FYI.

This story is over 5 years old.

the walking dead

Siamo stati allo World Zombie Day di Londra

Se si eccettuano i fotografi, lo World Zombie Day è costituito da una serie di persone vestite da mentecatti e da sporadici futuri costumisti di grossi studi cinematografici hollywoodiani. Eccone un assaggio dall'edizione di quest'anno.
14.10.13

Foto di Laurence Brook e Laura Spini.

“Ci sono un sacco di zombi a questa Giornata Nazionale della Fotografia Amatoriale,” ha detto il mio accompagnatore appena ci siamo allontanati dallo World Zombie Day. In effetti, il 12 ottobre a Londra ho contato più teleobiettivi che ferite sanguinanti di Uniposca rosso.

Lo World Zombie Day è nato a Pittsburgh nel 2006 per commemorare L'alba dei morti viventi con una camminata che partiva dal centro commerciale in cui era ambientato il film. Da allora, si è diffuso ovunque, nel mondo, nel tentativo di battere il record costantemente aggiornato dal Guinness dei primati. Eventi di proporzioni considerevoli si sono svolti a Londra, Parigi, New York, Copenhagen, Hong Kong, Santiago del Cile, e aggiungete a piacere ulteriori capitali del mondo, possibilmente affette da Buzzfeed. Ah, naturalmente di zombie walk se ne trovano anche in Italia (una lista è qui). La maggior parte degli eventi mondiali si concentra intorno al mese di ottobre, che per l'occasione è diventato lo Zombie Awareness Month. Per celebrarlo, stasera, sia negli Stati Uniti sia in Italia, comincia la quarta stagione di The Walking Dead.

Pubblicità

L'evento di Londra è a favore di St. Mungo's, un'organizzazione benefica a supporto dei senzatetto. Si svolge ogni ottobre, ed è una specie di Via Crucis che comincia da Marble Arch e, in una serie di tappe, raggiunge Tottenham Court Road per un afterparty con concerto.

Se si eccettuano i fotografi, lo World Zombie Day è costituito da una serie di persone vestite da mentecatti e da sporadici futuri costumisti di grossi studi cinematografici hollywoodiani. È vero che bisogna soffrire un'orda sterminata (apprezzate il gioco di parole) di zombine sexy, ma è altrettanto vero che ogni quindici zombine sexy c'è uno zombi con il costume che rischiara la giornata. (Già che siamo sull'argomento, zombine: non c'è nulla di glamorous nella decomposizione). Generalmente, l'idea originale viene snaturata da un paio di copie incapaci. Per esempio, c'era un Heisenberg zombie appropriato:

e un Heisenberg che, per specificare di non essersi travestito da Stephen Baldwin, ha sentito il bisogno di segnalarlo sulla maglietta.

Non è insolito che compaiano anche svariati malcapitati (due ragazze furry, con coda e tutto, se ne sono andate quasi immediatamente) e i sempre benvenuti fan della prima ora. Un tale, gigantesco e senza costume, si accompagnava a una minuscola sposa cadavere, e ha continuato a farle la predica per tutto il tempo che mi è stato seduto vicino. Ha cominciato con: "Un tempo questa era una manifestazione figa, adesso ci vanno proprio tutti tutti tutti." Quando una madre con carrozzina ha cercato di farsi strada tra la folla, il nostro amico ha guardato i passanti con disprezzo e ha gridato alla madre: "Guardi, provi a dir loro CERVELLAA, vedrà che si spostano." Poi, mentre un gruppo sempre più numeroso accerchiava l'attrazione del momento (foto seguente), ha detto con sprezzo: "Aspettiamoci un sacco di foto profilo di Facebook con questo qui, stasera." Poi si è alzato e si è messo a scattare foto con l'iPhone.

Non sono mancati i costumi raggelanti:

E i costumi bellissimi:

The Mask?

Monty di Shakespeare a colazione?

SENZA PAROLE.

E una serie di costumi fighissimi di videogiochi (complimenti a Silent Hill e ai due che hanno cavalcato lo Zeitgeist con i clicker di The Last of Us):

Dice Dave Beveridge, tra gli organizzatori dell'evento: “Sono contentissimo che le persone che non hanno alcun interesse per la cultura zombi vengano da me e mi dicano che lo World Zombie Day è stato il 'giorno più bello delle loro vite'. Di solito sono le stesse persone che l'anno successivo arrivano preparatissime.” In effetti, uno degli elementi più irrinunciabili dell'evento, a Londra, è la camminata lungo due delle strade più commerciali, Oxford Street e Regent's Street. Che sia un rimando al grido anticonsumistico romeriano (fermi tutti, ho appena detto “grido anticonsumistico romeriano”), che sia soltanto una maniera per farsi fare delle foto, la processione non passa certo inosservata, e unisce chiunque. I turisti italiani con le borse di Primark e le signore pettinatissime che escono da Selfridges gridano e i francesi con il sushi da asporto gridano, allo stesso modo, ommioddioommioddioommioddio quando vedono passare questo:

I fotografi si inerpicano sulle cabine telefoniche.

Megan Williams e Dave Woods, sempre nel team organizzativo, ricordano i momenti preferiti nel corso degli anni. Williams assegna i primi premi a Audrey Hepburn Zombie, Spock Zombie e un ragazzino tredicenne vestito da DJ zombi. Woods parla di uno zombi banana, di una zombi vestita da ragazza hipster con un vinile che le trancia il collo, e di un gruppo di zombi che si mise a ballare con un gruppo di Hare Krishna. In effetti, quest'anno qualcuno ha portato i tamburi e, malauguratamente, è subito partita la conga.

Sangue su pelle 2013. Sfocature mie.

Woods, però, ricorda anche episodi spiacevoli: “Abbiamo creato delle regole, e per delle ottime ragioni. Il ricordo peggiore tra tutti gli eventi è quello di uno zombi che terrorizzò tre ragazzine. Erano talmente spaventate che non riuscivano a muoversi, né a sgusciare via, e non sembrava si divertissero troppo. Spaventare e farsi spaventare può essere divertente, questo finché tutti i coinvolti sono in grado di riderci su, altrimenti si tratta di bullismo.”

Del resto, è difficile dare delle regole a un morto vivente.