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medio oriente

La maggioranza dei giovani arabi non vuole lo Stato Islamico, ed è sicura che sarà sconfitto

La maggior parte dei giovani arabi tra i 18 e i 24 anni, provenienti da 16 stati diversi, ritengono lo Stato Islamico (IS) una pericolosa minaccia, e sono sicuri che verrà sconfitto.
13.4.16
[Foto Stringer/Reuters]

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La maggior parte dei giovani arabi tra i 18 e i 24 anni, provenienti da 16 stati diversi, ritiene lo Stato Islamico (IS) una pericolosa minaccia, ed è sicura che verrà sconfitto.

Lo riporta un sondaggio, realizzato dall'azienda di pubbliche relazioni ASDA'A Burson-Marsteller, che ha analizzato il dibattito pubblico nei paesi del mondo arabo durante gli ultimi otto anni.

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L'anno scorso, circa il 60 per cento degli intervistati si è detto contrario allo Stato Islamico — quest'anno, la percentuale è salita all'80.

Il 78 per cento degli intervistati ha risposto anche che non supporterebbe lo Stato Islamico neanche se il gruppo terrorista fosse meno violento; il 76 per cento, inoltre, ha pronosticato il fallimento totale del califfato.

La metà circa dei rispondenti ha detto che la crescita di IS è l'ostacolo più grande che l'intera area deve affrontare.

I dati si basano su circa 3.500 interviste faccia a faccia realizzate con giovani provenienti da Bahrein, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Algeria, Egitto, Iraq, Giordania, Libano, Libia, Marocco, Palestina, Tunisia e Yemen — la Siria è stata esclusa per le grandi difficoltà nella raccolta dei dati dovute alla guerra civile.

Il diffuso rifiuto verso IS tra i partecipanti al sondaggio riflette un ampio consenso sull'interpretazione 'deviata' dell'Islam da parte dei membri del gruppo.

"L'ideologia dello Stato Islamico è vista come una concezione distorta dei valori dell'Islam e delle sue leggi. Chiunque, dai religiosi agli intellettuali ai politici ha rifiutato le sue richieste di legittimazione e condannato le sue atrocità," ha spiegato Hassan Hassan, studioso di IS presso l'Istituto Tahrir per le Politiche del Medio Oriente, che ha analizzato i risultati del sondaggio. "Persino le persone inclini al jihad si sono opposte all'organizzazione e alle sue visioni della religione — come al Qaeda, per esempio."

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Nel sondaggio si chiedeva ai partecipanti di esprimersi anche riguardo ai fattori che attraggono nuovi membri nello Stato Islamico. La disoccupazione è risultata essere la motivazione numero uno, mentre l'ideologia religiosa è stata indicata come elemento di attrazione soltanto dal 18 per cento degli intervistati.

Dal sondaggio si evince inoltre che negli stati con la percentuale più alta di disoccupazione, gli intervistati sono stati più inclini a citare "fattori economici" come un incentivo per i giovani arabi a unirsi a IS — evidenziando un collegamento netto tra le condizioni economiche e il processo di radicalizzazione.

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