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In memoria delle ultime persone morte nel tentativo di stabilire un record

Tutti vorremmo essere ricordati in quanto detentori di un record, ma non sempre va tutto liscio. Ecco le storie di alcuni uomini coraggiosi che sono morti in questi ultimi anni nel tentativo di diventare i re dei loro regni personali.
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Una pubblicità della

Shell incentrata su J. G. Parry-Thomas, che morì nel tentativo di stabilire il record del mondo di velocità nel 1927

Ci sono molti modi per farti credere che sarai ricordato, che hai lasciato un segno più indelebile degli altri. Per esempio, se sei la persona che ha contribuito a fare la storia dell'umanità mangiando il maggior numero di crocchette di pollo nell'arco di 24 ore, ti sei guadagnato l'immortalità. In una cultura in cui l'attenzione che ci si attira vale quasi quanto ogni altra valuta corrente, le strade per l'immortalità possono essere infinite.

Alcune persone pagano la propria ambizione con la vita. Solo negli scorsi anni, sono state registrate numerose morti avvenute nel tentativo di battere un record del mondo—così facendo, queste persone si sono almeno distinte dalle centinaia di altre che oltre ad avere fallito, sono rimaste sconosciute.

Ovviamente, non bisogna essere Samuel Beckett per immaginarsi che i fallimenti, uno dopo l'altro, anno dopo anno, siano stati a loro modo straordinari tanto quanto le vittorie. Se non altro per il fatto che la maggior parte dei nostri giorni trascorrono nella calma piatta o nel terrore della morte, molti di noi riescono a identificarsi più con una persona che è morta nel tentativo di ottenere un titolo che con quella che lo detiene.

Ecco le storie di alcuni dei meravigliosi folli che sono morti in questi ultimi anni nel tentativo di diventare i re dei loro regni personali.

Barbar e Haris Suleman, morti nel tentativo di fare il giro del mondo in volo, in 30 giorni (2014)

Barbar e Haris Suleman, padre e figlio, entrambi piloti, si sono preparati per mesi per riuscire a battere il record mondiale e fare il giro del mondo in un monomotore nel minor tempo possibile. Sarebbero atterrati per fare rifornimento 25 volte in 15 paesi, durante un viaggio di circa 42.000 chilometri che volevano completare in tempo record. Nel contempo, avrebbero raccolto fondi per una scuola del Pakistan.

Poco dopo il decollo dal Pago Pago International Airport delle Samoa Americane, per cause non chiare, l'aereo pilotato dal 17enne si è inabissato nel Pacifico. Il ragazzo è morto. Il corpo del padre non è mai stato ritrovato.

Di notte, con o senza luna, l'oceano sembra così vasto da farti pensare che sia infinito, il suo corpo così largo e profondo da darti l'impressione di poter inghiottire qualunque cosa, eppure dall'alto sembra così placido. Questo stesso mare d'estate attrae migliaia di persone che si crogiolano sulle sue rive nelle giornate di ferie.

Diana Paris, morta nel tentativo di fare il salto di gruppo con il maggior numero di paracadutisti (2014)

Nel gruppo di 222 paracadutisti che si sono riuniti a Eloy, in Arizona, per saltare insieme da un aereo, uno non ce l'ha fatta: si tratta di Diana Paris, 46enne, che nel corso della sua vita aveva già fatto 1.500 salti. Questa volta però il suo paracadute non si è aperto in tempo per rallentarne la caduta ed evitare la fatalità.

I 221 paracadutisti sopravvissuti hanno deciso che avrebbero riprovato a battere il record senza di lei, lasciando uno spazio nella coreografia al suo posto.

Tutta quest'aria è ciò che ci dà la possibilità di avere sensazioni, di respirare e stare al mondo. Ma è anche quella che ci schiaccia a terra.

Janaka Basnayake, morto nel tentativo di essere sepolto vivo (2012)

Attualmente non esiste alcun record del mondo per chi è rimasto sepolto vivo più a lungo e Janaka Basnayake, 24enne dallo Sri Lanka, aspirava a stabilirne uno. Gli amici e i parenti lo hanno aiutato a scavare una buca di tre metri in cui egli si è fatto calare, e hanno ricoperto il suo corpo di terra. Erano le 9.30 di un sabato mattina.

Sei ore e mezzo dopo Janaka è stato trovato incosciente, e dichiarato morto in seguito in ospedale. La famiglia ha spiegato ai media che il giovane si era già sottoposto allo stesso esperimento ma per meno tempo, e che aveva tentato di sfidare il destino in altri innumerevoli modi.

Se a porre fine alla vita di Basnayake non sono state la profondità, la pressione, o la mancanza di ossigeno, magari sono stati un suono o una visione che ha esperito prima che la terra lo abbracciasse come cosa sua, confondendolo con tutti gli altri corpi messi a riposo nel cimitero di fango lì vicino.

Juan Francisco Guillermo, morto nel tentativo di passare cinque anni di fila su una bicicletta (2015)

Juan Francisco Guillermo voleva stabilire un record lungo cinque anni, durante i quali avrebbe percorso in bicicletta 250.000 chilometri. Partito nel novembre del 2010, era all'ultimo anno quando un camion lo ha investito su un'autostrada della provincia di Nakhon Ratchasima, nonostante fosse nella sua corsia in un lungo tratto di strada dritto. È morto sul colpo. La moglie e il figlio di due anni, che lo avevano accompagnato in quel tratto del tragitto, sono rimasti entrambi feriti.

Ogni cosa che ti succede non è solo il prodotto della tua azione, ma delle azioni di innumerevoli altre persone. Tutto può succedere. Con un leggerissimo movimento delle braccia sul manubrio puoi evitare di cadere. Ogni centimetro di terreno che calpesti vedrà sparire le tue impronte.

Nicholas Mevoli, morto nel tentativo di battere il record di immersione (2013)

Mentre lo guardavano scendere, gli altri tuffatori sapevano che il 32enne Nicholas Mevoli si stava spingendo troppo in là. Nel tentativo di battere il record d'immersione senza pinne tra gli uomini americani ha raggiunto la profondità di 68 metri. Il record era di 71 metri, niente a che vedere con il record mondiale di 101 metri. Vicino al traguardo ha vacillato come se fosse sul punto di risalire, poi si è spinto fino a toccare i 72 metri.

Gli spettatori si sono sentiti sollevati quando Mevoli è ricomparso in superficie, per poi realizzare immediatamente che non stava bene, nonostante facesse gesti di vittoria. Riusciva a parlare ma aveva lo sguardo disorientato, una scissione tra il cervello e il corpo. È poi svenuto e dalla bocca ha cominciato a perdere sangue. Dopo 90 minuti di rianimazione è stato dichiarato morto.

C'è sempre un gradino oltre. La distanza o a lunghezza rappresentano solo il limite oltre il quale un'iniziativa diventa quella, una su un milione, che si differenzia da tutte le altre. Finché arriva qualcun altro a battere il record.

Misao Okawa, morta nel tentativo di rimanere in vita (2015)

Misao Okawa, dal Giappone, è stata nominata la donna vivente più longeva del mondo e la persona vivente più longeva del mondo. Ha detenuto questo record per tre anni, finché poi si è spenta un mese dopo il suo 117esimo compleanno. Ha vissuto 70 anni in più rispetto a suo marito e ha passato le ultime ore in compagnia dei suoi molti figli, nipoti, e bisnipoti. I suoi consigli per una vita longeva erano "mangiare sushi, e dormire almeno otto ore a notte."

Subito dopo la sua morte, Okawa ha visto entrambi i suoi record battuti, visto che nonostante fosse la più longeva giapponese di sempre, non è la persona più longeva che sia mai vissuta, battuta per quasi cinque anni. La lista, comunque, non è aggiornata. Al suo ultimo compleanno ha detto che le sembrava che la sua vita fosse stata più breve.

Alla fine, è la vita. Quello che ti ricordi e che non ti ricordi è ciò che sei diventato e ciò che hai ottenuto, ciò che volevi rimanesse di te, mentre il tuo successore è già alle tue spalle, in attesa di riempire uno spazio che chiamavi tuo. Almeno finché avevi voce per farlo.

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