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​Scoperte 8 galassie cento miliardi di volte più luminose del sole

Gli astronomi le hanno definite “scandalosamente brillanti” perchè ancora non abbiamo un termine tecnico per descriverle.
29.3.16
L'autore della scoperta, Kevin Harrington, davanti al Large Millimiter Telescope

La brillante scoperta non l'ha fatta un matusa dell'astrofisica ma il biondino Kevin Harrington, un laureando della University of Massachusetts. Grazie alle survey degli osservatori spaziali Herschel e Planck e alle sue ricerche presso il Large Millimeter Telescope, Harrington ha scovato ben 8 galassie di dimensioni straordinarie, centomila miliardi di volte più luminosi del Sole.

Non è la prima volta che gli scienziati scoprono galassie di questo tipo e dopo aver usato i prefissi ultra e hyper per indicare valori di luminosità nell'ordine di 1 e 10 miliardi di volte quelle del Sole, si sono divertiti ad affibbiare alle nuove arrivate il nomignolo di "scandalosamente luminose", nell'attesa che qualcuno inventi la terminologia tecnica per descriverle meglio.

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Quando ci si cimenta nell'identificazione di nuovi corpi celesti, data la vastità del cielo osservabile, è fondamentale avere le idee chiare su dove guardare e su cosa si sta cercando, ma galassie con queste caratteristiche non erano nemmeno previste a livello teorico così nessuno aveva mai perso tempo per cercarle.

Le galassie sono come milioni di greggi di pecorelle spaziali che brucano in un prato sconfinato. A differenza di quelle terrestri, le pecore spaziali sono di colore diverso a seconda della razza e, quando il pastore vuole farsi una sciarpa viola, non può semplicemente buttare un occhio al prato per capire dove trovare la lana. Sarebbe impossibile avere una visione d'insieme abbastanza nitida e dettagliata.

Siccome greggi e pecore sono davvero molte, il pastore deve prima scattare una foto al pascolo, applicando un filtro fotografico in grado di evidenziare solo le greggi con pecore viola ed oscurare quelle di colori diversi. Una volta mappata la posizione degli esemplari il pastore può recuperare a colpo sicuro la lana per la sua sciarpa.

Le sonde Herschel e Planck

Le missioni spaziali Planck e Herschel hanno fatto la stessa cosa col cielo, mettendo a disposizione degli astronomi le survey, mappe dell'Universo visibile, in cui i colori variano a seconda del tipo di galassie fotografate in base alle radiazioni elettromagnetiche che queste emettono.

Per cercare le galassie "scandalosamente brillanti" Harrington ha prima consultato le survey Planck a infrarossi e microonde, così da avere una buona ma non particolarmente dettagliata visione d'insieme del cielo e, una volta centrato l'obiettivo, si è affidato alla precisione delle survey Herschel e allo zoom del Large Millimeter Telescope, il telescopio più grande e preciso del mondo.

La luminosità di queste galassie è un indicatore dell'intensa attività di formazione stellare che si consuma al loro interno. Da dense coltri di gas ogni ora si forma una stella delle dimensioni del Sole, mentre nella nostra galassia—la Via Lattea—se ne formano al massimo 10 ogni anno.

Questi mostri astrofisici tuttavia ci appaiono ben 10 volte più grandi di quello che sono, a causa di un zoom naturale. Essendo perfettamente allineate tra loro rispetto alla Terra, le galassie super massicce creano delle distorsioni spazio temporali che, deviando il percorso della luce, ingrandiscono le sorgenti luminose per chi le osserva dalla prospettiva terrestre. Questo spettacolare effetto ottico è chiamato Lente Gravitazionale, ed è una conseguenza della Relatività Generale di Einstein.

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Contrariamente a quanto si può pensare, date massa e attività interna, le 8 galassie non sono per niente giovani, si sono formate ben 10 miliardi di anni fa e "ora che sappiamo che esistono" dice Yun, coordinatore delle ricerche, "riuscire a scoprire quanto sono cresciute nei 4 miliardi di anni successivi al Big Bang ci aiuterà a stimare la quantità di materia nell'Universo", dato fondamentale per capire l'evoluzione futura del cosmo.