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A9N4: Molti nemici

La scena in metropolitana

Sui treni e nelle stazioni con le gang del reggaeton di Città del Messico.
12.6.13

Foto di Mauricio Castillo.

Il personale della metropolitana sposta i passeggeri in carrozze diverse così che i Sikarios disturbino meno persone possibile.

È sabato mattina in una delle stazioni della metropolitana di Città del Messico e i membri della gang Panamiur si sanno dirigendo a una festa. Il loro leader, Cidel, indossa dei grandi occhiali da sole, ha la cresta imbrattata di gel, dei pantaloni cargo e una t-shirt con un due e un sei aerografati sopra—un riferimento al 26 novembre 2010, data di fondazione della Panamiur. I cinquanta ragazzi che circondano Cidel sono vestiti tutti uguali, con collane d’oro finto, occhiali sproporzionati, berretti da baseball dai colori sgargianti e jeans. Urlano un coro contro i membri di una gang rivale dall’altro lato della stazione. “Quella troia della mamma di Jori si fa un bagno, eh, oh!” gridano. “Vive a due passi dal nostro territorio, eh, oh! Con un enorme uccello in una mano e uno straccio impregnato di colla nell’altra, eh, oh! Parola di gang, la stupreremo, noi la stupreremo. Le sfonderemo il culo! Fottuta puttana!” Ridono perché per loro è uno scherzo, ma il resto dei passeggeri li guarda nervosamente. La Panamiur è parte di un gruppo di gang locali conosciute come “combo”, formate da reguetoneros [fan del reggaeton] poco più che adolescenti che popolano le stazioni della metropolitana di Città del Messico. Cidel mi spiega che i valori della Panamiur sono la musica, le feste e il sostegno tra compagni, in qualsiasi occasione, proprio come in ogni altra combo. Per quanto ne sanno gli altri passeggeri, i loro ideali comprendono anche sniffare detergente per pipe e colla industriale da qualche straccio, facendosi segnali da gang e urlando oscenità a proposito di stuprare la mamma di qualcuno; quindi qualche nervosismo è comprensibile. Soprattutto considerando le storie sulle combo circolate sui media nell’ultimo anno. Le combo sono comparse per la prima volta sulle copertine dei giornali lo scorso giugno, quando più di 600 reguetonero scontenti, dirottati da un concerto reggaeton che era stato cancellato, hanno deciso di girovagare per le stazioni della metro dei quartieri alla moda. Hanno staccato la segnaletica dalle pareti, hanno scatenato risse e più di 200 ragazzi sono stati arrestati e portati in prigione, per essere rilasciati poco dopo. Qualche settimana più tardi, il 4 agosto, una vera e propria guerriglia si è scatenata in un’altra stazione, quando 50 membri di una combo sono stati colti di sorpresa da 150 membri di una gang rivale che odia il reggaeton. Le telecamere di sorveglianza hanno ripreso la rissa, e il video, che mostrava anche l’improvvisa esplosione di alcune bombe nella stazione, è diventato virale e Città del Messico si è ritrovata improvvisamente un nuovo movimento giovanile di cui preoccuparsi. Le persone hanno iniziato a chiedersi se stiano vivendo in una specie di remake latino americano de I guerrieri della notte. Se molti reguetonero delle combo sono senza dubbio colpevoli di essere litigiosi e di sniffare chimicaglie in pubblico, come i motociclisti americani negli anni Cinquanta o i metallari negli anni Settanta, non sono minacciosi quanto suggeriscono i media. Secondo molti membri, c’è stato un forte impegno da parte delle gang stesse nell’organizzarsi ed evitare i conflitti, soprattutto grazie agli sforzi di un portavoce ventenne di nome Brenan. Nel 2011 Brenan ha fondato FU Antrax—una sorta di Nazioni Unite per gli adolescenti sniffa-colla che vivono nelle stazioni della metro.

I Sikarios in posa fuori dalla stazione metropolitana di Garibaldi, prima di dirigersi verso un locale per festeggiare il loro terzo anniversario. Sulla loro maglietta anche il logo della stazione in cui di solito bazzicano.

Il primo contatto di Brenan con le combo è avvenuto mentre lavorava come buttafuori in un locale famoso fra i reguetonero. Aveva notato che la presenza di pubblico calava ogni volta che girava voce che un certo gruppo avrebbe creato dei problemi con una gang rivale, e pensò di poter organizzare feste migliori, più grandi e più pacifiche.

“Durante il primo incontro eravamo tutti tesi e scettici,” mi ha detto Brenan, “ma abbiamo discusso e abbiamo ricominciato da zero.” Successivamente, alcune combo hanno lasciato la FU Antrax e hanno dato vita a una seconda federazione chiamata La Familia. Brenan mi ha raccontato che anche se alcuni dei suoi volevano attaccare questa fazione, lui li ha convinti a non farlo. “Non mi vedono come un leader, ma più come un coordinatore,” mi ha spiegato. “Coordino le persone. Cerco di guidarle in modo da non fargli fare cose che non dovrebbero fare.” L’occasione per cui alcuni membri di diverse combo si sono riuniti sabato è la festa di compleanno di Brenan. E anche se l’evento vuole essere completamente pacifico—sono presenti solo 300 fra i suoi amici più cari, provenienti da diverse combo, ubriachi e molesti mentre ballano reggaeton in un magazzino—i dettagli della serata sono segreti. Arriviamo al luogo dell’incontro e non ci sono né scritte né segnali. Alle quattro del pomeriggio le porte sono chiuse. “Il governo dice che le nostre feste sono clandestine, ma lo sono solo perché non abbiamo uno spazio nostro,” sostiene Brenan. “Se il governo ci vedesse insieme, diciamo per una festa in casa, manderebbe subito la polizia. Anche se non stiamo facendo niente di male. La gente ha paura di noi.” Non c’è dubbio che le autorità stiano tenendo d’occhio le attività delle combo. Jose Alfredo Carrillo, che supervisiona la sicurezza della metropolitana di Città del Messico, assicura che ogni sabato i suoi uomini tengono d’occhio in media di 3.000 reguetonero, hooligan e altri potenziali piantagrane che usano i treni per andare alle feste o agli eventi sportivi. “Negli ultimi anni questi gruppi hanno iniziato a rappresentare un problema non solo per i treni e le strutture pubbliche, ma anche per gli altri e per se stessi,” sostiene. “Sono diventati sempre più violenti e aggressivi, dobbiamo essere pronti a garantire la sicurezza loro e del resto dei passeggeri. Una volta entrati, non possiamo lasciare che si mescolino agli altri. Li abbiamo visti rubare e picchiarsi.” Spesso poliziotti in tenuta antisommossa monitorano le combo anche all’interno delle metro, svuotando addirittura intere carrozze per separarli dagli altri passeggeri. Ho chiesto a Carrillo se pensa che le combo siano dei gruppi criminali o solo agglomerati di ragazzini ribelli in cerca di divertimento. “Comprendiamo che si tratta di un fenomeno culturale,” mi ha risposto. “Sono giovani in cerca di una maniera di esprimersi. Il problema è quando superano la linea fra ciò che è legale e ciò che non lo è.” I Sikarios, la più grande combo di Città del Messico, festeggiano il loro terzo anniversario in un locale vicino alla stazione di Ciudad Azteca. Ad alcune combo l’etichetta di piantagrane non da fastidio, anzi, come i Sikarios, la più grande e nota gang che occupa le metropolitane di Città del Messico. Il loro logo ha un AK-47 al posto della k, ma i Sikarios non sono associati ai cartelli della droga o al crimine organizzato, e non sono tanto pericolosi quanto lascerebbe intendere la loro reputazione. Ciò nonostante, le autorità spesso li prendono di mira. In dicembre hanno celebrato il loro anniversario facendo quello che sanno fare meglio: riunire 400 ragazzini fuori di testa in un club e ballare, bere, suonare i bonghi e sniffare colla per tutta la notte, finché gli sbirri non hanno rovinato la festa. “La polizia ha detto che avevamo saccheggiato un panificio, ma non era vero,” mi racconta Mike, il leader dei Sikarios. “Eravamo fuori con i nostri bonghi, e loro non hanno capito cosa stesse succedendo. Hanno preso alcuni dei nostri ragazzi e li hanno caricati in macchina, portandoli via per prender loro soldi e cellulari… Siamo stati stigmatizzati, nella loro testa sono convinti che siamo dei drogati, dei violenti e dei ladri. Ma non è vero.” Quando ho citato la famosa rissa tra combo riportata dai media lo scorso anno, Micky me li ha dipinti come gruppi più piccoli e meno organizzati i cui leader non sono in grado di mantenere il controllo. Alla sua festa di compleanno Brenan mi ha detto più o meno la stessa cosa. La descrizione che i media e la polizia fanno delle combo è sbagliata, e spesso è ingiusta. “Solo perché ci vestiamo in modo diverso, [le persone] ci vedono per strada e pensano che li deruberemo, quando in realtà stiamo solo tornando a casa da scuola!” sostiene. “Molti pensano che non lavoriamo, ma lo facciamo. Per esempio, io ho una laurea—sono ingegnere elettrotecnico.” Gli ho chiesto dei suoi amici che sniffavano colla tutto intorno a noi, ma lui mi ha ignorato. “La gente non si droga perché appartiene a una combo o ascolta reggaeton. Molti hanno problemi familiari, e per sfuggirne finiscono per drogarsi. E solo perché uno di noi si droga, non significa che siamo tutti dei tossici; solo perché uno di noi ruba, non vuol dire che siamo tutti ladri. Ci sono politici che si drogano, ci sono personaggi famosi che si drogano, ma non dirò che tutti loro si drogano… Non sono un tipo che giudica.”

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