Un autista di Uber fotografa i suoi passeggeri sbronzi

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Un autista di Uber fotografa i suoi passeggeri sbronzi

Quello che state per leggere è First-Person Shooter, un appuntamento irregolare che ci offre uno spaccato sulla vita di completi sconosciuti attraverso le loro foto.
29.3.16

Quello che state per leggere è First-Person Shooter, un appuntamento irregolare che ci offre uno spaccato sulla vita di completi sconosciuti attraverso le loro foto. Il funzionamento è molto semplice: diamo due macchinette usa e getta a una persona chiedendole di fotografare il suo venerdì sera, e poi pubblichiamo il risultato.

Il fotografo di questa settimana è Arthur, un autista Uber di Los Angeles. Di giorno fa l'illustratore, ma la sera alza un po' di soldi scarrozzando gente più o meno ubriaca in giro per la città. Ecco cosa ci ha detto.

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VICE: Raccontaci un po' il tuo venerdì sera.
Arthur: È stata una bella serata. Ho iniziato da Gardena, poi mi sono spostato a Hollywood e infine nella Valley.

A che ora attacchi di solito? E com'è la clientela?
Tra le 8 e le 10 di sera, mi piace come lavoro perché ho orari flessibili. Lo faccio circa quattro volte a settimana.Quanto alla clientela, le signore sono sempre gentili. Perlopiù anche gli uomini, a meno che non siano con la fidanzata.

Il venerdì è diverso dagli altri giorni? Qualcuno ti ha mai vomitato sui sedili?
No, non ancora. Tra l'altro l'odore di vomito non va via facilmente.

In una delle foto si vede un cliente che beve fuori dalla macchina. Cosa fai in questi casi?
Chiedo di finire di bere prima di salire. Ma quel tizio era particolare. Quando siamo arrivati a destinazione mi ha chiesto di rimanere lì. E così ho fatto, e per venti minuti sono rimasto lì con lui. Credevo stessimo aspettando qualcuno, ma poi mi ha detto che quella era casa della sua ex.

Hai avuto reazioni strane da parte dei passeggeri alle tue richieste di foto?
La maggior parte ha rifiutato di farsi fotografare. Mi aspettavo che man mano che si faceva tardi i più si sarebbero lasciati andare. Invece più erano ubriachi più sembravano restii a farsi fotografare da un tizio con una usa e getta. Ho anche detto che era una cosa per VICE, ma evidentemente pensavano fosse una palla. Uno ha pure risposto, "Ho detto no a un reality, figurati se dico di sì a VICE."

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Ma ti sei fatto portare a casa da qualcuno o sbaglio?
Finito il mio turno sono andato a una festa, e ho pensato di chiamare una macchina per il ritorno così da documentare l'altro lato dell'esperienza e mostrare la varietà di situazioni. Peccato mi sia ritrovato un autista coi capell lunghi; in pratica era me, solo apparentemente più disposto a lavorare tardi la notte.

Cosa fai quando non fai l'autista?
L'illustratore. Qui trovi il mio sito.

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