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Kok An, il prossimo dittatore cambogiano?

In Cambogia c'è un nuovo ricco ometto che, non contento di fare il senatore e di possedere diversi casinò, vuole mettere le mani sull'università.
8.2.12

Il senatore Kok An.

Se avete visto il nostro documentario sulla prima Settimana della Moda della Cambogia, saprete probabilmente che il piccolo regno ha fatto molti passi avanti rispetto ai giorni sanguinosi dei Khmer Rossi e delle strade sporche e piene di bambini mutilati.

Sfortunatamente, però, la corruzione continua a dilagare, soprattutto a livello giudiziario: a Phnom Penh, le udienze in cui la difesa non si presenta e i verdetti a sorpresa sono all'ordine del giorno, e i tentacoli del potere sono ancora in grado di arrivare ovunque. È il caso, per esempio, del Senatore Kok (nome piuttosto appropriato, non trovate?), un magnate redento, che, dopo aver fatto man bassa delle industrie del Paese, ha buttato l’occhio sulla maggiore istituzione educativa, l'Università Internazionale di Phnom Penh, scaraventando in galera chiunque osasse intralciare il suo cammino (parenti inclusi).

Ho fatto una telefonata al mio amico Vincent Maclsaac, un giornalista canadese residente a Phnom Penh che sta indagando sulla faccenda.

VICE: Ehi Vincent, come ti trattano in Cambogia? Non mi sembri molto allegro.

Vincent Maclsaac: Macché, è un Paese affascinante! Non importa quanto può essere deprimente la storia a cui lavori, ci sono sempre persone che combattono per la giustizia, che danno l'esempio.

Buon per te. La tua ultima indagine sembra piuttosto pazza, che succede?

Sto seguendo un processo in cui è coinvolto Kok An, uno dei dieci uomini più ricchi della Cambogia e senatore tra le file del Partito Popolare Cambogiano. Possiede diversi casinò e una compagnia di import/export di marche internazionali—British tobacco, Budweiser ed Evian, tra le altre. Questa sua compagnia, la Anco, non ha un conto bancario aziendale, e la cosa mi ha incuriosito. Quando ho fatto qualche indagine, è venuto fuori che la Anco è registrata a nome della seconda moglie di Kok, mentre il cugino di lei è tesoriere della compagnia.

L'Università Internazionale di Phnom Penh. Il solo edificio è valutato 8 milioni di dollari.

Ho letto che Kok An sta mettendo le mani sulla più grande università della Cambogia, è vero?

Il land grabbing è molto comune in Cambogia, ma qui parliamo di un’università, un bel passo avanti. Ma stavolta Kok potrebbe aver passato il segno. Ha infatti accusato i parenti Tep Kolpa, rettore dell'univeristà, e il marito di lei, Heang Chheang—che è anche tesoriere della compagnia di Kok—di essersi appropriati indebitamente di denaro a lui appartenente. E non una piccola quantità di denaro—li sta accusando di aver fatto sparire una somma pari al valore dell’università stessa (8 milioni di dollari). Come risultato, la corte ha sequestrato i loro beni.

In che grado di parentela sono Kok An e la rettore dell’università e suo marito?

Il padre di Heang Chheang è fratello di due delle mogli di Kok An. La prima e la seconda moglie, che sono sorelle.

Scusa, non ho capito.

È piuttosto complicato.

Esatto.

Dunque, il marito di Tep Kolpa, Hung Chheang, sarebbe una specie di cugino povero assoldato da Kok An per lavoretti. Solo che oggi è il tesoriere della Anco.

E cosa c'entra l'università? Il signor Kok è semplicemente avido, o vuole manipolare le giovani menti del Paese?

Le università sono un business molto redditizio in Cambogia, perché la popolazione è molto giovane—un terzo sotto i trent'anni. Quindi è un investimento molto valido, il cui valore crescerà esponenzialmente.

Di certo lo sapevano anche Tep Kolap e suo marito. Non erano lì per i soldi?

Certo, è tutto nei piani di Tep Kolap. Le rette sono più basse del 50 percento rispetto alle università rivali, attirando tutti coloro che non avrebbero potuto permettersi un'istruzione.

Tep Kolap è colta e viene da un ambiente agiato. Come mai la causa si è risolta così in fretta? Non ha reagito?

Sarebbe stata in grado di farlo, se solo non l'avessero messa in prigione.

Heang Chheang lascia la Corte Suprema di Phnom Penh dopo che gli è stata negata la libertà vigilata, 12 ottobre 2011.

Anche la vecchia Kampuchea Democratica aveva a cuore processi e pene detentive, vero?

Sì, la situazione è geneticamente corrotta. Il sistema giudiziario è un tale disastro—puoi comprarti un verdetto, qui. È ciò che stanno facendo tutti i politici, non c'è niente di nuovo. Fortunatamente non è tutto nero: ci sono personaggi molto consapevoli che lavorano al Ministero della Giustizia, al Governo e nel sistema giudiziario e sono decisi a cambiare il sistema. Mu Sochua, per esempio, deputata che combatteva per i diritti dei lavoratori, ha perso una battaglia giudiziaria per diffamazione con il Primo Ministro, dopo che lui aveva parlato di lei come una prostituta durante un discorso pubblico.

A parte la buona volontà di pochi, che altre misure si stanno prendendo contro la corruzione?

La Cambogia vuole ottenere più investimenti dall’estero, quindi si sta cercando di darsi una ripulita. Ma la corruzione è radicata in profondità, e le persone che ne traggono beneficio sono ovviamente contrarie al cambiamento.

E cosa mi dici degli studenti, non vengono coinvolti?

Quando a Tep Kolap è stata negata la libertà dietro pagamento di cauzione c’è stata una protesta, ma piccola. Gli studenti cambogiani di solito sono poveri, lavorano tutto il giorno e nel contempo studiano—non possono permettersi il lusso di organizzare e mettere in atto proteste.

Tep Kolap assistita da una parente al Cambodian-Russian Friendship Hospital a Phnom Penh.

L’opposizione ha recentemente guadagnato popolarità. Avranno qualche effetto positivo sulla corruzione, se saliranno al potere?

No. Sono all’opposizione da molto tempo, non sembra che siano in grado di riuscire a fare tanto, ora.

Peccato. Per molti, l'attuale situazione è un campanello d’allarme. Pensi che questa storia sia indicativa di una regressione alla Cambogia degli anni Settanta, quella di Pol Pot?

Be’, la Cambogia ha una lunga tradizione nello scioccare il mondo. Per esempio, il 17 gennaio c’è stata una protesta in una piantagione di alberi da gomma, e la polizia militare ha aperto il fuoco. Quattro persone sono rimaste uccise.

Cosa?! Ma è terribile.

Il fatto è che, data la storia di Pol Pot, il popolo cambogiano la vede come un passaggio dalle atrocità all’abuso dei diritti umani. Non la percepiscono in modo così tragico.

Che schifo. E riguardo alla corruzione? Ho sentito che il partito di Mu Sochua ha guadagnato consensi, ultimamente. Se ottenessero il potere, fermerebbero la corruzione?

No.

Oh.

Sono stati all’opposizione talmente a lungo, che non mi sembra che siano in grado di fare tanto, a questo punto.

Non c’è nulla di buono da aspettarsi, dunque?

Penso che il futuro della Cambogia possa essere molto positivo, perché la popolazione è molto giovane; sono cresciuti con grandi aspettative, hanno più libertà rispetto ai genitori, sono meglio educati, hanno visto un cospicuo aumento delle infrastrutture, maggiore stabilità… Immagino che vorranno che tutto questo prosegua. L’unico reale pericolo è che il partito al potere soffochi questa generazione.

Mi sembra il caso di un Paese in un momento di transizione. Purtroppo, però, la natura di questa transizione—che sia positiva o meno—è ancora tutta da scoprire.

Be’ speriamo sia positiva. Grazie, Vincent!

Guarda Fashion Week Internationale: Cambogia Fashion Week.