevano i soldi.

Bello.

Stranamente, la gente non lo trovò tanto divertente. Inoltre, giusto per aggiungere una cosa, alla fine di "[V]ote-Auction," non abbiamo venduto nessun voto. Non perché non volessimo, ma perché in Florida era stata messa in moto una frode elettorale di enorme portata…

Capito. Ma le conseguenze legali avranno influito sulla vostra decisione, no?

Si. Agenzie governative come CIA, FBI, and NSA hanno hackato il nostro server e messo sotto sorveglianza i nostri telefoni. Non avrebbero mai permesso il suo funzionamento, perché metteva in discussione l'integrità democratica delle elezioni. Tuttavia, dato che funzionava con un data carrier (fornitore internet) era teoricamente inattaccabile- nessuno avrebbe potuto disattivare il provider dato che usavamo un solo indirizzo IP. Alla fine lo hanno disconnesso fisicamente e ci siamo resi conto che l'avevamo scampata per un pelo e senza troppi danni.

OK, e per quanto riguarda il "Schlingensief Project"? Qual era la situazione?

Ah vuoi dire "NAZI~LINE"? Quello lo abbiamo fatto subito dopo "[V]ote-Auction"– volevamo lavorare a qualcosa di un po' più impegnato intellettualmente e non volevamo un altro grande spettacolo mediatico, perché sinceramente è stressante. Quindi, come dei completi idioti, abbiamo deciso di fare un progetto con Christoph Schlingensief e i neonazi, che fu incredibilmente rilassante, come puoi immaginare.

Pubblicità

Ottimo.

Ma è stato molto divertente. Era sponsorizzati dal Centro per l'Educazione Politica. Abbiamo costruito una homepage, l'obiettivo era di fornire una via d'uscita dalla scena neonazi per i ragazzini che non ce la facevano più ad essere neo-nazi. Abbiamo deciso di ricoprirla di cose che avrebbero fatto sentire un neonazi a suo agio: molto rosso, nero e bianco; un po' di Leni Riefenstahl; insomma, il linguaggio appropriato.
Poi a Berlino abbiamo organizzato dei casting neo-nazi—Cristoph aveva appena finito di fare l'Amleto con un gruppo di ragazzi a Zurigo—come modo di creare posti di lavoro. Il punto è che quando qualcuno smette di essere un neo-nazi, inizialmente non c'è granchè da fare. Cadono tutti in questo buco nero, devono cercare lavoro e ricostruirsi la loro intera rete di supporto sociale. Quindi stavamo creando loro un gruppo di ex neonazi che fosse funzionalmente non diverso dai loro gruppi neonazi di provenienza.

Quindi voi avete aiutato i neo-nazi e loro vi hanno aiutato a mantenere una certa notorietà?

Più o meno. A Berlino la gente era sospettosa del nostro centro, tutto il giorno entravano ed uscivano degli ex neonazi. Quello non lo capivo. Se i neonazi sono cattivi, allora gli ex neonazi dovrebbero essere buoni, no? Tutto sommato il progetto funzionava bene ed è arrivato alla gente cui doveva arrivare, ma il Centro per l'Educazione Politica non era troppo entusiasta. Successivamente ci hanno fatto un paio di strane proposte sforzandosi di collaborare. Per esempio, ci hanno proposto un'idea per guadagnare dei soldi mandando loro qualcuno dei nostri neo-nazi. Non eravamo interessati, non tanto per ragioni morali quanto per semplici ragioni di autoconservazione.

Pubblicità

Si, accidenti. Va bene, ora passiamo a "Google Will Eat Itself", parlamene un po'?

Quello è basato sull'idea che Google è un'azienda pubblica ma la maggior parte dei soldi che guadagna sono ottenuti tramite la vendita di spazi pubblicitari. Il metodo, il cosiddetto "Google Ad Sells Program," funziona in modo tale che su qualunque sito ci sono pubblicità Google-non per Google, ma tramite Google. Per esempio, se io fossi proprietario di un sito di gatti, guadagnerei dei soldi ogni volta che un visitatore clicca su una pubblicità Google per cibo per gatti in scatola. Poi l'azienda di cibo per gatti a sua volta paga Google.

OK e come funzionava il vostro programma?

Tutto ciò che facciamo è mettere pubblicità del genere sui nostri siti. Però se un utente clicca su una delle nostre pubblicità, invece di depositare i soldi di Google su un conto corrente normale, i soldi vengono automaticamente trasferiti ad una banca Svizzera dove i fondi poi ci servono ad acquistare azioni Google. Quindi, ci siamo presi i soldi di Google per comprare Google.

Ed è finita come con il progetto "Amazon Noir," con voi che vendete i software alla sua vittima?

No. Quello che è successo è che gli utenti cliccavano troppo sulle nostre Google Ads, e quando le Google Ads sono cliccate troppo da uno stesso utente, l'utente è bloccato, perchè altrimenti i propietari del sito cliccherebbero sempre il loro per fare più soldi. Ufficialmente, Google le chiama "operazioni disoneste". Vendere il GWEI a Google è ben più difficile che con Amazon, anche solo in base a come opera l'azienda. Se provi a chiamare Amazon, non è difficile parlare con qualcuno. Mentre, se provi a chiamare Google, ti viene la disperazione. Abbiamo ricevuto un paio di lettere minatorie, ma siamo rimasti inamovibili. Google è un monopolio estremo—fa quello che vuole. Non lo sto criticando, è una constatazione del modo in cui funziona. Non sono interessati ad uno scambio con noi. Cosa hanno da guadagnarci? Perchè dovrebbero essere pronti a rispondere alle nostre domande?

Pubblicità

Vero, dal loro punto di vista è piuttosto inutile.

Per esempio, la funzione del trasporto pubblico su Google Maps si era rotta a Vienna per tre settimane, il che fu molto problematico per la gente che ci vive. Ci fu un solo comunicato stampa da parte di Google, che spiegava che erano a conoscenza del problema e ci stavano lavorando. Voglio dire, cosa vuoi che faccia la gente? Passare alla competizione? Non c'è alcuna competizione! Si parla spesso di Google come il male più nuovo e più grande o il bene più nuovo e più grande, o anche tutti e due simultaneamente e dell'umanità che diviene stupida.

Prima hai detto che non vedi le aziende come entità nettamente buone o cattive- cosa ne pensi di tutto quel "Google è cattivo" che sta uscendo di recente sui giornali?

Non la vedo in questo modo. Per esempio, penso di poter imparare, attraverso Google Maps, a conoscere meglio la strada. Ma se sei uno che lo usa sempre e ci fa affidamento per viaggiare, allora sono sicuro che prima o poi non avrai più idea di dove stai andando.

Molti pensano che sia fatto apposta per farci diventere dipendenti.

Be', questo è quello che fa anche il nuovo sistema universitario in Austria, dove tutto ciò che importa è frequentare fisicamente una scuola e più tardi essere utile al mondo delle corporazioni. Certo che usare Google può contenere dei rischi, ma se il tuo cervello è tanto spento da rivolgersi a Google per fare tutto, allora sei comunque senza speranze.

Pubblicità

Su cosa state lavorando al momento?

Abbiamo un progetto che ci sta prendendo parecchio tempo, che si chiama "Super Enhanced." Le parti principali includono un motore software, un generatore, ed un sistema software di interrogazione. Quindi se io dovessi essere l'interrogatore, non dovrei più fare le domande. Il computer lo farebbe al mio posto e io sarei solo il suo operaio-solo una parte del sistema, nello stesso modo in cui colui che risponde è solo una parte del sistema. Per questo pregetto abbiamo fatto un mucchio di ricerca e parlato con un sacco di gente che era incarcerata nelle prigioni di Kandeha o Bakham. Un tipo, Chris, era una guardia a Guantanamo. Ha vissuto con noi per due mesi. Da una parte era parecchio aperto riguardo a quello che, secondo lui, succedeva lì. Ma d'altra parte, dovevi veramente scavare a fondo per tirargli fuori certe cose, cose veramente brutte-un tipo incredibile. Classico esempio del colpevole che viene messo nella parte della vittima. Un dicissettenne si arruola nell'esercito e a diciannove anni arriva a Guantanamo come guardia-è difficile ritenerlo responsabile delle sue azioni. In ogni caso non è sicuramente la vittima. Le vittime sono vittime.

Sono un po' nervoso nel chiederti questo, ma quali sono alcune delle cose "veramente brutte" a cui hai accennato?

Chris ci ha detto che a Guantanamo, c'è una squadra di risposta emergenze che entra in gioco quando i prigionieri non seguono le regole. "Non seguire le regole" può significare qualunque cosa, dal picchiare una guardia allo stare appoggiato alle sbarre al non dormire a pancia in su. Una volta infranta una regola, la squadra emergenza arriva, spruzza spray al pepe nella cella, e tira fuori il detenuto per pestarlo.

Pubblicità

Ugh. E Chris che ruolo giocava in questo processo?

Chris documentava tutto su video. Quello era il suo lavoro ed è per questo che si sentiva particolarmente psicopatico. Secondo lui prendere parte è meno difficile che filmare l'intero episodio.

Posso immaginarlo, in un certo senso se sei a distanza dall'azione puoi vedere quello che succede in maniera più distaccata.

Be', la distanza c'è anche per le persone direttamente coinvolte, è più una questione mentale, quando sei coinvolto. Devi anche tenere a mente che molti dei tipi nella squadra di risposta emergenze è gente a cui piace veramente quello che fa. Vogliono mostrare ai terroristi chi è che comanda.
Ma ciò che peggiora ancora di più le cose è la futilità delle piccole trasgressioni che improvvisamente scatenano un gruppo di ventenni testa-calda che si sfogano in queste operazioni calcolate e sistematiche. Per esempio, il modo in cui i dottori collaborano. Il loro lavoro è assicurarsi che il battito del detenuto sia abbastanza forte per continuare a torturarlo. Il dottore non è lì per prendersi cura del detenuto, ma piuttosto per assicurarsi che stia male al punto giusto.

Di nuovo, ugh. Che altro hanno fatto?

Una delle cose che hanno costruito, è una "cella a mancanza di ossigeno." Ti mettono dentro e una volta lì comincia a mancarti l'aria per respirare. Poi ti sdrai per terra come un pesce boccheggiante e un medico viene dentro di tanto in tanto per vedere come te la passi. In quel modo riprendi un po' di aria, e puoi vivere un po' più a lungo. Ma a detta di Chris, non è che facciano questa cosa per un paio d'ore o giorni, ma per intere settimane… Be', sta a te farti un'idea su questa roba.

Si. Ma Guantanamo non è un caso isolato.

Guantanamo non ci interessava troppo, perchè alla fine è un mito pop. Uno può andare a farci delle foto e ovviamente fa notizia ma Guantanamo è un pesce piccolo. Molte delle carceri di massima sicurezza negli Stati Uniti stanno già lavorando con simili metodi.

Ci sono altri progetti in programma?

Stiamo facendo un progetto che si occupa di medicina e farmaci prescrivibili. Vogliamo creare qualche nuova malattia (MGU - Malattie Generate dagli Utenti). Inoltre, prima o poi dovremo ridisegnare il nostro sito. In un certo senso è assurdo che un gruppo di internet artist non abbia ancora finito il proprio sito. Il fatto è che il web design è sempre così palloso…

INTERVISTA DI JULIANE LIEBERT
FOTO-RITRATTO DI DANIEL GEBHART DE KOEKKOEK
Immagini COPYLEFT 2000-2010 UBERMORGEN.COM