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A8N1: Diavolo di un satanasso

L’adefobia è la paura dell’ade

E fa una paura infernale.
12.1.12

Siete terrorizzati alla sola idea di trascorrere l’eternità in uno sporco pozzo di dannazione eterna? Un posto orribile dove i demoni vi strapperanno le palpebre, costringendovi a guardare i peggiori ricordi della vostra vita? Sbucciando strati di pelle per sostituirli con vermi? Trascorrendo la vita eterna nella dannazione, dove il fuoco non si estinguerà mai e “per sempre” sarà la più nera delle oscurità? Un posto in cui si esisterà in eterno, tormentati da pianti e tremiti? Un luogo dove nessuno, tranne il diavolo in persona, si fermerà mai ad ascoltare le grida delle vostre anime bruciate dal fuoco? Se è così, potreste essere affetti da una condizione nota come “Adefobia”, o “la morbosa e irrazionale paura dell’inferno”. Secondo vari siti di salute mentale, questa patologia comporterebbe sintomi fisici, palpitazioni, sudorazione, nausea e iperventilazione, ed effetti psicologici, come “sentirsi fuori di sé, intrappolati, incapaci di fuggire, stravolti da una continua sensazione di morte imminente”. Come molte paure croniche, l’adefobia può essere causata da un trauma, che trasforma il timore degli inferi in vero e proprio terrore. Non sorprende, dunque, che tra le persone più colpite figurino individui cresciuti in ambienti profondamente religiosi: per aver paura dell’inferno, bisogna crederci. Secondo un sondaggio del Pew Forum, il 59% degli americani è convinto che scavando abbastanza in profondità si possa arrivare al regno di Satana, un posticino in cui lui e i suoi amici demoni torturano i malfattori per l’eternità. Per farmi un’idea di quel che devono affrontare questi poveri bastardi, ho deciso di trascorrere un po’ di tempo su alcuni forum cristiani. Gli adefobici in cui mi sono imbattuta mi hanno confessato di aver paura, di sentirsi confusi e di non avere più voglia di vivere. Come se non bastasse, “inferno” viene sempre scritto con la “i” maiuscola. Ecco i punti salienti del mio viaggio nel cyberspazio satanico. “Clinton” scrive: “Ho a malapena voglia di vivere… Ho degli incubi pieni di demoni e serpenti. Mi preoccupo che un Dio che disprezzo possa torturare i miei amici atei. Ho così tanta paura che a volte vorrei morire, per evitare di vivere nel dubbio di non sapere quel che mi aspetta dall’altra parte.” “Ragazza depressa” dice più o meno le stesse cose: “Non riesco neanche a dirti quanto mi spaventi; non ho la forza di immaginarmi bruciata per l’eternità. So di aver peccato, mi pento, ma Dio mi punirà, è sicuro, brucerò all’Inferno. Ogni volta che ci penso non riesco a godermi la vita. Vivo un Inferno in terra.” “Un tizio” è preoccupato dei suoi amici non timorati di Dio: “La maggior parte dei cristiani è convinta che accettando Gesù si verrà salvati. Ok, per me funziona, ma tutti gli altri? Come può un Dio amoreole permettere che si soffra in eterno? E come si può godere del paradiso sapendo che altri stanno soffrendo?” Una buona domanda. “Pregate” sembra essere la più gettonata delle risposte, l’alternativa è rivolgersi a un medico. Spacciandomi per adefobica, ho deciso di postare un paio di thread e verificare con i miei occhi i consigli offerti dai miei bravi compagni di forum. Navigare sulle chat cristiane può essere difficile, venivo distratta in continuazione: prima dalla scelta dell’emoticon che mi rappresentasse—ho scelto quella chiamata “lodare”—, poi cercando di capire come meritarsi una “benedizione” (bisogna comprarle), e alla fine sono stata rapita dai topic. “Il rilassamento muscolare è pericoloso?” “Gli angeli ci giudicano dall’aspetto?” Spero di no, non sono sicura che all’inferno ci sia abbastanza spazio per tutti i figli di puttana brutti del pianeta. Dopo quattro giorni ho ricevuto poche risposte, ma qualcuno mi ha comprato 300 benedizioni. Il commento di un ragazzo con 1.066.312 benedizioni è stato piuttosto desolante: “Esistono solo il paradiso e l’invalicabile abisso. Contano solo il giudizio e la morte. Vita eterna per i veri cristiani e morte eterna (e senza ritorno) per i malvagi. Le due categorie non dovranno più dividersi niente, nemmeno la coscienza.” Una gentile signora con 100.684.682 benedizioni ha postato una citazione di Bob Dylan—sicuramente dal suo periodo cristiano: “Il tuo non è che il primo dei sintomi distruttivi che accompagnano la religione. Vorrei esaminare le tue motivazioni di fede e considerare ciò che è meglio per la tua salute mentale.” Un uomo, fierissimo delle sue 696.926 benedizioni, mi ha inviato l’immagine di uno stoner, chitarra in mano e tramonto alle spalle, “Se credi davvero all’esistenza di un luogo infuocato in cui le persone bruciano in eterno, è normale essere paralizzati dalla paura. Per fortuna, non esiste. La Bibbia è molto chiara: il costo del peccato è la morte, non la tortura eterna (Romani 6:23). È un peccato che le persone tentino di spaventarti raccontando favole di tormento eterno.” A questo punto mi sono innamorata perdutamente del sito e ho ascoltato il consiglio. Lungo la strada dell’obiettività, ho voluto raccogliere un altro parere, trascorrendo del tempo in compagnia di Rick Lannoye, autore del libro Hell? No! Why You Can Be Certain There’s No Such Place As Hell. Il testo demolisce il concetto di inferno, utilizzando le Sacre Scritture per dimostrare che Gesù non ha mai citato un luogo così terribile. Adefobici di tutto il mondo, c’è speranza! Dice Rick: “Mi convertii all’evangelismo alla tenera età di 14 anni. Sono ben consapevole di come l’inesperienza possa rendere vulnerabili a condizionamenti emozionali. L’esistenza dell’inferno fa veramente paura.” Quello degli adulti è un comportamento irresponsabile instillare paura nella “mente di bambini innocenti che non hanno l’età per discernere la differenza tra realtà e immaginario” è sbagliato. A Rick ci sono voluti 20 anni di ricerca e la stesura di Hell? No! per scrollarsi di dosso questa paura. La sua speranza ora è che il libro possa aiutare altre persone “sottoposte alla manipolazione delle scritture dei falsi maestri.” Egli garantisce che “si può essere certi che Dio non farà mai male a nessuno, nemmeno per un istante, figuratevi per l’eternità.” Il consiglio migliore però, l’avevo già trovato. Indovinate un po’? Ovviamente nel forum cristiano, da un tizio chiamato “Iraniano”: “Vivi una vita normale, e se Dio ti manda all’inferno, è un coglione.” Amen, fratello. Altre fobie:

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