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Un mese in un sexcam studio rumeno

A Bucarest e dintorni il business delle chat online è attivo come non mai: con oltre 2.000 attività rivolte per il 90 percento ad americani, passare qualche settimana nel tentativo di capire cosa succede dall'altra parte dello schermo sembrava il...
10.12.13

Illustrazione di Julia Scheele

Fino allo scorso luglio ho condiviso un appartamento a Birmingham con due cugini, Lorenz e Alessandro. Quando ho lasciato la stanza dando un preavviso piuttosto breve ero preoccupato di aver lasciato i due nei guai, ma il mio tempismo non poteva rivelarsi migliore. "Stiamo andando in Romania per aprire un'azienda di catering," mi hanno detto. Il piano sembrava un po' insolito, se non del tutto impraticabile in senso commerciale, ma mi hanno assicurato che avrebbe funzionato. A quanto pare conoscevano un ragazzo che stava già facendo qualcosa di simile a Bucarest.

Arrivato settembre, ho ricevuto un messaggio dai cugini che mi chiedevano se potessi dare una mano a scrivere un po’ di testi pubblicitari per il loro business . "Certo, spiegatemi meglio,” gli ho scritto. "Be', è ​​un segreto”, rispose Alessandro. È difficile scrivere di segreti, gli ho detto, ma dopo un po' di insistenza mi ha rivelato che ovviamente non si trattava per niente di un'azienda di catering, ma di uno studio pieno di ragazze e ragazzi che si spogliavano, si masturbavano e si esibivano in sexy duckface di fronte alla webcam. Ho detto ai due che non mi sentivo a mio agio a scrivere di cose del genere. Non c'è da preoccuparsi, hanno detto, prima di invitarmi a stare con loro. Ovviamente, all'inizio del mese scorso ci sono andato.

I webcam studio sono l'equivalente dei bordelli, solo che invece dei puttanieri ci sono i masturbatori da cameretta. E se Internet avesse un vero e proprio quartiere a luci rosse una delle sue vie sarebbe la Romania, dove attualmente sono circa 2.000 le attività in funzione. Lo studio dei cugini, Kazampo, è l'ultimo arrivato in questo bordello digitale. È situato in una stradina di Bucarest in un edificio appositamente costruito che può ospitare fino a 11 "modelli" contemporaneamente, che si masturbano in direzione delle webcam per uomini americani arrapati e solitari.

Mi aspettavo di entrare nella casa e trovarci un covo di depravazione: ragazzi e ragazze bellissime con la tragedia negli occhi, tutti mezzi nudi e coi postumi di qualche droga mentre nella stanza risuonava qualche successo da discoteca occidentale finalmente approdato in Romania (forse Steve Aoki?). Quello che ho trovato al mio arrivo invece era noiosamente normale.

Sono arrivato a mezzogiorno, all’ora di pranzo. L’ora di pranzo nello studio però è alle nove di sera, perché il 90 percento dei "membri" paganti (il mondo delle webcam condivide lo stesso amore per gli eufemismi del mondo della prostituzione) vivono in Nord America, il che significa che il 90 per cento della clientela di uno studio rumeno vive tra le sette e le 12 ore indietro. Quindi l’orario di punta del lavoro a Kazam è tra l'una di notte e le sette di mattina.

Camelia, fidanzata di Alessandro e matrona dello studio, mentre gioca a Farmville.

Al di fuori degli orari di lavoro, l'aria della casa è invasa una nebbia di fumo di sigarette e dalle note di ballate anni Ottanta. Nessuno parla molto e tutti passano un sacco di tempo seduti in cucina, sia giocando a Farmville su un computer comune o a Clash of the Clans sul proprio smartphone. Dal momento che non stava succedendo niente quando sono arrivato, Lorenz mi ha messo a guardare un'intervista di mezz'ora con il presidente dell'Uruguay José Mujica. Mujica è stato imprigionato fino al 1985 per la sua attività di guerrigliero comunista. Da che era considerato un nemico dello stato, ora o è diventato l'ateo preferito di Papa Francesco nonché il marxista pro-marijuana più famoso del Sud America.

Lorenz è rimasto in silenzio per tutta la durata dell’intervista, mantenendo l'espressione accigliata di un santo cattolico in pieno conflitto interiore. Dopo la critica misurata del capitalismo occidentale di Mujica, Lorenz ha iniziato a raccontarmi del suo più grande desiderio: una violenta rivoluzione socialista.

I due cugini provengono da ambienti privilegiati, e sono cresciuti a quasi 16 mila kilometri di distanza da Bucarest (mi hanno chiesto di non menzionare il loro paese d'origine per paura di essere identificati). Da piccolo, Lorenz era un convinto sostenitore della politica destrorsa dei suoi genitori. Studente modello, non si laureò mai, ma partì per l'Europa per imparare a cavarsela da solo. Nei suoi piani, voleva unirsi alla "classe operaia" in quello che ha descritto come "un vero paese socialista" per provare un'esperienza radicale: "sono venuto per constatare che se si è in grado di condividere, ovvero se si lavora insieme per un interesse comune, le cose possono andare veramente bene." In breve, ha trovato il socialismo.

Ho chiesto se per caso non vedesse alcuna contraddizione tra i suoi ideali socialisti e la decisione di cimentarsi nell'equivalente digitale della professione più antica del mondo. In quanto proprietario di uno webcam studio, lui possedeva i mezzi di produzione e i modelli erano gli operai oppressi. Ci ha pensato su per un minuto e poi mi ha spiegato che no, non ne vedeva affatto. "Vedi, non siamo i capi dell'azienda, perché quelli che lavorano alle webcam non sono i dipendenti". "Ci danno una percentuale sui loro guadagni, e noi in cambio gli forniamo i servizi. Siamo facilitatori.”

In effetti, per Lorenz non è nemmeno una questione di soldi: "Questo non è esattamente un business," mi ha detto, "è qualcosa che ho intenzione di godermi e usare per diventare una persona migliore in tanti modi diversi. Non voglio diventare ricco, voglio solo stare in un posto dove non devo preoccuparmi dei soldi." Cosa che, sono abbastanza sicuro, è quel che vuol dire essere ricchi.

Raffi, il cane dello studio Kazampo

La visione del cugino Alessandro non combacia con quella di Lorenz: "Conosco uno studio che ha 15 modelli, tutti i ragazzi," ha detto. "Ogni due settimane guadagnano sui 25 mila euro. Ora, considerando che i ragazzi guadagnano metà delle ragazze, immagina quanti soldi fai avendo 15 ragazze che lavorano per te: in pratica guadagni 50 mila euro ogni due settimane. Questo è il mio sogno."

Mentre ce ne stavamo fuori dal supermercato a fumare una sigaretta è passata davanti a noi una ragazza, e Alessandro ha continuato la sua lezione spostandosi dalla matematica all'estetica: "Questa ragazza, guardale il viso: può fare un sacco di soldi. Le guardo in faccia e vedo i soldi.“

A casa era pieno di libri motivazionali sparsi dappertutto: l'autobiografia di Richard Branson, la traduzione di un libro di un mago delle finanze tedesco chiamato Come diventare milionario in sette anni… quel genere di cose lì. Lorenz potrebbe essere entrato in questo business per confuse ragioni spirituali, ma gli occhi di Alessandro sono fissi sui numeri. Nessuno dei due sembra motivato da quel certo squallore legato al sesso. Alessandro vorrebbe arrivare a consegnare le redini di Kazampo a un manager e proseguire verso altre imprese, e Lorenz ha aggiunto, "Non stiamo diventando dei papponi. Per noi e per loro, è solo un lavoro. In quanto ai nostri lavoratori, meritano rispetto." A tal fine, Alessandro ha impiegato la sua ragazza Camelia, rumena, come matrona. Secondo lui, "è bello averla a lavorare qui, perché quando i modelli esagerano mando lei a rimetterli in riga, così non devo fare io la parte del cattivo.”

Nonostante abbiano una visione leggermente distorta su cosa significhi fare la parte del cattivo, entrambi i cugini sperano che il loro studio possa portare alcuni piccoli cambiamenti nel settore webcam rumeno. Per prima cosa, entrambi ribadiscono il fatto di percepire il 40 percento dei guadagni dei loro modelli, rispetto ai 60 o ai 75 percento che sono la norma a Bucarest. Parlavano di questa cosa come se fosse un atto di carità. In realtà, è una necessità commerciale. I webcam studio sono talmente diffusi in Romania che per un nuovo studio è molto difficile trovare modelli.

Talmente difficile che quando sono andato a trovare i cugini all'inizio di novembre, Kazampo aveva solo tre modelli al lavoro. Otto delle 11 postazioni di lavoro erano libere.

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Una delle stanze del Kazampo

Le stesse postazioni somigliano a qualcosa a metà tra la cameretta di un adolescente e una saletta privata in un strip club di fascia bassa. Ogni camera ha un letto piazzato di fronte a un computer ed è completo di un infallibile simbolo di erotismo: una bottiglietta di disinfettante. Le pareti dietro i letti sono dipinte di rosa e coperte con strisce di carta da parati rosa e oro. Gli altri muri, quelli che la webcam non inquadra mai, sono spogli.

Lorenz era imbarazzato dal fatto che le camere fossero mezze incomplete, fatta eccezione per quella con il palo. Anche i proprietari precedenti usavano l'appartamento come webcam studio, e nella fretta di andarsene avevano lasciato le attrezzature per la lap dance. Ovviamente ai cugini era andata di lusso, e in questo modo avevano potuto investire i loro soldi per completare la stanza con una palla da discoteca e un laser. Non ho mai incontrato la ragazza che lavorava lì, ma ogni volta che passavo davanti alla stanza sentivo musica dance filtrare da sotto la porta.

Nel tentativo di riempire le rimanenti stanze vuote, Alessandro ha percorso più di mille kilometri per arrivare fino a Belgrado, dove il business dei webcam studio è quasi sconosciuto, con l'obiettivo di reclutare nuovi volti. La loro esperienza di comunismo è coincisa con una prosperità culturale ed economica, e persino oggi è abbastanza comune trovare il ritratto di Tito nei salotti della gente, o addirittura negli squat anarchici.

Al contrario, la Romania non è riuscita a scrollarsi di dosso l’influenza russa così velocemente. Dopo l'ascesa del comunismo nel paese alla fine della seconda guerra mondiale, fu fondata una quantità di aziende "SovRom" (sovietiche-rumene) al fine di generare fondi per la ricostruzione. A dire il vero però, le aziende furono stabilite per garantire l'accesso sovietico alle risorse rumene di petrolio, gas naturale, ferro e uranio grezzo. Un accesso che sfruttarono per un decennio, impoverendo il paese delle sue risorse, fino a che le autorità rumene non sciolsero le "SovRom" tra il 1954 e il 1956.

Quando le cose ritornarono quasi alla normalità verso gli anni Ottanta, il Partito Comunista rumeno decise che i cittadini meritavano di essere fottuti dal loro stesso governo. La produzione alimentare, in particolare, non era mai stata così efficiente, ma il segretario generale Nicolae Ceauşescu costrinse il suo popolo a sopravvivere con razioni da fame mentre lui faceva costruire il "Palazzo del Popolo" (nome ironico, eh?). Il palazzo detiene ancora il record mondiale quale più grande edificio amministrativo esistente.

Dopo quasi mezzo secolo di estrema povertà, è comprensibile che a 24 anni dalla fucilazione di Ceausescu la maggior parte della Romania sia ancora troppo ubriaca di capitalismo per poter combinare qualcosa di realmente produttivo. Al contrario, molti appaiono ossessionati dai soldi.

Marius e Anica, fidanzati sono entrambi modelli a Kazampo. Prima di diventare un modello Marius era nell'esercito, ma la paga era talmente bassa che ha iniziato con le webcam per avere un secondo lavoretto in nero da svolgere nei suoi giorni di riposo. Mi ha detto: "In questo paese, e in questo business soprattutto, le persone non stanno pensando al futuro, pensano a quello che hanno oggi." Qualsiasi cifra Marius guadagni, la spende.

Marius possiede una piccola BMW che forse era considerata sportiva quando uscì dalla catena di montaggio nel 1993. Adesso perde colpi al minimo tocco di acceleratore, ma non ci sono mai i soldi per aggiustarla. A lui però sta bene; in un'altra vita sarebbe stato un pilota di rally, e sfreccia tra le strade di Bucarest come se vivesse in una scena di GTA.

Lorenz e Marius mi guidano tra le strade di Bucarest 

Anica ha una laurea in management del turismo, ma non c'è nessun lavoro che le farebbe guadagnare più che fare la modella davanti alla webcam. Ho chiesto ad Anica e a Marius se avessero mai pensato ad esibirsi insieme, visto che presumibilmente guadagnerebbero parecchio. Gli occhi di Marius si sono illuminati e poi hanno incontrato quelli di Anica, leggermente tristi. "I soldi non valgono l'umiliazione," mi ha detto con voce dimessa. Ho cambiato argomento e le ho chiesto come ha iniziato a fare questo lavoro.

A quanto pare, all'inizio non si esibiva in scene di sesso solitario davanti a un computer. La sua carriera nel mondo delle webcam è iniziata come semplice modella che i clienti pagavano solo per fare conversazione. Stranamente, i soldi che guadagna ora non sono molti di più.

La maggior parte del guadagno per un modello viene dalle sessioni private, quelle in cui i membri pagano un euro e mezzo al minuto per chattare con i modelli. Metà di quei soldi di solito vanno al sito che ospita le chat, e il rimanente 40-75 percento va allo studio—alla fine quindi i modelli guadagnano alla fine tra i 60 e i 25 centesimi al minuto, a seconda dell'accordo con lo studio in cui lavorano.

La chiave di tutto, anche per i modelli erotici, è nel cercare di tenersi addosso i vestiti più a lungo possibile; al contrario di quello che si può immaginare, l'eiaculazione non è una priorità per i membri che usufruiscono del servizio. La maggior parte di loro sono uomini divorziati in cerca di un po' di compagna durante le ore che prima impiegavano con del monotono sesso di mezza età e con qualche puntata di Downton Abbey. Dalla descrizione che mi fa Anica, essere dei modelli non è come lavorare nel reparto vendite: se chiedi un sacco di cose ai clienti e ti dimostri davvero interessato a loro ti ameranno per sempre, o almeno fino a che non finiscono i soldi. Magari dopo un po' ti chiederanno di toglierti i vestiti, e quello è il momento in cui bisogna sdraiarsi e pensare alla Romania.

Guadagnare dai 10 ai 26 euro all'ora non sarebbe male in altre circostanze, ma data la natura del lavoro è un bene che i modelli abbiano altre fonti di guadagno. La prima sono le mance. I membri possono lasciare mance ai modelli sia nelle chat private che in quelle pubbliche per convincerli a concedere qualche extra nella loro performance. Quando lavorava in un altro studio, Marius divideva a turno una stanza con un'altra modella. Alla fine di ogni turno lei lasciava il suo bicchiere d'acqua nella stanza, che è l'equivalente webcam del coinquilino che lascia sempre i piatti sporchi nel lavandino. Una notte, un membro ha chiesto a Marius di pisciare di fronte alla webcam in cambio di una generosa mancia. Anche se un po' schifato dalla richiesta (che tuttavia reputava innocua), Marius cercò qualcosa in cui pisciare ed eccolo lì, il bicchiere.

E poi c'è Skype. Skype permette ai modelli di tenersi il 100 percento dei guadagni evitando sia i siti di hosting che gli studio. Riescono anche a guadagnare più del solito perché dato che si tratta di tempo libero, alzano la tariffa da far pagare ai clienti. I siti hanno un regolamento che vieta queste pratiche, e tra membri e modelli è vietato scambiarsi ogni tipo di informazione, ma questo non vuol dire che non succeda lo stesso. E quando succede, i modelli guadagnano bene.

La stanza di Marius

Anica mi ha raccontato di un membro di nome Clarence. Clarence lavora in un'università del Nord America come dirigente di un ufficio amministrativo. Guadagna circa 10mila euro al mese ed è follemente innamorato di Anica, talmente tanto che la scorsa primavera è venuto in Romania per incontrarla dal vivo. Anica è sempre molto onesta con i suoi clienti, quindi all'incontro ha portato anche Marius presentandolo come il suo ragazzo. Ha anche spiegato al suo ammiratore americano che anche se erano "migliori amici" (ok, magari non era il massimo dell'onestà) se si fosse azzardato a metterle le mani addosso nella vita reale Marius gli avrebbe tagliato la gola. Senza un'ombra di scoraggiamento, Clarence continua ad accreditare 700 euro al mese su una carta di credito che le aveva precedentemente spedito, insieme ad un iPad e a tante cose che lei gli aveva richiesto in cambio dei loro incontri sul web.

Se queste sono le premesse, è facile capire che i proprietari degli studio e gli stessi membri che usufruiscono del servizio usino la relativa povertà dei modelli per sfruttarli. Nella migliore delle ipotesi, sono disonesti. Ma anche i modelli sfruttano la solitudine e la frustrazione dei loro clienti dall'altra parte del globo, un dettaglio che di certo non sfugge ad Anica: "Certo che mi sento in colpa, ma ho bisogno dei soldi," mi ha spiegato.

Marius mi ha raccontato di membri innamorati o dipendenti dai modelli tanto da dilapidare il loro patrimonio per tenerli con loro nelle chat private tutte le notti. Altri invece si fanno fare prestiti per lo stesso scopo. In ogni caso, quando i soldi finiscono e i membri supplicano i modelli per concedergli un altro po' di tempo, questi ultimi dovrebbero rifiutarsi se vogliono continuare a lavorare con profitto. Suona crudele, ma anche i modelli devono mangiare.

In ogni caso, la situazione non è così tetra e piena di sfruttamento. Tutte le notti Camelia e Anica preparano la cena per i proprietari, i modelli e per me; i pasti sono stati il momento più bello di molte giornate. Una notte mentre mangiavamo Marius mi ha detto "Ehi, guarda la nuova casa del mio amico", e mi ha passato il suo smartphone. "È un membro?" gli ho chiesto. "No, è un mio amico."
Marius è stato il primo modello di webcam con cui quel tipo avesse mai parlato; adesso la loro relazione è totalmente casta.

Ha quasi 30 anni e vive nel sud degli Stati Uniti; non ha ancora detto ai suoi di essere gay, ma Marius lo sta aiutando e consigliando in questo momento delicato. Anche se la loro relazione non ha a che fare col sesso o con i soldi, l'amico di Marius gli presta un centinaio di dollari per aiutarlo quando può, ma Marius insiste sul fatto che la loro amicizia continuerebbe anche senza soldi.

I due cugini non sono i soli stranieri a gestire degli studios a Bucarest. Se si cerca su internet, è pieno di americani ed europei che chiedono consigli su come aprirne uno in Romania, e moltissimi studios nel paese sono stati aperti grazie a finanziamenti esteri. Non c'è niente di speciale in questo tipo di business, ma il ritorno sull'investimento iniziale può essere fenomenale. In un paese in cui il reddito annuo medio è di quasi 6.000 euro, un modello di successo può guadagnare quasi la stessa cifra in un mese solo.

Ufficialmente, il governo rumeno non è un fan dell'intrattenimento per adulti. Secondo la legge, chiunque apra un sito porno del paese deve proteggerlo con una password, e nel corso degli ultimi decenni si è proposto più volte di chiuderli direttamente. In realtà, qualcuno si è dato decisamente da fare per rimettere in sesto le telecomunicazioni e le infrastrutture del paese, con il risultato che la Romania ha una connessione internet estremamente veloce. Che piaccia o meno, il business delle sexcam è un ottimo modo per attrarre capitale straniero nel paese, e la cosa non cambierà fin quando non si troverà una valida alternativa.

I nomi e i dettagli identificativi delle persone menzionate in questo articolo sono stati cambiati per proteggere la loro privacy. 

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