Un 22enne investe 1,5 milioni di euro nel Mare del Nord e spiazza tutti

Un 22enne normale investirebbe sicuramente i suoi soldi in qualcos'altro.
29.6.16

Questa settimana progetto Ocean Cleanup ha raggiunto il traguardo più importante da quando è nato. Dopo aver sperimentato a lungo in scala ridotta il suo sistema per ripulire gli oceani dalla plastica, mercoledì scorso Boyan Slat ha presentato a L'Aia il primo prototipo in scala reale per il suo ambizioso piano.

Sotto gli occhi del ministro dell'ambiente olandese Sharon Dijksma e del CEO di Boskalis, Peter Berdowski, il progetto Ocean Cleanup arriva a un punto cruciale, dopo un test durato un anno, durante il quale Slat e il suo Team hanno cercato di capire il modo migliore per raccogliere i rifiuti nel Mare del Nord.

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Con la collaborazione dell'azienda navale Boskalis, il team di Ocean Clean Up ha installato un prototipo della lunghezza di 100 metri, costato 1,5 milioni di euro, a 23 chilometri a largo delle coste de L'Aia.

Simulazione del test nel Mare del Nord | Immagine: The Ocean Cleanup

Uno scafo trascina il prototipo fino al posto prestabilito sulla costa olandese. Immagine: Toon Heesakkers, MOTHERBOARD

Per un anno, il resitente galleggiante di gomma raccoglierà dati e nuove conoscenze sulla realizzabilità del progetto. L'obiettivo di Ocean Cleanup è quello di installare entro il 2020 un sistema di raccolta di rifiuti lungo 100 km tra le coste della California e le isole Hawaii. Il sistema di raccolta è costituito da un galleggiante e una rete alta 3 metri che dovrebbe essere posizionata 1,5 metri sotto e sopra la superficie dell'acqua.

Animazione del funzionamento del galleggiante e della barriera. Fonte: The Ocean Cleanup

Nella conferenza stampa, Boyan Slat ha chiarito lo scopo del test: oltre ai dati sulla resistenza agli agenti atmosferici, saranno raccolti anche dati sull'impatto ambientale del prototipo. Inoltre, vi verranno installati sopra diversi sensori e telecamere—raccogliere effettivamente la plastica, insomma, non è tra le priorità.

Boyan Slat ha ricordato ancora una volta l'importanza di questa fase del progetto: "questo è un giorno memorabile per il destino degli oceani. Se il test dovesse andare bene, nel 2017 avvieremo un progetto pilota ancora più funzionale. Saremo ancora più vicini all'obiettivo". Boyan si è dimostrato anche consapevole di un eventuale fallimento: "secondo me c'è il 30 percento di possibilità che il test fallisca. Ma anche se così fosse, cercheremo di capire che aspetto dobbiamo cambiare per riuscire nel nostro intento".

Un test simile, fissato per quest'anno davanti alle coste del Giappone, è stato rimandato al periodo successivo a quello pilota in Olanda—solo allora verrà dimostrata l'efficacia del progetto.

Animazione del progetto che verrà realizzato davanti alle coste del Giappone. Immagine: The Ocean Cleanup

Va da sé che il test olandese deciderà il destino dell'intero progetto. Se il prototipo dovesse funzionare, e portare a un effettivo miglioramento delle condizioni dei mari, lo sapremo soltanto nei prossimi 12 mesi.