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Le 7 cose fondamentali che ho imparato in un decennio di coinquilinaggio

La condivisione di spazi, spese e storie può darti un'importantissima lezione di vita.
11 marzo 2020, 2:00pm
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Tutte le foto di Andrea Zendali.

La condivisione di spazi quando si è tra coinquilini non è sempre una passeggiata, ma ci sono servizi che vogliono semplificarci nettamente le cose. Questo articolo è realizzato in collaborazione con Pulsee__, l'energy company completamente digitale—dalla sottoscrizione fino ai pagamenti—che ti permette di personalizzare la fornitura, scegliere servizi aggiuntivi, esercitare un consumo sostenibile e suddividere i costi tra utenti, inviando una mail con la quota da pagare direttamente ai propri coinquilini (fino ad un massimo di cinque mail).

Da circa dieci anni, tra case studentesche e di giovani lavoratori, mi confronto quotidianamente con quel fenomeno potenzialmente distruttivo che è il coinquilinaggio. Ma questo non è un articolo sui lati più bui della mia esperienza—perché in tutto questo tempo, ho imparato che condividere casa con persone che fanno parte della tua vita solo casualmente può essere illuminante. Aguzza l'ingegno nella risoluzione dei problemi, ti aiuta a non chiuderti nel solipsismo dei rapporti su misura, e può migliorarti come persona.

Proprio per questo, e per convincere i più scettici, ho stilato una lista di consigli—basati su esperienze e aneddoti personali—su come rendere migliore questa esperienza. Tenendo presente che il primo comandamento del coinquilino è l'adattamento di una nota orazione: "Concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare le cose che posso, e la saggezza per conoscere la differenza."

MEGLIO UNA SUDDIVISIONE DEI COMPITI, CHE DEI TURNI DI PULIZIE

Storicamente, il primo possibile problema affrontato entrando in una nuova casa, o accogliendo un nuovo coinquilino, è stato quello dell'organizzazione delle pulizie—pensata, nella maggior parte dei casi, attraverso un calendario dei turni settimanali.

Non sempre i turni funzionano: non solo perché se qualcuno ne salta uno si creano crisi che solo un Giudice di Pace può risolvere; ma perché capita spesso che le pulizie vengano fatte in maniera approssimativa, e non da cima a fondo come si dovrebbe.

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Molto meglio suddividersi i compiti: una settimana a te il bagno, a me la cucina, a lui il salotto. E la settimana successiva si ruota. Costa meno fatica, si ottimizza l'energia (non quella luce e gas, perché in quel caso, dlin dlon, c'è Pulsee), ed è molto più raro che si saltino i turni. Perché per pulire tutto ti servono quattro ore, per pulire solo il bagno una. E un'ora alla settimana la trovi: non ci sono scuse che tengano. Un piccolo passo nell'organizzazione della pulizia domestica, che mi ha fatto sentire come la Marie Kondo del mio quartiere.

A proposito di Pulsee: essendo completamente digitale, l'attivazione è facile e veloce, e non prevede moduli da compilare o contratti da scannerizzare. Una volta sottoscritta l'offerta Pulsee per luce e gas__, da app potrai controllare le bollette, apportare modifiche ai servizi scelti, monitorare i consumi, cambiare metodo di pagamento (oltre all'accredito su conto corrente ci sono carta di credito, Google Play e Apple Pay), senza mai più vedere un bollettino cartaceo—e senza il rischio di coinquilini che potrebbero smarrirli.

FARE QUALCOSA DI CARINO PER I TUOI COINQUILINI TI SALVA LA VITA (OGNI TANTO)

Dopo anni da spettatore e iniziatore di strategie incrociate—atteggiamenti duri, atteggiamenti di sopportazione, riunioni per parlare dei problemi, passivo-aggressività—ho capito che l'unica soluzione per contrastare i comportamenti fastidiosi di alcuni coinquilini è fatta di piccoli atti di gentilezza. Perché se gli amici sono la famiglia che ti scegli, i coinquilini sono la famiglia che il tuo stipendio può permetterti, e tenere i musi non porta mai lontano.

Per lungo tempo ho vissuto con uno studente che recepiva i rimproveri come un incoraggiamento a comportarsi in maniera peggiore. Ma era anche molto ghiotto. Una sera, spontaneamente e senza chiedere niente in cambio, mi sono offerto di cucinargli una carbonara (di cui sono un maestro). Da allora i suoi pomeriggi di sessioni musicali ad altro volume e i vestiti lasciati in lavatrice per ore sono notevolmente calati. Questa tecnica funziona anche fuori dal coinquilinaggio, con colleghi o fastidiosi vicini di posto in treno—in quest'ultimo caso, basta sostituire la carbonara con l'offerta di sovranità assoluta sul bracciolo di mezzo.

CREARE UNA TUA ROUTINE PER L'USO DEGLI SPAZI COMUNI

Per un intero anno ho vissuto in un appartamento con altri cinque coinquilini. Un'evenienza a cui ti abitua il mercato degli affitti a Milano. Quando si è in molti, c'è sempre qualcuno che sta già usando i fornelli quando hai fame, o che occupa il bagno.

Il mio consiglio, è di astrarsi dal caos e diventare il metronomo del sistema. Basta creare delle routine condivise, in base alle inclinazioni. Io e altri due coinquilini, ad esempio, eravamo abituati a cenare presto: ci siamo messi d'accordo per preparare insieme la cena ogni sera, e gli altri due hanno iniziato autonomamente a organizzarsi per il turno successivo. Ho così imparato a cucinare meglio, e ho posto fine alle serate in cui non sapevo mai se, tornando a casa, mi sarebbe toccato far bollire l'acqua per i fusilli riscaldando la pentola con uno zippo.

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LE APP SANNO FARE I CONTI MOLTO MEGLIO DI NOI

Uno dei miei coinquilini era un organizzatore compulsivo a cui non bastava la sua vita, voleva organizzare anche la mia. Dopo tre mesi di richieste pressanti, mi convinse a cedere a uno dei grandi errori del coinquilinaggio: la spesa in condivisione. Non solo olio, sale, carta igienica e detersivi: tutto. È un'opzione che può far risparmiare, ma solo se si hanno le stesse identiche abitudini. Noi non le avevamo, e lui era molto convincente.

Oggi non ripeterei più lo stesso errore, e soprattutto non affiderei a una persona sola la gestione dei conti: niente casse comuni da tenere nascoste in dispensa, e responsabili che passano di porta in porta a battere cassa una volta al mese. Ci sono app per tenere conto delle spese comuni, e servizi (come Pulsee con le bollette, che grazie al cost sharing lo fa in maniera completamente digitale, per semplificarti davvero la vita) che dividono automaticamente le quote di quelle fisse.

NON SOTTOVALUTARE I LITIGI FRA GLI ALTRI COINQUILINI

Non mi è mai capitato di avere grossi litigi coi coinquilini. Mi è capitato, però, di convivere con persone che si odiavano fra loro e litigavano a ogni occasione.

Ho capito con il tempo che cercare di assumere le sembianze di un territorio neutrale è inutile: come diceva John Donne, la campana suona anche per te. O meglio: sono le strilla in corridoio a suonare per te. Senza metterti in mezzo con irruenza, né comportarti da sobillatore mellifluo, è bene cercare di intervenire come si può per sedare gli animi. Ci si guadagna molto sul lungo periodo, e ti senti un po' come il Re Salomone della casa. Una bella sensazione.

NON INCLUDERE IL PADRONE DI CASA NELLA CHAT DI WHATSAPP

Una delle cose più belle del coinquilinaggio, è la possibilità di avere qualcuno con cui risolvere i fastidiosissimi problemi di manutenzione della casa. È molto più facile farsi riparare l'avvolgibile del bagno, o la lavastoviglie, se ci sono tre persone che lo chiedono in coro al padrone di casa. Sviluppare un senso di cooperazione con gli sconosciuti, poi, fa bene a chiunque nel 2020.

Allo stesso modo, però, bisogna creare lo stesso clima quando ci sono da risolvere i problemi interni alla casa. Non è un invito all'omertà, ma includere il padrone di casa nella chat comune di Whatsapp, e fargli vedere quando Sergio ha insozzato il lavandino, o quando Mara si è dimenticata in frigo degli spinaci ammuffiti, non è ok. I problemi si affrontano da adulti, direttamente, senza appoggiarsi a figure genitoriali surrogate. Perché capita che i padroni di casa prendano le difese del coinquilino che paga la stanza più costosa (e di solito quel coinquilino non ero io).

SII IL CAMBIAMENTO CHE VUOI VEDERE NEL COINQUILINO

All'inizio, vivevo ogni asperità caratteriale o comportamentale degli altri come un affronto personale. Qualcosa che andava cambiato in qualche modo, perché mi rendeva la vita difficile. Questo atteggiamento adolescenziale non è consentito a chi vuole vivere nel mondo: il coinquilinaggio è un po' come una seduta di psicanalisi di gruppo, solo con le bollette e la divisione degli scomparti frigo.

Basterebbe un minimo di autoanalisi, infatti, per accorgersi di quanti sbagli compiamo noi stessi in casa, che gli altri magari sopportano e non ci rinfacciano. Ecco, bisogna partire da quelli. Gandhi aveva ragione.

Per sapere di più su Pulsee, vai sul sito ufficiale e sulla pagina promo.