FYI.

This story is over 5 years old.

Música

Alice, I still love you to death: report da Trezzo sull'Adda

Costantino della Gherardesca al concerto di Alice Cooper.
25 ottobre 2011, 2:35pm
Concerto di. Alicia Cooper a Trezzo D'Adda. Tutte le foto di Costantino della Gherardesca.

Phil Spector ha traumatizzato i propri figli a tal punto che, oramai quarantenni, quando vedono i luoghi della propria infanzia col padre, scoppiano in lacrime. Ha anche sparato in faccia a una ragazza, per grazia di Dio uccidendola e non lasciandola viva con le sembianze di uno stinco di maiale al forno con una cannuccia per mangiare e un'altra per respirare. Sfortunatamente il sistema giuridico americano non capisce la musica e ha buttato il povero Phil in prigione. Mentre veri criminali, come il sommelier di sperma Justin Timberlake, sogno erotico di tutte le ragazze obese, continuano a sgambettare davanti alle telecamere, liberi ed impuniti.

Alice Cooper, come Phil Spector, è un intoccabile. Potrebbe sgozzarmi la famiglia sotto l'albero di Natale e comunque, per via di Love It To Death (il suo album del '71), rimanere per me un grande amore che non deve essere disturbato da rotture di coglioni tipo "la legge." Sentendomi obbligato moralmente, sono andato a testimoniare Alice Cooper dal vivo a Trezzo sull'Adda, una località dell'Hinterland Milanese dove le Bestie di Satana comprano le piastrelle, per farvi un reportage sull'Elizabeth Taylor del freak scene.

Appena entro al Live sono risucchiato in una mandria di gente fra cui motociclisti, ragazze che non si fanno troppe paranoie sulle malattie veneree, vecchi e probabili tecnici informatici (certo non spie Britanniche) che conoscevano Alice Cooper dagli anni Ottanta: il periodo di merda quando aveva smesso di bere, cantava Poison e graziava le copertine di RIP assieme ai Great White e Lita Ford solista. La musica durante l'attesa è esclusivamente sua, una cover dell'inno "We Gotta Get Out Of This Place" e l'insuperabile "Raped and Freezin',"che per colpa dei rivenditori di PC che vogliono sentire "Feed My Frankenstein" non sarà suonato durante la serata.

Quando si alza la tenda Alice torreggia su un'impalcatura: è vestito da ragno ed ha un fumogeno scintillante per mano. Leggenda vuole che per il suo look originale di bodystocking stracciati e ombretto nero si fosse ispirato ad Anita Pallenberg nel ruolo della Regina di Sogo in Barbarella, adesso sembra un incrocio fra l'Imperatore Palpatine e Liza Minnelli. Poco importa, quando attacca con "Under My Wheels" mi rendo pienamente conto del capolavoro, il brano è l'equivalente di "Apparition de l'Eglise Eternelle" per chi ha mai indossato del cuoio rosso.

Oltre ad "Eigtheen," durante il cui Alice sventola una stampella per aria, il gruppo suona perle come "Cold Ethyl" e "Is It My Body." Con immenso dolore personale noto che il pubblico non apprezza "Is It My Body" ma si entusiasma per "Hey Stoopid", un'orrenda canzone contro la droga uscita nel '91, a carriera imbalsamata. Qualsiasi musicista che canta contro i narcotici merita degli stronzi catapultati in faccia, ma non Alice. Detto questo, se non ci fosse la droga non ci sarebbe neanche chi apprezza i suoi primi quattro album. Quattro grandissimi album. E il lupo perde il pelo… cioè, la troia perde la pelliccia ma non la fame di cazzo: quando Alice chiude con "Elected" annuncia: "C'è la crisi. L'Italia ha molti problemi. Ci sono problemi a Roma, a Trezzo… ci sono problemi a Milano. E a me non me ne frega un cazzo."