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VICE News

I migranti dell'ex Moi

Come vivono i migranti africani quando i centri di accoglienza chiudono? Siamo stati a Torino per cercare di capirlo.
10.7.13

Dopo la rivoluzione in Tunisia e la guerra in Libia, migliaia di profughi hanno lasciato le coste africane e sono arrivati in Europa. In Italia nel solo 2011 sono state presentate 441.300 domande d'asilo. Il governo ne ha accolte 64.779, e per occuparsi dei rifugiati ha affidato alla Protezione Civile la gestione dell'Emergenza Nord Africa. Dopo due anni i fondi sono finiti, e alla fine di febbraio 2013 i centri di accoglienza post-primavera araba sono stati chiusi.

A Torino, dopo un mese alla ricerca di un riparo tra gallerie e vagoni dei depositi ferroviari, 200 africani hanno occupato le palazzine ex Moi del villaggio olimpico cittadino costruito per i giochi invernali di Torino 2006. Col tempo i residenti sono raddoppiati, e nonostante in molti abbiano lo status di rifugiato non riescono a trovare un lavoro.

Per sopravvivere alcuni si sono trasferiti a qualche chilometro da Torino, nelle campagne di Saluzzo, per lavorare come braccianti nella raccolta della frutta. Ad oggi la stagione non è ancora iniziata, e più di 200 africani sono in attesa.

Abbiamo trascorso qualche giorno con i ragazzi dell'ex Moi e i braccianti di Saluzzo, cercando di capire come vivono.