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Zollo mette insieme tutte le sfumature del pop italiano

Grazie ai feat di Tauro Boys, LoveGang e Calibro 35, Zollo è riuscito a mettere insieme trap, itpop e rock.

di Redazione
21 maggio 2020, 3:29pm

Fotografie promozionali fornite dall'ufficio stampa

Il panorama musicale è un ambiente che equivale alla più densa tra le giungle esplorate da un turista casuale. Una tessitura di complicazioni vivaci, composta da materiale che vuole venire alla luce e, insieme, vita in disfacimento che precipita a terra.

Il tipo di luogo dove musica e addetti ai lavori, musicisti e personale ausiliario lottano per sopravvivere e riuscire a far sbocciare i propri fiori e i frutti, alla ricerca di qualcuno che voglia nutrirsi del loro nettare sonoro. Quel che però ci si dimentica in fretta è che alcune di queste figure sono più importanti delle altre—non per motivi di vanto o enfasi particolari, bensì per puro pragmatismo.

Zollo

Carlo Zollo è produttore e autore, musicista e compositore. Soprattutto, però, è un ingegnere del suono e un fonico, cioè esattamente una di quelle figure essenziali per la messa in scena della musica dal vivo (e non): in curriculum ha lavori per, e con, Cosmo e Calibro 35, Calcutta e Diodato, tra i tanti.

Nel suo splendido La conquista dell'inutile, Werner Herzog, visionario regista di culto, scrive: "È difficile intraprendere questo lavoro, avvicinarsi a questo enorme fardello di sogni." L'artista qui parla evidentemente di altro, ovvero del fare cinema.

Zollo è produttore e autore, musicista e compositore, nonché ingegnere del suono e fonico.

In particolare si riferisce alla realizzazione di quella follia intitolata Fitzcarraldo, che vede il sulfureo protagonista Klaus Kinski trascinare una barca in mezzo alla foresta amazzonica—come peraltro il regista farà davvero. Tuttavia, riflette le giungle metaforiche dell'industria musicale.

Per questo, la scelta di Zollo di passare attivamente al fare musica, con cinque singoli che formano una sorta di mixtape sotto la dicitura "Spermatozollo" o una "collana discografica", come la chiama lui, è tutt'altro che scontata o frutto dell'improvvisazione del momento. Si tratta di cinque brani che hanno visto il supporto, i feat e l'aiuto di Joe Sacchi e Ketama, Lil Jolie e Tauro Boys, Pretty Solero e Garage Gang, nonché Enrico Gabrielli dei già citati Calibro 35.

Una musica in continuità, ma anche in evoluzione, con suoni a cavallo tra trap e itpop, sperimentazione esotica, elettronica e strascichi emo—ricordiamo che la produzione di Emoranger di Generic Animal è opera sua. Per questo motivo, abbiamo voluto fargli qualche domanda.

Zollo

Noisey: Descrivi in tre frasi quello che fai e chi sei.
Zollo: Sono Zollo, sannita trapiantato a Milano. Sin da piccolo attratto dalla musica e tanto ho fatto che mi ci sono ritrovato dentro. Se dovessi spiegare quello che faccio direi che colleziono esperienze e competenze legate alla musica e alle persone, le filtro con la mia sensibilità e le rimetto in pratica.

Come hai cominciato a lavorare con la Love Gang?
Un paio di anni fa, parte della gang iniziava a fare le primissime apparizioni in situazioni e festival in cui io sguazzavo già da un bel po'. Ne rimasi super colpito. Iniziare a collaborare con loro è stato liberatorio, perché si faceva sul serio ma con un approccio da gruppo di amici di piazza che, vivendo a Milano da un po' di anni, avevo quasi dimenticato. Il tutto è iniziato dall’incontro casuale con Pretty Solero e il suo manager di allora, che aveva ascoltato ciò che facevo ai tempi, quasi 3 anni fa. Dopo, i ragazzi si sono incuriositi e da qui è nata la nostra amicizia. Dal quel momento sono nate tutte le collaborazioni avvenute finora.

"Sono Zollo, sannita trapiantato a Milano. Sin da piccolo attratto dalla musica e tanto ho fatto che mi ci sono ritrovato dentro."

Qual è il tuo pezzo a cui sei più vicino, e perché?
Decisamente ‘’Non è un gioco’’ perché è il primo singolo che mi vede come compositore/produttore con il nome Zollo e dopo un paio di anni di vita è ancora molto ascoltato e apprezzato. Il suo successo mi ha dato il coraggio e il potere di continuare.

"Spermatozollo" è un gran titolo, come ti è venuto fuori?
Si tratta di una parola che mi porto dietro da un po', una termine divertente che utilizzo per scherzare con gli amici. Una sera, al ritorno da una data del tour ‘’Kety’’ di Ketama126, il Sergente, cioè Miguel Navarro Parres, il mio manager, parlando per ore sulla sua terrazza in centro a Roma ha battezzato "Spermatozollo" come contenitore di esperienze e collaborazioni sincere che stavano succedendo e dovevano essere mostrate.

Zollo Ketama Splash
Clicca sulla copertina di Splash, per ascoltare il brano su Spotify

"Dopo il sexo" con Joe Scacchi è una zarrata pazzesca, om'è nata?
Il WingKlan l’ho conosciuto grazie al tour di Ketama126, ‘’Kety’’. Attraverso le varie e poche date ci siamo avvicinati e con Joe Scacchi è nato questo pezzo, registrato negli ultimi giorni prima del Covid. Ci siamo dati appuntamento in uno studio di Roma, abbiamo ascoltato un po' di miei beat e ci siamo fomentati su questo baile funk. Joe ha scritto qualche barra, a me è venuta l’idea melodica centrale, nel giro di poco più di un’ora l’ascoltavamo compiaciuti.

"Ultimo disco": com'è lavorare con la Garage Gang?
Super soddisfacente. Conosco bene Kiko con cui ho condiviso parte del tour "Rehab" di Ketama. Ci dava una mano come tour manager e condividevamo la stanza, dove di sicuro ad ogni data ci ritrovavamo con una parte considerevole del pubblico a festeggiare. Loro arrivano in studio sempre con qualche idea estetica o con un argomento preciso stimolandomi tantissimo.

"Spermatozollo" è una parola che mi porto dietro da un po', una termine divertente che utilizzo per scherzare con gli amici.

"Splash": Ci sono radici pop punk dietro al pezzo? Come mai?
Per tanti motivi. Credo... La sostanza è arrivata di getto in un'oretta, di pomeriggio nel mio studietto casalingo. A Ketama e me piace giocare con il crossover anni 90/2000 trap. Probabilmente perché è il periodo della musica che ci faceva sognare di più, avendola vissuta da pubblico prima di iniziare a pensare che potesse diventare la nostra vita. Poi negli ultimi mesi, per progettare tutta la parte musicale del tour "Kety" 2020 come direttore artistico con lui, ci siamo ritrovati un sacco di ore ad allenarci, evocando sul serio quelle atmosfere.

"Ora vado": Perché un pezzo su Milano?
Non è stata una scelta ben precisa. Deriva dal fatto che Solero e Lil Jolie, per collaborare a vari progetti, sono saliti a Milano. La traccia esiste proprio perché entrambi, per caso, volevano esprimere queste sensazioni scatenate dai viaggi verso Milano legati alla musica. Io mi ci sono affezionato subito e molto. Vivo a milano da 8 anni, ma provengo da un piccolissimo paesino di campagna nella provincia, quindi conosco molto bene quanto questa città ti può dare e quanto ti mette costantemente alla prova e di fronte a compromessi.

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