Bisogna mangiare lentamente. Il perché te lo dice la scienza

Un nuovo studio dell'università di Hiroshima ci dice perché dobbiamo smettere di strafogarci.
Phoebe Hurst
London, GB
17.11.17
Foto via Flickr di Hugo Martins.

A quanto pare resistere all'impulso di divorare tutto il pranzo in un boccone, o trangugiare in una volta sola una grigliata di carne extra large, non è solo un segno di moderazione, ma anche un'abitudine sana che ha i suoi lati benefici.

Alcuni scienziati dell'Università di Hiroshima hanno recentemente condotto uno studio che dimostrerebbe come mangiare piano possa ridurre il rischio d'obesità e di malattie cardiache.

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Questo studio, presentato al recente simposio dell'American Heart Association, elenca le conclusioni a cui i ricercatori giunti dopo aver seguito più di 1000 soggetti, fra uomini e donne di mezza età, per ben cinque anni, monitorandone sia la salute che la velocità a mangiare il cibo.

I partecipanti allo studio sono stati divisi in tre categorie proprio secondo queste velocità, in base come ritenessero loro stessi di mangiare, se "veloce," "normale," o "lento." Alla fine dei cinque anni si è scoperto che quelli nella categoria "veloce" detenevano un 11.6% di possibilità in più di sviluppare una qualche forma di sindrome metabolica rispetto a quelli nelle categorie "lento" e "veloce". Anche l'aumento del peso corporeo e dei livelli alti di glucosio nel sangue sono stati associati a chi è solito mangiare velocemente.

Gli scienziati sostengono che queste conseguenze possano da attribuirsi all'oscillazione dei livelli degli zuccheri del sangue, che a loro volta portano a insulinoresistenza. Chi mangia velocemente può inoltre "impedire" al cervello di capire quando ormai il corpo abbia assunto troppe calorie.

"Mangiare più lentamente è fondamentale nella prevenzione delle sindromi metaboliche. Chi mangia velocemente tende a non sentirsi sazio e a ingerire più cibo di quanto necessario. I livelli di glucosio si alzano e questo porta a insulinoresistenza," spiega Takayuki Yamaji, il cardiologo all'università di Hiroshima che ha guidato lo studio.

Stando a Yamaji le scoperte di questa ricerca sarebbero conformi anche alla "popolazione statunitense," e i suoi moniti di mangiare più lentamente sono persino incoraggiati in alcuni istituti di beneficenza britannici.

A tal proposito Jeremy Pearson della British Heart Foundation ha dichiarato al The Daily Telegraph che "se non altro, questo studio ricorda a chi è abituato a mangiare velocemente il pranzo davanti al PC o in mensa, che uno stile di vita simile è troppo frenetico. Dobbiamo prenderci del tempo per scegliere ciò che è meglio per la nostra salute, evitando i piatti pronti o il takeaway perché sono comodo."

Forse, quindi, chi va piano va sano e va lontano per davvero.